Londra fra cenacoli e orsi: a spasso con Leonardo

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Sandra Romito
13.7.2021
Tempo di lettura: 2'
Un insolito quanto affascinante itinerario londinese ci ricorda l'amore degli inglesi per il genio vinciano. Passando per gli ultimi record d'asta
Mai avrei pensato di scrivere su Leonardo... Una recente visita alla Royal Academy e alla nuova sistemazione delle sue collezioni permanenti mi spinge a consigliarvi di andare verso il retro di Burlington House, al primo piano, dove è ora esposto il Cenacolo che, a grandezza naturale, ci fa capire cosa dev'essere stato l'affresco di Santa Maria delle Grazie rpima del suo degrado quasi immediato.
leonardo londra

La tela, mastodontica nelle sue dimensioni 302 x 785 cm., proviene dalla Certosa di Pavia, dove è documentata con certezza nel 1626, ma forse già acquistata nel 1591, e descritta nel 1671 come “bella quanto l'originale istesso”. Nel 1817, in gennaio, la vede Stendhal a Milano, da certi signori Pezzoni, e cerca di comperarla senza successo. Gia' nella primavera dello stesso anno e' a Londra, in Pall Mall: viene acquistata nel 1821 dalla Royal Academy, dopo una decisione unanime degli accademici, visto il costo elevato. Era allora presidente Thomas Lawrence, straordinario pittore ma anche avido collezionista di disegni antichi: ne possedeva almeno 21 di Leonardo, tra i quali il guerriero oggi al British Museum.



La fama di Leonardo non è mai scemata, e certamente il Cenacolo delle Grazie, eseguito nella seconda metà degli anni Novanta del Quattrocento, ebbe fortuna immediata e fu visto come opera straordinaria sin da subito, se copie antiche e addirittura quasi coeve, e di dimensioni quasi uguali all'originale, sono frequenti: una attribuita a Solario è oggi all'abbazia di Tongerlo, in Belgio; un'altra del Vespino è in Ambrosiana a Milano; una terza è in Sant'Ambrogio a Ponte Capriasca, vicino a Lugano, già attribuita in antichità a Cesare da Sesto.

La copia della Royal Academy è di difficile attribuzione: oggi si tende a pansarla opera di più mani perché indagini riflettografiche hanno rivelato un disegno raffinato nelle figure di sinistra, mentre una mano più pesante in quelle di destra. L'idea corrente è che sia in parte opera dello straordinario allievo di Leonardo, Giovanni Antonio Boltraffio, completata forse poi da Giampietrino e/o Marco d'Oggiono. La questione rimane aperta. Rimane altresì alta la fama di Leonardo, e il desiderio di possedere qualcosa che lui abbia toccato con mano: il piccolo disegno con l'orso, descritto da alcuni come il post-it di Leonardo, ha venduto presso la Christie's di Londra qualche giorno fa a 8.857.500 di sterline... Indovinate la provenienza? Thomas Lawrence!

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Anche opere probabilmente non toccate da Leonardo non evitano grandi cifre... la Monna Lisa Hekkins ha venduto a Christie's a Parigi, in un'asta online specialmente dedicata lo scorso giugno, a 2.900.000 euro.

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Opere ispirate da Leonardo, come Sixty Last Suppers di Andy Wharol del 1986 possono raggiungere cifre ancora piu' alte: sempre Christie's, questa volta a New York nel novembre 2017, 60.875.000 di dollari.

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Con l’idea che non avrebbe guardato a nulla dopo Giotto, Sandra è stata una convintissima e feroce medievista nei suoi vent’anni: ora guarda tutto e le piace tutto, dal manoscritto miniato al gioiello d’artista. Ha lavorato per più di venti anni nel dipartimento di dipinti antichi alla Christie’s di Londra, dove ancora collabora quotidianamente come consulente, accompagnando i dipinti da collezione a collezione, con la stessa emozione del primo giorno. Un debole ovviamente rimane per la pittura italiana, soprattutto di alta epoca.

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