Sostenibilità, dagli anni ’70 a oggi: il viaggio di MSIM e Calvert

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
30.5.2022
Tempo di lettura: 3'
Calvert presenta le nuove strategie dedicate agli investimenti responsabili durante il Morgan Stanley Investment Focus 2022

“Quando siete nati, negli anni Settanta, cosa significava parlare di sostenibilità rispetto a oggi?”. È questa l’ultima domanda posta dal pubblico ad Anthony Eames, Responsible Investment Strategist di Calvert Research and Management, durante la tappa conclusiva del roadshow Morgan Stanley Investment Focus 2022 tenutasi a Milano lo scorso 26 maggio. Entrata a far parte di Morgan Stanley Investment Management (MSIM) nel 2021 a seguito dell’acquisizione di Eaton Vance, Calvert è infatti tra i leader globali nell’investimento responsabile sin dalla sua istituzione, nel 1976. “All’epoca gli investitori non avevano la consapevolezza della rilevanza finanziaria della sostenibilità e così è stato per lungo tempo: i dati a disposizione erano scarsi, se non inesistenti. Basti pensare che ancora adesso le società faticano a divulgare ai propri stakeholder informative di sostenibilità in realtà obbligatorie” ha risposto Eames nello scambio con Niccolò Rabitti, Head of Retail Distribution Italy di MSIM. “Fino a pochi anni fa l’esclusione era quindi l’unico criterio a disposizione, contribuendo tuttavia alla percezione che gli investimenti sostenibili fossero meno redditizi della controparte tradizionale, perché di fatto alcune opportunità erano passibili di essere tralasciate. Oggi non è più così: possiamo valutare la performance finanziaria di un’azienda al pari della sua performance nell’ambito della sostenibilità. La gestione è diventata ben più sofisticata, in linea con le aspettative di investitori sempre più attenti. Proprio per questo, investire analizzando i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) non è mai stato così dinamico come ora”. 


“Comprendere i fattori ESG finanziariamente rilevanti che influenzano la performance delle aziende può infatti condurre a scelte di investimento e a rendimenti migliori” ha continuato Eames. “Il valore nel lungo termine, insieme all’opportunità di contribuire a un cambiamento globale positivo, costituisce il duplice mandato di Calvert”. Con questi obiettivi la società americana gestisce quasi 40 miliardi di dollari (36,7 miliardi di dollari al 31 dicembre 2021) attraverso una gamma completa di soluzioni, dall’azionario all’obbligazionario fino al multi-asset e al tematico. Sono in particolare sei le prime strategie presentate nel corso del roadshow e disponibili da questo mese agli investitori italiani, tutte classificate come articolo 9 ai sensi della normativa UE 2019/2088, altrimenti conosciuta come Sustainable Finance Disclosure Regulation (SFDR). Quattro i fondi azionari parte della suite “Select”, con diverse aree geografiche di riferimento: dagli Stati Uniti all’Europa, fino ai mercati sviluppati globali e quelli emergenti. Due invece le strategie tematiche, la prima focalizzata sul clima e la seconda su diversità, equità e inclusività. Nei prossimi mesi verranno poi lanciate ulteriori strategie Calvert che andranno a rendere ancora più completa la gamma dei prodotti di investimento di MSIM. 


Le migliori società da inserire in portafoglio, oltre che le aziende sulla via di un cambiamento in positivo, sono individuate da Calvert “non solo attraverso l’analisi tradizionale. È infatti la ricerca ESG a plasmare le nostre decisioni in termini di investimento e di coinvolgimento diretto: niente esclusioni o filtri, ma forti convinzioni” ha proseguito Eames. “L’analisi di sostenibilità, articolata in cinque fasi, tiene in considerazione metriche ambientali, sociali, di governance grazie a una metodologia proprietaria, che elimina la necessità di data provider esterni. In primis, viene individuato il gruppo di riferimento tramite confronti tra società che condividono rischi ESG finanziariamente rilevanti. Viene poi sviluppata la tesi di investimento, conducendo una valutazione prospettica del rischio e delle opportunità attuali e future nel corso dell’orizzonte di investimento. Si costruisce così il modello strutturale in base ai criteri ESG e a specifici indicatori chiave di performance, come le emissioni di carbonio e l’utilizzo dell’acqua, ma anche il divario salariale di genere nelle aziende. Gli emittenti vengono così valutati e classificati attraverso una analisi dettagliata su tre aree cruciali di investimento: a livello di singola azienda, settoriale e di esecuzione. Infine, l’ultima fase è il monitoraggio, che assicura la supervisione degli aggiornamenti delle tesi di investimento, la manutenzione continua dei modelli e le modifiche delle decisioni di investimento, oltre che un approccio completo alla governance” ha concluso l’esperto. 


Scopri di più su Calvert e i prodotti lanciati sul mercato italiano

La redazione vi consiglia altri articoli

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti