Bottiglie, aziende, terreni e titoli: il vino come bene di investimento*

Orazio Vagnozzi
Orazio Vagnozzi
29.8.2022
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Dal più tradizionale acquisto di bottiglie a quello di titoli di aziende vinicole esistono diversi canali per investire in vino. Ecco quali sono i principali

Quando si parla di investire in vino vale la pena di tenere distinti gli ambiti delle possi- bili tipologie di investimento, dal momento che questo può riguardare bottiglie di vino pregiato (purché adatte all’investimento), ma anche aziende vinicole, terreni agricoli o azioni di aziende che operano nel vino.

Investimento in bottiglie di vino


L’investimento in bottiglie di vino pregiato può essere considerato un investimento in pleasure asset, alla stregua di quello in beni di lusso quali opere d’arte, pietre preziose, auto d’epoca e orologi. In questa tipologia di investimento l’obiettivo è quello di acqui- stare bottiglie di vino che abbiano alto potenziale di apprezzarsi nel tempo, al fine di rivenderle a un prezzo più alto. Nei prossimi capitoli approfondiremo questa particolare tipologia di investimento.


Investimento in aziende vinicole


L’Italia è il principale produttore di vino al mondo e il settore vitivinicolo rappresenta un’area di attività importante in cui opera- no migliaia di aziende agricole, alcune delle quali anche quotate, che offrono ottime opportunità di investimento. L’attività di merger&acquisition nel settore vitivinicolo si è intensificata negli ultimi anni, non solo in Italia, ma nel resto del mondo. Rimanendo in Italia, molti sono i deal che riguardano aziende vinicole nelle zone vocate del Paese, dalla Toscana al Piemonte, dal Veneto alla Sicilia, originati da private equity, grandi gruppi italiani e stranieri, aziende vitivinicole, o privati, tra cui numerose celebrità che decidono di investire in aziende vitivinicole.


Investimento in terreni dedicati o da dedicare alla produzione di vino 


Non meno interessante è la dinamica dei prezzi dei terreni. Dai dati messi a punto dal Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), articoli di stampa e broker emerge che il prezzo dei vigneti è stato in costante aumento negli ultimi anni e ha superato quello dei frutteti. Nelle zone più vocate i prezzi sono diventati persino proibitivi e non paragonabili a quelli di qualche anno fa. In Barolo un ettaro di terreno può costare 1,5 milioni di euro, ma per terreni particolarmente vocati si può arrivare anche a 2,5 milioni. Anche nella zona del Barbaresco le quotazioni sono molto elevate, pari a circa la metà di quelle della zona del Barolo. Se ci spostiamo a Montalcino per un ettaro ci vogliono oltre 700mila euro, con punte che sfiorano il milione nelle vigne top, con un mirabolante incremento di una cinquantina di volte se si comparano i prezzi con i tempi in cui fu istituita la DOC nel 1966. In Valpolicella, nella zona classica, per i vigneti da cui nasce l’Amarone, si parla di 500mila euro a ettaro, con punte anche di 600mila. 500mila euro può essere il prezzo per un ettaro nelle zone più vocate dell’Alto Adige, ma anche qui per particolari terreni i prezzi possono essere molto più alti. 500mila euro anche per un ettaro di vigna a Bolgheri, protagonista in pochi anni di una crescita straordinaria.

In Franciacorta il valore di un ettaro vitato si aggira sui 250mila euro e si arriva a 300mila per le vigne più pregiate. Nella zona del Prosecco, da qualche anno traino dell’export del vino italiano, nella zona DOCG del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore si va dai 400mila euro ad ettaro, con punte di oltre 1 milione di euro sulla collina di Cartizze, mentre nella più estesa zona del Prosecco DOC, a cavallo tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, il costo di un ettaro vitato può arrivare a 200mila euro.

Sono dati del tutto indicativi, oltreché in continua evoluzione, anche perché non tengono conto delle molteplici circostanze che possono riguardare un terreno vitato, ma non si può nascondere che si tratti di dati eclatanti.


Investimento in azioni di aziende del settore vinicolo


Nel mercato finanziario, infine, ci sono grandi gruppi (normalmente attivi anche nei settori di birra e spirits) come Constellation Brands, Diageo, Brown-Forman Corporation, LVMH Moet Hennessy Louis Vuitton e Pernod Richard, per citare i principali, i cui titoli azionari hanno avuto negli ultimi 5 anni performance notevoli.

Per quanto abbiano in comune l’elemento vino, gli investimenti in aziende del settore vitivinicolo, nella proprietà fondiaria o in azioni di aziende vinicole hanno dinamiche proprie che meritano riflessioni ed analisi specifiche.


*Articolo tratto da Investire in vino - Un guadagno da bere

Opinione personale dell’autore
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Direttore della sezione vini di Passione Gourmet e angel investor, Orazio, dopo oltre vent’anni come partner di una multinazionale della consulenza direzionale decide di dedicarsi al cibo ed al vino, le sue passioni. Autodidatta, degustatore professionista, ha frequentato dal 2002, quale membro del Grand Jury Européen, alcuni dei più noti esperti di vino del pianeta ed ha allestito negli anni una cantina che ospita 15.000 bottiglie. Effettua valutazioni di bottiglie pregiate e nel tempo libero ama condividere con gli amici i vini della sua cantina.

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