Fratelli d’Italia, focus su arte e cultura

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All’indomani della vittoria nelle elezioni politiche dello scorso 25 settembre diamo uno sguardo alle misure fiscali e non che il partito di maggioranza ha in serbo per l’arte e la cultura. A spiccare sono l’introduzione di una detrazione per il “consumo culturale individuale” e l’abbassamento dell’Iva al 4% per i prodotti culturali. Si parla anche di semplificare le regole per le esportazioni e di migliorare l’Art bonus. Ma a sorprendere è il sì deciso alla creazione di NFT per la commercializzazione del nostro patrimonio culturale

“Cultura e bellezza, il nostro rinascimento”. Si chiama così la sezione dedicata all’arte e alla cultura del programma che Fratelli d’Italia ha presentato lo scorso 19 settembre alla Camera dei deputati, prima di vincere le elezioni politiche del 25 settembre. Vediamo allora quali sono le misure che si intendono attuare nella prossima legislatura. C’è da dire che il programma sul punto sembra aver recepito, almeno nelle intenzioni, le principali richieste degli addetti ai lavori del settore.

Quali le misure per arte e cultura previste da Fratelli d'Italia?

A spiccare sono anzitutto le misure fiscali volte a sostenere il sistema culturale e artistico italiano. Partiamo subito con quella che rappresenta una novità assoluta nel panorama delle detrazioni fiscali e che andrà a impattare sull’Irpef delle persone fisiche. Si chiama “detrazione fiscale dei consumi culturali individuali” e dovrebbe tradursi in un abbattimento dell’imposta sui redditi del costo per l’acquisto di beni e servizi a contenuto culturale. A beneficiarne dovrebbero essere anche e soprattutto collezionisti e appassionati, Non c’è ancora un’elencazione precisa dei beni che danno diritto alla detrazione ma è presumibile farvi rientrare anche gli oggetti d’arte e altri beni da collezione a contenuto culturale come libri, manoscritti, monete solo per citare alcuni esempi.  


Possibili misure fiscali

A questa misura si accompagna l’abbassamento dell’Iva al 4% sui prodotti legati alla cultura. Misura quest’ultima da tempo fortemente chiesta da galleristi, collezionisti d’arte e mercanti. Attualmente l’Iva sulle cessioni di opere d’arte è al 22% e scende al 10% per le vendite effettuate direttamente dall’artista. L’abbassamento delle aliquote al 4% sarebbe sicuramente un vantaggio notevole per il mercato e per i consumatori finali. Ma poiché queste due misure fiscali possono considerarsi ad alto impatto economico necessitano di adeguate coperture per le minori entrate dello Stato, Fratelli d’Italia infatti chiarisce subito nel programma che questi incentivi “dovranno essere graduali e compatibili con l’esigenza di tenuta dei conti pubblici”.


Che ne sarà dell'Art Bonus?

Rimanendo sul tema fiscale, Fratelli d’Italia ha inoltre in programma l’estensione dell’Art bonus al settore privato (istituti culturali, fondazioni e imprese), ampliando lo spazio del credito fiscale oltre l’attuale 65%, e l’adeguamento dei meccanismi del tax credit anche per lo spettacolo dal vivo.

Potrebbero esserci novità anche in tema di esportazioni di opere d’arte. Nel programma è rappresentata l’intenzione di adeguare la soglia di valore domestica alla media europea per l’individuazione delle opere d’arte di interesse culturale elevato. Si vuole anche semplificare la normativa, eliminando la discrezionalità di valutazione in merito all’eventuale “interesse eccezionale” per le opere con più di 50 anni e meno di 70 al momento esportabili con una autocertificazione impugnabile dallo Stato. Altre modifiche potrebbero introdurre semplificazioni burocratiche e tempi certi per le autorizzazioni delle opere destinate all’estero. Innovativa la previsione di istituire un registro elettronico delle opere d’arte, pubblicamente consultabile, e dei beni culturali oggetto della dichiarazione di interesse culturale.   


Il futuro degli nft per i grandi musei italiani

Il partito di Giorgia Meloni prende anche una posizione netta a favore dell’impiego dei non fungible token (NFT) per la riproduzione e la commercializzazione del patrimonio artistico italiano. In tal modo si vanno a superare le polemiche dei mesi scorsi che hanno fatto seguito alla commercializzazione del Tondo doni di Michelangelo in versione NFT (venduto a maggio 2021 per 140 mila euro). Si pensa anche alla defiscalizzazione per sostenere i restauri e la manutenzione delle dimore storiche private ma di interesse pubblico. 

Sulla street art si punta per la riqualificazione di periferie e borghi mentre sull’innovazione digitale per i beni culturali, così da renderli pienamente fruibili anche attraverso social e piattaforme multimediali. Negli obiettivi di Fratelli d’Italia trovano spazio anche la reintroduzione del 2 per mille per gli enti del terzo settore che si occupano di cultura e la riforma del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) da cui dovrebbe partire proprio il lavoro del nuovo governo, stando alle parole del responsabile Cultura di Fdi, Federico Mollicone.

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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