Lecce, alla scoperta della fondazione Biscozzi | Rimbaud

foto digitale - Nicola Dimitri
Nicola Dimitri
23.8.2021
Tempo di lettura: 3'
La Fondazione Biscozzi | Rimbaud, situata nel centro antico della città di Lecce, annovera opere importanti di grandi nomi italiani e internazionali dell'arte del Novecento e, oltre ad ospitare mostre temporanee, si propone come centro di fermento ed elaborazione per tutte le arti

La Fondazione Biscozzi | Rimbaud è un luogo dedicato all’esplorazione e alla condivisione collettiva delle possibilità che nascono dal dialogo tra discipline diverse: arti visive, architettura, video, cinema, ma anche musica, letteratura e teatro

We Wealth ha intervistato Dominique Rimbaud, collezionista e presidente della Fondazione Biscozzi | Rimbaud

Non solo le linee curve e imprevedibili del barocco. Non soltanto la porosità delle pietre di tufo, che, decorate, ricche e tortuose, rivestono di luce gialla gli edifici del centro storico; dunque le chiese, i monumenti, i palazzi nobiliari e i cavedi delle dimore signorili. Non solo l'impronta di un passato troppo antico, che continua a rivelarsi nella pianta ellittica dell'anfiteatro romano di piazza Sant'Oronzo.
Lecce non è, e non ospita, soltanto questo. La capitale del Salento, posta nel profondo sud dello stivale e a metà strada tra due mari importanti, l'Adriatico e lo Ionio, ospita anche le traiettorie essenziali, lineari ed eleganti della Fondazione Biscozzi | Rimbaud; situata a piazza Baglivi, n. 4; a pochi metri da Porta Napoli. Piazza su cui si affaccia la settecentesca chiesa di Santa Maria della Provvidenza, meglio nota come chiesa delle Alcantarine.
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Terrazza Fondazione Biscozzi | Rimbaud con scorcio chiesa. foto di Dario Borruto
La Fondazione Biscozzi | Rimbaud, come spiega bene la presidente e collezionista Dominique Rimbaud, è "innanzitutto un luogo delle arti". Un luogo che, come desiderava il marito Luigi Biscozzi, scomparso nel 2018 - tra i più autorevoli professionisti nel settore della consulenza fiscale e tributaria in Italia -, si prefigge di "restituire bellezza nel territorio e crearne di nuova, per le generazioni a venire".

E così, la Fondazione mette a disposizione del pubblico la collezione avviata dai coniugi Biscozzi Rimbaud a partire dagli anni '70, restituendo al territorio di Lecce, di cui era originario Luigi Biscozzi, un'inestimabile raccolta di opere: Filippo de Pisis, Arturo Martini, Alberto Magnelli, Luigi Veronesi, Fausto Melotti, Alberto Burri, Tancredi Parmeggiani, Emilio Scanavino, Pietro Consagra, Kengiro Azuma, Agostino Bonalumi, Angelo Savelli, Mario Schifano.

Costituita nel febbraio 2018 e, a causa delle restrizioni introdotte nel periodo pandemico, aperta ufficialmente a partire dalla primavera del 2021, racconta Dominique Rimbaud, la Fondazione si pone l'obiettivo di "creare all'interno della città di Lecce, uno spazio dove esporre, da un lato, una selezione permanente dei migliori pezzi della collezione privata Biscozzi Rimbaud (collezione che annovera opere importanti di grandi nomi italiani e internazionali dell'arte del Novecento) e, dall'altro, uno spazio in cui allestire - a cadenza periodica - mostre temporanee di arte del XX e XXI secolo". Attualmente è in corso l'esposizione temporanea dedicata ad Angelo Savelli.

Ma non è tutto qui. La Fondazione, spiega la presidente Rimbaud, non è soltanto uno strumento – giuridico – che consente di preservare il patrimonio artistico (oltre 70 opere) accumulato negli anni dai coniugi Biscozzi Rimbaud per metterlo a disposizione del pubblico; è anche, contemporaneamente, uno strumento di educazione pubblica. Un veicolo attraverso cui promuovere la conoscenza delle arti visive contemporanee e favorire la realizzazione di iniziative culturali transdisciplinari di alto livello: negli spazi fluidi della Fondazione vedranno la luce anche rassegne cinematografiche, incontri musicali e di lettura, percorsi didattici per bambini.
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Collezione Biscozzi Rimbaud - opere: Scanavino, Tancredi
All'interno della Fondazione Biscozzi | Rimbaud la linea di demarcazione tra il privato e il pubblico si fa sottile, fino quasi a scomparire, e lascia emergere piuttosto la volontà di creare legame. Legame tra i fondatori e gli abitanti della città; legame tra la collezione e i visitatori; legame tra geografie e territori apparentemente distanti: tra la provincia meridionale del Sud, spesso ritenuta periferica e lenta, e i luoghi del nord, considerati – tradizionalmente – i luoghi elettivi in cui le cose accadono: dove nascono i movimenti artistici, dove c'è posto per l'avanguardia e la sperimentazione.

E invero, la volontà di creare un filo diretto e un legame tra tutti questi elementi, è rappresentato bene anche dalla storia personale di Dominique Rimbaud che dalla Provenza, passando per Milano, ha deciso di investire su Lecce, sposando l'idea, per certi versi preconizzata dal marito Luigi Biscozzi, che per creare davvero valore è necessario condividere ciò che di bello, negli anni, è stato raccolto.

Non stupisce, pertanto, che in questo gioco serio fatto di restituzioni al territorio e di creazione di nuove opportunità (seminariali, didattiche, formative), all'interno della Fondazione Dominique Rimbaud ci sia anche una sala di lettura aperta al pubblico, composta da oltre 2.000 volumi, liberamente consultabili, tra libri di storia dell'arte e cataloghi sugli artisti esposti.

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