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Comprare in asta, una questione di garanzia | WeWealth

Comprare in asta, una questione di garanzia

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Con le offerte irrevocabili di acquisto, chiamate anche “garanzie”, il proprietario si assicura la vendita di un’opera d’arte prima dell’asta in cui la stessa sarà offerta

Le offerte irrevocabili di acquisto animano il mercato in asta delle più importanti opere d’arte. Da diversi anni si è registrato un impiego sempre maggiore di questi strumenti che assolvono la funzione di attenuare il rischio ma che hanno un impiego anche come investimento. Con le offerte irrevocabili di acquisto, chiamate anche “garanzie”, il proprietario si assicura la vendita di un’opera d’arte prima dell’asta in cui la stessa sarà offerta. Questo grazie all’impegno della casa d’asta ad acquistare l’opera ad un prezzo prestabilito con il venditore qualora non pervenisse un’offerta maggiore durante l’asta. Le garanzie generalmente sono prestate dalle case d’asta anche se, in molti casi, vengono coinvolti dei partner esterni in qualità di co-garanti. I garanti esterni possono essere collezionisti, galleristi o istituti di credito. Tra i più conosciuti soggetti che offrono garanzie sul mercato delle aste ci sono i grandi mercanti d’arte di New York e alcuni dei collezionisti più noti.

Nel primo semestre 2021 la quota complessiva dei lotti garantiti per valore è stata del 40,7% nelle aste di arte contemporanea e post-war delle tre principali case d’asta internazionali Sotheby’s, Christie’s e Phillips secondo il report 2022 di Deloitte Private dedicato al mercato dei beni da collezione.

Gli effetti che le garanzie hanno sulle case d’asta internazionali sono rappresentati dagli ultimi dati diffusi da Pi-eX Ltd, società di base a Londra che fornisce strumenti analitici e finanziari per i collezionisti e gli investitori d'arte. La comparazione tra i dati delle aste londinesi di giugno e di luglio 2022 di Sotheby’s e Christie’s mette in evidenza come i fatturati maggiori sono proporzionali al valore dei lotti coperti da garanzie. 

Ad esempio, Christie’s nelle aste dello scorso giugno dedicate all’arte impressionista e contemporanea ha registrato un fatturato significatamene maggiore di Sotheby’s grazie ad una maggiore quota di valore coperta da garanzie di terzi. Il  prezzo al martello totale sui lotti aggiudicati da Christie’s è stato infatti superiore a 150 milioni di sterline, di cui quasi il 60% coperti da offerte irrevocabili. Il prezzo di aggiudicazione di Sotheby’s è stato invece di circa 64 milioni di sterline a fronte di appena il 43% del valore coperto da garanzia. Guardando lo storico di queste aste di giugno emerge che per il 2022 Sotheby’s ha registrato una inusuale minore quota di garanzie rispetto al passato (71% nel 2018) da cui è conseguito, come detto, una consistente contrazione nel fatturato. Ancora Christie’s, anche nel corso delle aste di luglio di Londra dedicate agli old master, ha conseguito un valore di aggiudicazione superiore ai 23 milioni di sterline di cui circa tre milioni coperti da offerte irrevocabili contro i 5 milioni di sterline conseguiti da Sotheby’s nell’asta dello stesso segmento senza peraltro copertura di garanzie (una bella differenza dai quasi 30 milioni di sterline di valore coperti da garanzie da Sotheby’s nel 2019). “Le garanzie sono state sviluppate dalle case d’asta come strumento di marketing per assicurarsi pezzi pregiati per la vendita. Le garanzie sono infatti usate come mezzo per convincere i potenziali venditori a scegliere una casa d’asta rispetto all’altra. Nel garantire al venditore un prezzo di realizzo certo, la casa d’asta teoricamente è in grado di assicurarsi opere di alta qualità per le vendite”, precisa Christine Bourron, ceo di Pi-eX Ltd che aggiunge: “Le garanzie della casa d’asta se combinate con quelle offerte da terze parti rappresentano uno strumento di gestione del rischio che consente alle case d’asta di assicurarsi un fatturato elevato e lotti più costosi senza assumersi il rischio per le case d’asta che lo esternalizzano interamente”.

Quali vantaggi può avere il garante esterno in questo tipo di operazioni di investimento? “I garanti terzi sono ricompensati da una percentuale tra il prezzo di aggiudicazione ottenuto all'asta pubblica e il prezzo al quale si sono impegnati a fare offerte prima dell'asta. In altre parole, maggiore è il prezzo di aggiudicazione, più soldi possono guadagnare anche facendo direttamente dei rilanci. Se finiscono per essere i vincitori dell'asta, l'incentivo finanziario viene convertito in uno sconto sul prezzo che pagheranno per l'opera d'arte. I garanti esterni hanno quindi molteplici vantaggi: hanno informazioni esclusive sull'opera d'arte prima della vendita e possono trarre profitto da una transazione d'arte senza dover necessariamente acquistare l'opera”, precisa Bourron. Quali sono invece i rischi? “Il rischio è quello di dover acquistare l'opera d'arte qualora scatti la copertura della garanzia prestata. In tal caso ci potrebbero volere molti anni prima di poter ottenere liquidità dall’investimento. Inoltre, gli investitori potrebbero non essere mai in grado di recuperare il loro capitale investito in quanto il prezzo al quale hanno acquistato l'opera d'arte (anche dopo il loro sconto privilegiato) può essere considerato dal mercato come un prezzo “gonfiato”, dato che l'opera era stata precedentemente venduta con offerta irrevocabile”, conclude la dirigente.

Gli accordi sottostanti al mercato in asta sono disciplinati dall’autonomia privata e quindi possono variare di caso in caso, a seconda dell’opera oggetto di vendita o del potere di negoziazione del venditore. Allo stesso modo la percentuale di remunerazione del garante terzo non è predeterminata. Nella media tale valore può variare tra il 10% e il 20% del prezzo di aggiudicazione che eccede il valore coperto dalla garanzia. 

Un caso recentissimo di largo impiego di garanzie in asta è stata la vendita della collezione Macklowe. La vendita delle opere è stata disposta dal tribunale di New York nell’ambito della procedura di divorzio tra i due non avendo i coniugi raggiunto un accordo sui valori delle opere per la ripartizione. Tra le offerte pervenute al tribunale per curare la vendita in asta è stata scelta quella di Sotheby’s essenzialmente perché ha coperto con garanzia diretta e di terzi la vendita di tutte le opere della collezione. Il risultato è stato un fatturato complessivo di 922,2 milioni di dollari, diritti d’asta inclusi, per un totale di 65 lotti battuti divisi nelle due sessioni in asta che si sono tenute a novembre 2021 e a maggio del 2022. 

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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