Il sigillo Rolex sul “secondo polso” e le giuste polizze risarcitorie

Sul finale dell'anno appena trascorso, Rolex ha sorpreso tutti comunicando il proprio ingresso nel mercato del cosiddetto “secondo polso”. L'atteggiamento tenuto dalla fondazione ginevrina rispetto al mercato dell'usato fino allo scorso dicembre 2022 era sempre stato caratterizzato da un'indifferenza spesso non sufficiente a celare il fastidio per alcune dinamiche di mercato che sfuggivano al suo controllo. Certamente da parte di Rolex si è dovuto prendere atto che non si poteva rimanere semplici spettatori dinnanzi a un mercato che si stima possa raddoppiare nei prossimi sette anni gli attuali 20 miliardi di franchi svizzeri in volumi di compravenduto.
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La Rolex non snobba più il mercato dell'usato
Questo inaspettato ingresso è stato in pieno stile Rolex. Si tratta di un programma denominato Certified pre-Owner al quale potranno aderire solo i concessionari ufficiali, in primis esclusivamente l’azienda svizzera Bucherer A.G. Il programma è limitato a tutti i modelli di orologio per cui sono passati almeno tre anni dal primo acquisto. Pertanto il mercato del secondo polso si amplia, crescendo grazie alla proposta di orologi non solo verificati internamente ed esternamente, ma anche revisionati e certificati alla fine con il bollino di Certified pre-Owner, che costituisce un interessante corredo documentale atto a confermare inequivocabilmente l’autenticità del Rolex cui è abbinato, nonché una garanzia biennale.
L’effetto sui prezzi dei listini dei Certified Pre-Owned di Bucherer è stato immediato e rilevante. Ad oggi un Rolex GMT-Master II (ghiera nera) è disponibile (seppur di fatto pressoché introvabile) a un prezzo di listino appena inferiore agli 11.000 euro. Lo stesso orologio lo si trova proposto anche dal mercato del “secondo polso” intorno ai 14.000 euro. Ma se lo si volesse acquistare con tutto il corredo di certificazione Rolex da un rivenditore Bucherer bisognerebbe sborsare 19.000 euro.
Le implicazioni dal punto di vista assicurativo
Dal punto assicurativo, questa distonia costituisce quasi una dinamica paradossale. Espressa dalle diverse valorizzazioni quotate da ciascuno dei vari canali di vendita, può mettere in crisi l'efficacia risarcitoria delle polizze all risks per la collezione di orologi. Infatti un prodotto assicurativo contro tutti i rischi di perdita materiale dell'orologio (danno accidentale, furto, rapina, smarrimento, ecc.) deve necessariamente prevedere una base di valutazione coerente con l'andamento commerciale.
Negli ultimi anni ormai, visti gli ottimi andamenti e le performance di incremento registrate, le sincronizzazioni dei valori assicurativi con quelli commerciali sono consigliate almeno una volta l'anno per evitare che in caso di sinistro l'importo risarcito non sia sufficiente a ricomprare il bene perso o sottratto. Ma la domanda che bisogna porsi al fine di garantirsi la migliore tutela assicurativa è: qual è il mercato di riferimento (tra quelli visti in questo articolo) cui si deve fare riferimento per impostare correttamente la propria polizza? Certamente prendere come riferimento il listino del mercato primario di Rolex consentirebbe di contenere anche di un 30% i costi assicurativi dell’orologio; ma dall'altro lato esporrebbe a dei risarcimenti incapaci del tutto o parzialmente di garantire il cosiddetto diritto di rimpiazzo.
Se invece l'obiettivo primario è quello di garantirsi la massima efficacia risarcitoria e il pronto rimpiazzo del bene, allora il mio personale consiglio è quello di allineare i valori assicurativi delle proprie polizze a quelli risultanti dal mercato espresso dal Rolex Certified Pre-Owned. Solo con questa accortezza si potrà star certi che il corrispettivo economico del risarcimento sarà in grado di porre il danneggiato in condizione di poter andare sul mercato e individuare effettivamente un orologio in tutto e per tutto analogo a quello perso, senza eccessive attese e frustrazioni di sorta.