Elisabetta II, icona regina dell’arte contemporanea

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.9.2022
Tempo di lettura: 1'
Scolpito per sempre nella memoria collettiva, è passato all’eternità uno dei volti simbolo del XX (e del XXI) secolo, pari per forza iconica solo a Marilyn o Che Guevara. Da Andy Warhol ad Annie Leibovitz – senza dimenticare Banksy, moltissimi sono stati gli artisti che hanno inciso nella storia dell’arte l’effigie della Regina Elisabetta II d’Inghilterra

È con un ritratto di Cecil Beaton del 1953 che Queen Elizabeth II (1926-2022) entra nella storia iconografica del XX e del XXI secolo. Quella fotografia ritraeva la sovrana in veste di rappresentante suprema del regno, unitamente a tutte le insegne ufficiali: Corona Imperiale, globo, scettro, mantello di ermellino. Ma era solo l’inizio.

Quello che per forza iconografica è stato uno dei volti simbolo del Novecento al pari di Marilyn o Che Guevara doveva ancora vivere la sua vita nell’arte.

1. La più anticamente istituzionale



Cecil Beaton


2. L'autentico spirito punk inglese: la più anticonformista


Il battesimo più anticonformista fu quello punk di Jamie Reid, che nel 1977 – anno del giubileo d’argento della regina – realizzò la celebre copertina per l’album God Save the Queen dei Sex Pistols.

Jamie Reid, God Save The Queen 


3. La più pop


È del 1985 l’opera di Andy Warhol Reigning Queens, serigrafia dedicata a quattro regine in cui Elizabeth – no need to say – spicca sulle altre.

Andy Warhol  


4. Il più irriverente 


Uno dei ritratti più geniali di Elisabetta resta però quello di Lucian Freud. Il nipote del padre della psicanalisi riesce a condensare in soli 23,5 x 15,2 cm l’aspetto più pensoso e austero della regnante, gravido di ombre e increspature. Era il 1991.

  

Lucien Freud 


5. Il più etereo


La cupezza si squarcia – a partire dal titolo – con l’eterea fotografia Lightness of Being di Chris Levine, del 2004.


Chris Levine 


6. Il più coloniale


L’anno successivo (2005) l’effigie della sovrana esce dal bidimensionale per diventare una scultura creata in tecnica mista: Koh-i-Noor di Hew Locke. Il riferimento è al celeberrimo diamante della Corona sottratto all’india dalla Gran Bretagna al culmine della sua potenza coloniale.

 

Hew Locke

Poteva mancare il ragazzo terribile Banksy? No di certo. Il misterioso artista di Bristol ha immortalato nella sua città la sovrana con un graffito che omaggia al contempo David Bowie: la regina in questo caso ha il trucco di Ziggy Stardust.


7. Il più street


 

Banksy

Risale invece al 2007 lo splendido servizio fotografico di Annie Leibovitz (foto apertura e chiusura, ndr): un album di scatti regali, una scrittura sapiente di luce e di ombre, senza indulgere alla scorciatoia del bianco e nero. La Regina Elisabetta II fu la donna del colore, e l’arte non poteva non renderle merito di questo.


8. Il più Vogue



Annie Leibovitz


Le opere d'arte meno note sulla Regina Elisabetta


Pietro Annigoni, Queen Elizabeth II, 1969



Elizabeth Peyton, Queen Elizabeth Aged 16 after Benton, 1996. Courtesy of Christie's Images Ltd.



Peter Blake, Portrait of Queen Elizabeth II, Radio Times Diamond Jubilee Royal Souvenir Cover, 2012. Courtesy of Waddington Custot.



Oluwole Omofemi, The Queen, 2022. Courtesy Sotheby's



Rolf Harris, Portrait of Queen Elizabeth II


Andrew Festing, ritratto della Regina Elisabetta per il Royal Hospital In Chelsea



Richard Stone, Her Majesty Queen Elizabeth II. Courtesy of Sotheby's



Yousuf Karsh, Queen Elizabeth, 1951. Estate of Yousuf Karsh

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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