Vini da collezione, ecco le migliori regioni e cantine su cui investire

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
1.7.2022
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Meglio di azioni e obbligazioni: il vino da collezione anche nel 2021 si è confermato un ottimo investimento. Ecco le migliori regioni e le migliori cantine dell’anno

Mentre i mercati finanziari sprofondano, le criptovalute pure, e le obbligazioni non offrono più diversificazione, c’è un asset class che resiste alle intemperie dei mercati. Si tratta del vino da collezione, capace nel primo trimestre di profondo rosso del 2022 di restituire performance addirittura positive. Che ritorni genera l’investimento in vino pregiato? Quali sono i vini da collezione che hanno registrato le migliori performance? A queste domande ha dato risposta Liv-ex, il principale marketplace per l’acquisto di vini pregiati e leader nell’elaborazione di indici di performance.

Performance del vino da collezione


Nel corso del trimestre, gli indici principali di Liv-ex, il Fine Wine 50, il Fine Wine 100 e il Fine Wine 1000 sono aumentati rispettivamente del 2,3%, del 2,9% e del 7,3%. Performance di tutto rispetto considerando che sia le obbligazioni che le azioni, e la maggior parte delle asset class tradizionali, complici la guerra, l’inflazione e i timori di recessioni, hanno chiuso i primi tre mesi dell’anno in profondo rosso. Tuttavia i risultati del primo trimestre non sono una novità confermano un trend in atto da diversi anni. Nel 2021 l’indice Liv-ex Fine Wine ha registrato un rendimento del 19,94%, sovra performando il FTSE 100, il Dow Jones e l’oro, fermi rispettivamente al 8,3%, 14,4% e -6,37%. Anche su un orizzonte temporale di più lungo termine i vini pregiati si confermano un ottimo investimento. Stando all’ultimo report di Knight Frank, il rendimento medio che registra il vino in dieci anni è del 120%


Le migliori regioni del 2021


Guardando alle regioni vinicole e agli ultimi trend di prezzo, il 2021 è stato l’anno dello Champagne. Tra i sottoindici del Liv-ex 1000, il più debole è stato il Bordeaux 500. L’indice è salito del 9,2% da un anno all’altro, mentre lo Champagne 50 è stato il migliore, con un aumento del 33,7%. Anche la performance della Borgogna è stata degna di nota e pari al 27,1%, sostenuta dalle principali etichette della regione: diverse annate di Domaine de la Romanée-Conti hanno raggiunto nuovi massimi storici, mentre Armand Rousseau e Domaine Leflaive sono stati tra le migliori etichette dell’anno. Anche i vini di pregio italiani si sono fatti valere, con i piemontesi e toscani cresciuti in media del 15% durante l’anno. 


Quali sono stati vini da investimento più performanti? 


Per quanto riguarda infine le singole bottiglie, nel 2021 il top performer è stato il Salon 2002: il prezzo di una cassa di 12 bottiglie è passato da 5,5 mila sterline a 10 mila sterline, per una performance del 80%.  Al secondo posto si è posizionato lo Chambertin Grand Cru 2012 di Domaine Armand Rousseau (+73,7%), seguito dal Bonnes Mares Grand Cru 2013 di Domaine Georges Roumier (+69,1%). Concludono la top five il Bâtard-Montrachet Grand Cru 2013 di Domaine Leflaive (+66,6%) e l’Hermitage 2008 di Jean Lous Chave (+66,3%).

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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