Barolo en primeur, quando la beneficienza diventa un investimento

Giulia Bacelle
Giulia Bacelle
21.10.2022
Tempo di lettura: 3'
Un evento benefico con al centro uno dei protagonisti assoluti dell’eccellenza italiana, ma anche la storia di un territorio e decine di progetti solidali scelti dagli stessi donatori

Solidale, enologico, artistico ed economico. Sono questi i quattro valori al centro della seconda edizione di Barolo en primeur 2022, asta benefica che il prossimo 28 ottobre vedrà protagonista uno tra i migliori fine wine ed eccellenze del made in Italy, oltre che il territorio delle Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio Unesco dal 2014. Sono questi i quattro valori che caratterizzeranno ciascuna delle bottiglie che nel 2025, dopo un periodo di affinamento obbligatorio in legno lungo 48 mesi, saranno consegnate ai migliori benefattori, oltre che offerenti. Sono questi i quattro valori che filantropi, collezionisti, investitori e cultori del vino (in presenza, online e in collegamento da New York) ricorreranno nella battaglia all’ultimo colpo di martelletto presso la suggestiva location del Castello di Grinzane Cavour. Eccoli più nel dettaglio.  

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I quattro valori di Barolo en primeur


1. Il valore solidale 

“Barolo en primeur è una iniziativa solidale innovativa, frutto della missione congiunta di Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Consorzio di Tutela di Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani che intendono operare a favore del proprio territorio e in parallelo ampliare la visione a livello nazionale e internazionale” spiegano gli organizzatori. La prima edizione è stata un successo dal punto di vista della generosità dei partecipanti: nel 2021 sono stati infatti raccolti e devoluti in beneficienza oltre 600 mila euro, cui si sono aggiunti ulteriori 60 mila euro per l’ultima barrique battuta durante l’Asta mondiale del tartufo bianco di Alba. Oltre alle associazioni individuate prima dell’evento e associate ad alcune barriques (dai progetti di utilità sociale nel campo della salute e della cultura a quelli nell’ambito dell’inclusione sociale), in ogni offerta ciascun partecipante potrà indicare liberamente a quale progetto devolvere il ricavato, ampliando così i confini della solidarietà anche a enti internazionali. Quest’anno, inoltre, una grande novità: alle 15 barriques della Vigna Gustava - che si trasformeranno ognuna in 300 bottiglie - si affiancheranno infatti 1200 pregiate bottiglie di Barolo e Barbaresco (in diversi formati, anche da collezione) divise in 10 lotti comunali; il ricavato di quanto donato da oltre 70 produttori del Consorzio andrà a sostenere la Scuola Enologica di Alba. 


2. Il valore enologico 

Il vino delle barriques all’asta è il risultato della vendemmia 2021 di Vigna Gustava, un appezzamento di quasi 4 ettari alle pendici del colle del Castello di Grinzane Cavour di proprietà della Fondazione CRC. Incaricato a curare l’intero percorso produttivo è stato l’esperto di eccezione Donato Lanati, fondatore del Laboratorio ENOSIS Meraviglia, che ha seguito le uve dalla loro maturazione alla vinificazione e le accompagnerà lungo i quattro anni di affinamento. Al critico enologico di fama mondiale Antonio Galloni, invece, è stato affidato il compito di assaggiare i vini di ciascuna barrique, evidenziandone le peculiarità e punti di forza nelle note di degustazione pubblicate sull’influente media Vinous, di cui Galloni è Ceo. “In questa maniera i potenziali offerenti potranno leggere la sua opinione su come questi vini rari catturino l’essenza del Barolo e, in particolare, di Vigna Gustava, anticipando la loro probabile evoluzione e stato al 2025” proseguono gli organizzatori. 


3. Il valore artistico 

Alle caratteristiche uniche del vino di ciascuna barrique (oltre a quelle delle bottiglie dei produttori) si unirà anche l’esclusività di una etichetta d’artista. “Nel 2021 l’asta è stata contrassegnata dall’eccezionale partecipazione dell’artista di fama internazionale Giuseppe Penone. Quest’anno, l’etichetta di Barolo en primeur sarà disegnata ad hoc da Michelangelo Pistoletto, protagonista e animatore del movimento artistico dell’arte povera”. 


4. Il valore economico 

Infine, il valore economico. In primis in quanto il Barolo è tra i vini da investimento più apprezzati dal mercato (con un valore per ettaro vitato di 1,2-4 milioni di euro, secondo un recente studio di Pambianco, e prezzi per bottiglia oltre i 1000 euro in alcuni esemplari da collezione, per Wine Search). Ma anche in virtù del concetto stesso di vendita en primeur, tradizione in Francia ma ancora poco noto in Italia: “al termine dei quattro anni di affinamento, le bottiglie che i donatori avranno nella loro disponibilità sono destinate nel tempo a crescere in valore sia qualitativo sia economico, rappresentando di fatto un asset che si rivaluta nel tempo grazie alla sua unicità” concludono gli organizzatori. Il tutto, con l’autenticità (garantita grazie alla blockchain) degli Nft, certificati digitali coniati dallo stesso Galloni per ciascuna barrique. 


Una serata unica nel suo genere, che scrive la storia non soltanto delle iniziative solidali più innovative in Italia, ma anche del collezionismo e dell’investimento di un prodotto emblema del Belpaese. Con basi d’asta a partire dai 2 mila euro per i lotti comunali e dai 15 mila euro per ciascuna barrique, la serata si preannuncia un grande successo per l’italianità d’eccellenza. 



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