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Performance esg? Incide anche sui guadagni dei manager | WeWealth

Performance esg? Incide anche sui guadagni dei manager

Rita Annunziata
14.6.2021
Tempo di lettura: '
Sette imprese su dieci affermano di legare la remunerazione dei manager a espliciti obiettivi reali di performance esg dell'azienda. Un trend in crescita fin dal 2018

Il questionario ha coinvolto un campione di 80 imprese, di cui 62 società quotate e 48 nella top 100 del Ftse Mib

Il 69% afferma di legare la remunerazione degli amministratori esecutivi e del management a espliciti obiettivi reali di performance esg

Le aziende che dichiarano una quota di retribuzione variabile legata ai fattori esg superiore al 20% impennano al 24%, contro il 18% del 2019

Sempre più imprese dell'industria e dei servizi tentano di scovare nel curriculum quel “green” che faccia scattare l'assunzione. Stando a un recente rapporto di Unioncamere e Anpal, oltre 558mila (solo in Italia) hanno investito in competenze sostenibili nell'anno della crisi. Skill considerate “indispensabili” per circa 2,6 milioni di ingressi, pari al 79,4% delle entrate programmate, e di importanza “elevata” per 1,6 milioni (il 38,3% del totale). Ma l'interesse per i fattori ambientali, sociali e di buona governance, secondo i nuovi dati dell'Integrated governance index 2021 di EticaNews ha ormai varcato anche la soglia delle retribuzioni. Rendendo più che mai visibile come i principi di sostenibilità adottati incidano direttamente sui guadagni individuali dei manager.
Il questionario, giunto a 120 domande e i cui risultati saranno diffusi in occasione della Esg business conference del prossimo 16 giugno, ha coinvolto un campione di 80 imprese. Di queste, 62 sono società quotate e 48 rientrano nella top 100 del Ftse Mib. In altre parole, l'indice rappresenta quasi il 50% delle più grandi aziende della Penisola e il 60% del listino milanese. In questo contesto, il fil rouge tra retribuzioni e sostenibilità ha ben superato il 50% delle aziende analizzate. Un risultato cruciale, spiega EticaNews, “perché il legame tra retribuzioni e sostenibilità è un indicatore decisivo dell'affermarsi dei fattori di sostenibilità esg (environmental, social, governance, ndr) nel sistema di governo aziendale”. E che, di fatto, incentiva i manager a “rendere più effettivi possibili i principi di sostenibilità adottati” visto che questo, come anticipato, impatta poi sulle loro retribuzioni individuali.
Stando ai dati relativi al 2021, il 69% delle aziende afferma dunque di legare la remunerazione degli amministratori esecutivi e/o del management a espliciti obiettivi reali di performance esg dell'azienda. Un risultato in crescita di 20 punti percentuali sul 2020 (quando si parlava del 49%), di 26 punti percentuali sul 2019 (43%) e di 45 punti percentuali sul 2018 (24%). Parallelamente, il 10% dichiara quest'anno di legare tali remunerazioni ad aspetti reali esg senza citare espliciti obiettivi di performance, contro l'11% del 2020, il 19% del 2019 e il 24% di quattro anni fa. Resta un 21% che ammette di non attuare alcun tipo di collegamento tra i guadagni degli amministratori esecutivi e/o del management e le performance esg, seppur in calo rispetto al 35% del 2020, il 34% del 2019 e il 46% del 2018.
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Fonte: Ufficio studi EticaNews su risultati Integrated governance index 2021
Intanto, ad accelerare è anche il trend relativo alla percentuale di retribuzione variabile legata ai fattori esg. Nel 2021 le aziende che dichiarano una quota superiore al 20% (il valore massimo considerato) impenna infatti al 24%, ben sei punti percentuali in più rispetto al 2019. Se si considerano invece le imprese che dichiarano una quota variabile esg tra il 10 e il 20%, la quota scivola dal 36 al 62%. “Questo significa che non solo sempre più aziende stanno legando i compensi dei manager ai fattori di sostenibilità, ma anche che la quota di questi fattori pesa in misura crescente sullo stipendio variabile”, osserva l'Ufficio studi di EticaNews. Sottolineando in definitiva “una solida coerenza tra i due risultati”, nell'ottica di una “concreta integrazione delle variabili esg nel modello di governance aziendale”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.
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