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Art Basel 2019, vendite eccellenti a tutti i livelli | WeWealth

Art Basel 2019, vendite eccellenti a tutti i livelli

Teresa Scarale
Teresa Scarale
16.6.2019
Tempo di lettura: 2'
Con 93.000 visitatori da più di 80 paesi, chiude Art Basel 2019, con i mercanti che brindano per le vendite eccellenti, a tutti i livelli. Complice anche un nuovo sistema di "pricing mobile"

290 le gallerie esponenti una vastissima gamma di lavori dall'arte moderna del primo Novecento ad opere ultra contemporanee

Le economie emergenti sempre più protagoniste, come nella finanza: l'edizione 2019 ha segnato il debutto di numerose gallerie africane, mediorentali, asiatiche, latinoamericane

Super vendite per Art Basel 2019


Art Basel 2019 ha chiuso i battenti il 16 giugno 2019 con grande successo di vendite. 290 le gallerie presenti, esponenti una vastissima gamma di lavori, dall'arte moderna del primo Novecento ad opere ultra contemporanee. Sempre forte la presenza delle gallerie europee, ma quest'anno la fiera il debutto di numerose gallerie africane, mediorentali, asiatiche, latinoamericane.

Molti i collezionisti privati da ogni parte del mondo (120 grandi collezionisti da oltre 25 paesi in tutti i continenti nel solo weekend vip di preapertura). Ma sono stati numerosi anche i rappresentanti delle istituzioni, oltre 400. Il Centre Pompidou, il Dallas Museum of Art, l'Institute of Contemporary Art di Miami, Museo de Arte de Lima. E poi il Museo de Arte Latinoamericano de Buenos Aires, il Museum of Contemporary Art di Detroit, il Royal Museums of Fine Arts of Belgium. Il National Gallery Singapore, il New Museum, la Norval Foundation di Cape Town, il San Francisco Museum of Modern Art, le Serpentine Galleries di Londra. E naturalmente il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
Per il primo anno inoltre la fiera a messo a punto un sistema di prezzi mobili per agevolare le piccole gallerie. Sistema che sarà presto ulteriormente agevolato dal lancio di una "Global guide" digitale, pensata tanto per i collezionisti che per le gallerie.

Frammenti di tempo


In mezzo a tanto solido mercato di artisti storicizzati, ha suscitato interesse il lavoro performativo Aggregate (2017-2019) dell'artista rumena Alexandra Pirici (1982), qui in galleria (courtesy Art Basel).

Il lavoro è una sorta di capsula del tempo in cui viene data nuova vita s frammenti esistenziali della vita quotidiana, delle tradizioni popolari, della storia dell'arte.

 
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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