Refinitiv: "Senza Esg le società rischiano di essere escluse dai portafogli"

Rita Annunziata
12.12.2019
Tempo: 3'
Le società che non riescono a riportare i dati Esg in maniera completa, misurabile e standardizzata devono fare attenzione: secondo Refinitiv, rischierebbero di venire escluse dal radar degli investitori. Filippo Cambieri, specialist advisory & investment management di Refinitiv Italy, spiega perché.

Quali sono i fattori che determinano la solidità di un'azienda come oggetto di investimento?

"Sicuramente i fattori ambientali legati alle tematiche della riduzione di emissioni di Co2, della riduzione dello spreco di acqua e dei rifiuti. Le aziende più virtuose sul ciclo dei rifiuti e la capacità di rimettere all'interno del ciclo produttivo gli scarti e i semilavorati, sono degli elementi fondamentali per valutare la performance in ambito Esg delle aziende".

Quali sono gli errori più comuni che si fanno nel realizzare lo screening di una società?

"Sempre all'interno di un perimetro Esg, l'errore più comune è quello di pesare troppo le tematiche ambientali. Quelle sociali e di governance sono altrettanto importanti, soprattutto per certe tipologie di investitori. Ad esempio, gli istituzionali anglosassoni sono molto attenti alle tematiche di governance quando guardano le società italiane. Un altro errore è quello di pensare alle tematiche Esg come di breve periodo, mentre devono essere considerate come strategie di medio-lungo periodo. Un terzo errore è quello di guardare soltanto agli investitori istituzionali e non agli investitori retail, che rappresentano una platea sempre più interessata alle tematiche sostenibili".

Quali sono le società che considerate a rischio?

"Refinitiv ha un database che copre circa 9.000 società a livello mondiale. Di queste, vengono analizzati più o meno 400 indicatori Esg, sulla base dei quali vengono creati degli score che tengono conto anche delle controversie in ambito ambientale, sociale e di governance. Le società più a rischio sono quelle che non riescono a riportare o non riportano i dati in maniera completa, misurabile e standardizzata. Di conseguenza, vengono escluse dal radar degli investitori e dei gestori che non li considerano all'interno di potenziali portafogli di investimento".
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
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