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Francesca Malgara (MIA Fair): l’arte della fotografia interpreta il mondo | WeWealth

Francesca Malgara (MIA Fair): l’arte della fotografia interpreta il mondo

Tempo di lettura: 3'
Passato l’hype degli nft – che l’avevano un po’ oscurata – torna a far parlare di sé la fotografia artistica. Anche in Italia. A tal proposito, We Wealth ha chiesto a Francesca Malgara (MIA Fair) a che punto è il collezionismo fotografico di alta gamma nel nostro Paese

Nel corso del 2022 il segmento della fotografia d’autore ha registrato la vendita più importante di sempre. La casa Christie’s nel corso dell’asta del 14 maggio 2022 che si è tenuta a New York ha battuto l’opera “Le violon d’Ingres”, 1924, di Man Ray che è stata aggiudicata a 12.412.500 dollari partendo da una stima di 5.000.000 – 7.000.000 dollari. Il successo di questa vendita riporta l’attenzione sul segmento della fotografia da collezione messo ultimamente in disparte dall’irruzione dei non fungible token (nft) associati soprattutto a arte digitale e collezionabili nel mercato in asta del 2021-2022. Ora si torna (finalmente) a parlare di fotografia artistica. Il 2023 appena avviato vede infatti un ricco calendario dedicato a questo medium. Continuano le principali aste internazionali delle grandi case inglesi che a partire dal 31 marzo si terranno a New York da Christie’s e proseguiranno il 4 aprile da Phillips per poi trasferirsi a Londra il 12-18 maggio da Sotheby’s e il 19 maggio da Phillips. In Italia, il 16 marzo si terrà il consueto appuntamento con la fotografia da Finarte con l’asta milanese divenuta oramai un appuntamento fisso per collezionisti e investitori. Non solo aste ma anche mostre e fiere arricchiscono gli appuntamenti in programma nella prima parte dell’anno. A Milano è attesissima la mostra dedicata all’eredità di Helmut Newton che si terrà a Palazzo Reale dal 24 marzo al 25 giugno. Mentre dal 23 al 26 marzo sempre a Milano si apre la XII edizione di MIA Fair, la fiera fotografica più importante d’Italia. Quest’anno oltre alla sezione tradizionale destinata alle gallerie, l’evento si arricchisce di due focus dedicati al reportage e all’Iran, quest’ultimo con la curatela di Rischa Paterlini. In particolare, all’Iran saranno dedicate performance artistiche, talks e la proiezione del video “Power to the people”, opera di una giovane artista iraniana. Un panorama ampio e di livello dunque.

Ma qual è lo stato del collezionismo della fotografia d’autore oggi in Italia? 

Per MIA Fair risponde Francesca Malgara, professionista esperta di fotografia: “La cultura moderna è costantemente impegnata nella produzione e nel consumo di immagini, al punto che la fotografia è diventata un mezzo espressivo e artistico essenziale. Se l'oggettività è una proprietà intrinseca della fotografia, le immagini sono, comunque, sempre prodotte con un punto di vista. C'è una registrazione del reale e c'è la persona che lo registra. La narrazione e l'inquadratura soggettiva lasciano inevitabilmente qualcosa fuori dall'immagine e danno un certo significato alle immagini. Invece, il collezionismo, al suo meglio, è molto lontano dalla mera acquisizione e può diventare una delle occupazioni più umanistiche, cercando di illustrare, attraverso l'assemblaggio di reliquie significative, la marcia dello spirito umano nella sua ricerca della bellezza. Una buona ricetta per formare un’attraente collezione di fotografia è l’ispirarsi sulla base di passione ed entusiasmo, per poi gestire il progetto con metodo e razionalità. Una volta determinato il “fil rouge” della collezione, che è per definizione soggettivo, si possono trovare fotografie di valore con una grandissima variabilità di prezzi, a partire dai mille euro, arrivando anche a spendere più di 300 mila euro”. 

A proposito di mercato qual è la tendenza del settore? 

“In generale il trend di mercato per la fotografia contemporanea è assolutamente positivo, anche grazie alla nascita di nuove fiere d’arte dedicate, come MIA Fair che nella precedente edizione ha registrato 22 mila visitatori. Una fiera che ha sicuramente contribuito alla ricerca e promozione di fotografi presentati da gallerie nazionali e internazionali. Il ruolo delle manifestazioni fieristiche è particolarmente importante sia per la rigorosa selezione delle opere che degli autori. Soprattutto nel caso di artisti giovani e poco noti, potrebbe proprio essere la curiosità suscitata dal tema principale del loro lavoro ad attirare un pubblico competente di collezionisti e a questo proposito la sede migliore è proprio quella di una fiera di settore. In questo modo, si garantisce ai potenziali acquirenti/collezionisti ed appassionati un’ampia possibilità di scelta di opere qualitativamente e artisticamente valide e una sede in cui cercare e scoprire talenti e possibilità di soddisfare il proprio istinto artistico e, perché no, commerciale”. 

Proviamo a tracciare allora il profilo del collezionista contemporaneo. 

“Il mercato italiano si divide in collezionisti consolidati e in coloro che per interesse e amore nei confronti di questa forma d’arte stanno entrando in un mondo nel quale potenzialmente possono trovare soddisfazione nello scegliere fra un’amplissima gamma di autori, temi e tecniche a loro disposizione. C’è meno interesse nel settore vintage e i collezionisti privilegiano le fotografie contemporanee. Chi colleziona in genere è una persona curiosa e sensibile, con una preparazione artistica/tecnica buona e una conoscenza delle tecniche e dei supporti delle opere che si intendono collezionare”. 

Cosa piace della fotografia da collezione? 

“La narrazione e l'inquadratura soggettiva lasciano inevitabilmente qualcosa fuori dall'immagine e danno un certo significato alle immagini: ecco perché la fotografia è una forma d’arte contemporanea importantissima, perché i fruitori, come accade per le altre forme d’arte, trovano sempre uno spunto, un motivo di interesse e uno stimolo osservando l’opera che decidono di scegliere. La fotografia è sempre un'interpretazione del mondo e questa interpretazione, sia da parte del fotografo sia da parte di chi guarda l’opera, è sempre governata dalle convenzioni, dall'ideologia e dallo Zeitgeist”. 

E cosa andrebbe migliorato? 

“La fotografia artistica non è ancora entrata nei grandi musei italiani. L’Italia vive ancora, musealmente parlando, di un retaggio di uno splendido passato. Se in Italia ci fosse la possibilità di creare una rete fra le attuali variegate entità che si occupano di storia della fotografia e di fotografia contemporanea, sarebbe estremamente più agevole ed interessante poter creare entità museali di importanza internazionale”.


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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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