Cracking Art, quando l'arte è gioioso impegno sociale

foto digitale - Nicola Dimitri
Nicola Dimitri
1.10.2021
Tempo di lettura: 3'
Un viaggio alla scoperta degli animali selvatici di Cracking Art. Lupi, orsi, pinguini, chiocciole irrompono negli spazi urbani per invitare la comunità a riscoprire il rapporto perduto tra uomo e natura. Nel nome della plastica rigenerata
Elefanti, lumache, lupi, suricati, pinguini, orsi. Gli animali colorati e fuori scala di Cracking Art, realizzati in plastica riciclata, invadono le strade e gli spazi urbani delle maggiori città e capitali del mondo, con l'obiettivo di sollecitare nella comunità una riflessione sulle conseguenze negative dell'effetto antropico sull'ambiente naturale.
Cracking Art significa arte che rompe e spezza gli schemi. E così da San Pietroburgo a Cleveland, da Shangai a Napoli, da Parigi a Praga, fino a Miami, il movimento nato con il finire degli anni '90, composto da artisti provenienti dal mondo della pop art e del graffitismo, realizza, con un linguaggio estetico innovativo, installazioni costituite da animali selvatici che, irrompendo nel mondo controllato, ordinato, funzionale, della società contemporanea (che ha trovato la sua cifra essenziale lontana dalla natura) simbolicamente si riprendono lo spazio che è stato loro espropriato dall'urbanizzazione.
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Marica Massaro, Aia dei Musei, Avezzano, Abruzzo, Italia
La scelta del materiale, la plastica rigenerata, testimonia l'impegno sociale del movimento Cracking Art, il cui fine è quello non solo di restituire alla comunità il rapporto perduto tra uomo e natura ma anche di reimmettere in società i materiali di scarto, trasformando così la minaccia per l'ambiente in opportunità artistica.

Con le installazioni di Cracking Art, costituite da animali multicolori dalle dimensioni spropositate, la natura, infatti, rinasce dallo stesso materiale che la nega e la minaccia, riconciliando il rapporto, spesso antagonista, tra progresso e origine.

Ebbene, fino al 17 ottobre 2021 Cracking Art, con una mostra diffusa dal titolo “Per incanto”, invade con le sue chiocciole giganti, con gli sgargianti coccodrilli, e ancora con lupi elefanti e rane, i luoghi più significativi e suggestivi di Trieste. Le installazioni, infatti, attraverseranno i luoghi del centro storico, gli ambienti aperti delle piazze che si affacciano sul mare, introducendosi perfino negli spazi interni delle dimore storiche del capoluogo friulano.

E ancora, fino al 30 ottobre, a Lunel, in Francia, sarà possibile partecipare alla mostra suggestiva, e al tempo stesso educativa, En plein air. Anche in questo caso, il visitatore percorrendo le vie principali della città potrà imbattersi in numerose installazioni, tra le quali spicca la nuvola di pesci presso Cours Gabriel Péri, la muta di lupi che circonda la Statua della Libertà (replica dell'originale di New York), nonché un gruppo di suricati posizionati attorno alla fontana del parco Jean Hugo.
Tra le mostre più rilevanti di Cracking Art, oltre alle partecipazioni ufficiali alla Biennale di Venezia del 2001, 2011 e 2014, va fatta menzione della scenografica installazione Wild Rising del 2019 presso il Desert Botanical Garden di Phoenix, in Arizona (Usa); la mostra del 2018 allestita presso l'Hangang Park, a Seoul, e la mostra allestita sulla storica isola New Holland di San Pietroburgo.

Quanto alle quotazioni degli animali di Cracking Art, è bene dire che queste variano sensibilmente in ragione della dimensione dell'opera: una delle opere più grandi “Elefante gigante”, realizzata in 8 esemplari per colore, su 10 colori, numerati e firmati (300 x 180 x 210 cm, 130 kg) sfiora di poco i 37 mila euro. L'opera il “Pinguino”, realizzata in 200 esemplari per colore è venduta a quasi 4 mila euro. Leggermente più basso il prezzo dell'opera, ormai iconica, del “Lupo” (3 mila euro). Ancora più accessibile, invece, l'acquisto dell'opera “Chiocciola Piccola”, il cui prezzo di listino è pari a 735 euro.

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