Gli SDG come bussola per raggiungere un futuro sostenibile

Valeria Panigada
25.10.2023
Tempo di lettura: 3'
Si dice che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e il proverbio è quanto mai vero in tema di sostenibilità. I 17 Obiettivi fissati dalle Nazioni Unite nel 2015, continuano a rappresentare oggi uno strumento estremamente valido per valutare gli sforzi e l’impatto concreto delle aziende

Essere sostenibili non solo a parole ma anche a fatti. È questa la vera grande sfida di oggi, perché sebbene il dibattito sulle tematiche ambientali e sociali sia sempre più acceso, spesso non si traduce in azione concreta. Basta guardare all’inesorabile perdita di biodiversità o ai crescenti livelli di inquinamento per rendersene conto. Secondo il Global Sustainable Development Report 2023 ad esempio, l'inquinamento da plastica è aumentato esponenzialmente negli ultimi decenni, fino a raggiungere circa 400 milioni di tonnellate all'anno, ed è destinato a raddoppiare entro il 2040.


La questione è diventata ormai cruciale in termini di necessità ambientale e di regolamentazioni. Una bussola per orientarsi e attraversare quel mare infinito tra il dire e il fare può essere fornita dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibili, più noti con l’acronimo SDG, ovvero Sustainable Development Goals in inglese. Si tratta di 17 obiettivi, adottati dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sottoscritti dai 193 Paesi membri dell’ONU, volti a promuovere la crescita globale, l’inclusione sociale e la tutela ambientale entro il 2030.


Gli SDG, secondo MainStreet Partners, società londinese specializzata nell’analisi di investimenti ESG e sostenibili, rappresentano da anni un ottimo punto di partenza per misurare gli impegni e gli sforzi delle aziende in termini di sostenibilità, in quanto concretizzano l’azione (positiva o negativa) verso uno specifico ambito. Ad esempio, l’obiettivo 14 e l’obiettivo 15 mirano a proteggere e conservare la vita rispettivamente sott’acqua e sulla terra. Questi due obiettivi possono essere una guida, insieme ad altri dati e parametri, per valutare in maniera più precisa e concreta il posizionamento e contributo nei confronti delle tematiche legate alla biodiversità.


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SDG, a che punto siamo?

Lanciati nel 2015 per i governi, gli SDG hanno via via ispirato un numero crescente di attori, tra Ong, istituzioni e principalmente le grandi aziende quotate. Oggi sono diverse le aziende che hanno fatto propri alcuni di questi obiettivi, integrandoli nelle proprie strategie, in un percorso di evoluzione costante, secondo quanto emerge dal report. Se, infatti, inizialmente le aziende si limitavano a mappare le loro iniziative e pratiche ai singoli obiettivi, con il passare del tempo hanno iniziato a promuovere un approccio più integrato alla sostenibilità, sviluppando indicatori sociali ad hoc per misurare e quantificare il proprio impatto ambientale e sociale in maniera specifica. Un passaggio fondamentale, quest’ultimo, perché ha permesso alle imprese di monitorare i progressi e allineare le proprie strategie agli SDG in maniera proattiva.


Un’altra tappa importante di questo percorso evolutivo è stata l’avvio di una sempre più diffusa e stretta collaborazione tra mondo imprenditoriale, Ong, mondo accademico e governi per creare impatti su scala più ampia e significativa. Così come successo, ad esempio, durante l’emergenza sanitaria del Covid, con la campagna che ha coinvolto Unilever e il governo britannico per promuovere l’igiene contro l’epidemia. Questa iniziativa per l’igiene è stata la più grande del mondo, raggiungendo ben 1 miliardo di persone.


La fase successiva, e forse cruciale per passare dalle parole ai fatti, vede l’integrazione attiva di questi obiettivi nei processi decisionali e nelle attività primarie delle aziende. In altre parole, è necessario rendere gli SDG parte non solo della strategia di sostenibilità, ma anche di quella finanziaria e operativa e in definitiva nella visione e missione dell’organizzazione o dell’azienda. Secondo MainStreet Partners, se il trend continuerà in questa direzione, seguendo gli SDG come bussola nelle attività primarie di impresa e non solo in iniziative secondarie, sarà evidente un miglioramento della performance sostenibile e un impatto molto più ampio.


I progressi per abbracciare gli SDG

Più facile a dirsi che a farsi? Nient’affatto, alcune aziende l’hanno già fatto o stanno cercando di farlo. Il colosso degli occhiali Essilor-Luxottica, ad esempio, ha definito nel 2019 un piano dettagliato con l’obiettivo di eliminare la scarsa visione entro il 2050 in collaborazione con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ha poi creato, l’anno scorso, OneSight EssilorLuxottica Foundation, una fondazione per aumentare la collaborazione con Ong, governi e altre organizzazioni con lo scopo di favorire una serie di attività specifiche, tra cui finanziare servizi gratuiti per le comunità più bisognose o investire nell’innovazione. Tutte queste pratiche hanno permesso a Essilor-Luxottica di essere classificata “Strongly Aligned” all’obiettivo 3 secondo il modello SDG di MainStreet Partners.


Essilor-Luxottica non è certo la sola. Cambiando ambito, Enel, una delle più grandi aziende energetiche al mondo, ha sviluppato una strategia incentrata sulla sostenibilità per contribuire alla decarbonizzazione globale, concentrandosi quindi sugli obiettivi 13, 7, 9 e 11 attraverso un piano strategico ben preciso e concreto. Il gruppo si è infatti prefissato di ridurre l’intensità delle emissioni di gas serra legate alla generazione di energia dell’80% entro il 2030, sviluppare nuove capacità di produzione di energie rinnovabili e ottenere impianti di generazione completamente green entro il 2040, e allo stesso tempo abbandonare la generazione di energia a carbone entro il 2027 e da quella a gas entro il 2040. Obiettivi che allineano Enel all’SDG 13, secondo il modello di valutazione di MainStreet Partners.


Conclusione

Insomma, sebbene si è ancora lontani dal raggiungerli, gli SDG hanno iniziato a entrare in maniera concreta nei processi decisionali e operativi di impresa. Solo attraverso questo tipo di integrazione sarà possibile raggiungere gli obiettivi entro il 2030. Ecco perché oggi è importante poter individuare quelle aziende che intenzionalmente si sforzano di essere più sostenibili e di creare un impatto positivo concreto. E, in questo scenario, il ruolo della finanza sostenibile è di fondamentale importanza per permettere la diffusione e l’integrazione di questi principi anche nei portafogli degli investitori.

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