Lake Como Design Festival, dove la storia incontra il contemporaneo

Nicole Valenti
4.11.2022
Tempo di lettura: 3'
Quest’anno siamo alla quarta edizione del festival del design comasco dal respiro internazionale che si è tenuto nella storica cornice del Lago di Como. Lorenzo Butti, ideatore e direttore artistico del Festival, ci racconta tutte le novità

Siamo alla quarta edizione del Lake Como Design Festival, che ha presentato lo scorso settembre le sue esposizioni in cinque location d’eccezione comasche. Quest’anno la parola d’ordine è stata “collaborazione”: il festival presenta infatti delle vincenti unioni creative come quella con Galleria Philia, Catawiki e Movimento Club. L’obbiettivo del Lake Como Design Festival è di realizzare un’esposizione “sartoriale” in grado di dare rilievo e visibilità ai propri espositori. Grande cura è stata riservata agli allestimenti e alla parte editoriale senza dimenticare inoltre situazioni di scambio e aggregazione come quella del progetto “Refreshment Design Talk” tenutosi presso il Portico del Broletto che ha visto come ospiti architetti e designer, professionisti del settore e intellettuali italiani di rilievo internazionale, come Giulio Cappellini e Studio Calvi Brambilla, chiamati a confrontarsi e discutere sul tema del festival, il “Neo-nomadismo”. 


Fra le esposizioni troviamo la mostra collettiva “ERRANTI” tenutasi a Palazzo Mugiasca e al Museo delle Scienze Casartelli a cura di Francesca Alfano Miglietti dove si sono esibite 20 importanti personalità, provenienti dal mondo dell’arte e del design quali: Hanna Burkart, Franko B, Letizia Cariello (LETIA), Gianni Cinti, Cesare Fullone, Alessandro Guerriero, Stephan Hamel, Francesco Jodice, Roberto Kusterle, Enzo Mari, Antonio Marras, Sandro Mele, Bruno Munari, Andrea Nacciarriti, Daniela Novello, Fabio Novembre, Marco Paganini, Lucia Pescador, Cesare Pietroiusti, Franco Raggi.



Il Palazzo del Broletto


Molto interessante l’innovativo progetto Contemporary Design Selection, realizzato con Asta Catawiki presso il Museo delle scienze Casartelli, che ha visto protagonisti giovani designer emergenti le cui opere sono state messe in vendita attraverso un’asta online. 


C’è poi stata la partecipazione di Galleria Philia che ha presentato un’ampia selezione di opere dall’approccio transculturale, in mostra presso Casa Bianca con le creazioni uniche ed eterogenee di Lorenzo Bini, Agustina Bottoni, Cara/Davide, Samuel Constantini, dAM Atelier, Piotr Dabrowa, Draga & Aurel, Eloa, Emelianova Studio, Imperfettolab, Pietro Franceschini, Karu Design, Jan Garnareck, Lupo Ho-riōkami, Morghen Studio, Frederic Saulou, Scattered Disc Object


Ultimo ma non ultimo “IN SEARCH OF LOST TIME” a Villa Gallia in collaborazione con Movimento Club, progetto nato per supportare giovani designer e brand emergenti. 



Villa Gallia


Lake Como Design Festival ha la volontà di creare una rassegna di respiro internazionale ma dalle dimensioni contenute: questa è certamente una strategia vincente, la tendenza delle aziende per il futuro è infatti quella di suddividere il proprio budget annuale in favore di fiere/eventi dalle dimensioni ridotte che possano garantire una maggior attenzione e accuratezza piuttosto che investire l’intero budget in un’unica grande fiera internazionale con il rischio di non ottenere i risultati sperati


Questo è uno degli argomenti che abbiamo trattato assieme a Lorenzo Butti, ideatore e direttore artistico del Festival, di seguito potete trovare l’intervista completa. 



Lake Como Design Festival, Casa Bianca


Come nasce Wonderlake e come si arriva a dare vita al Lake Como Design Festival? 

Wonderlake nasce fra il 2016 e il 2017, si propone sul mercato come progetto editoriale con l’obbiettivo di catalogare e promuovere la qualità del territorio, che sia la villa storica o il tema del food, dell’artigianato ecc. Produciamo illustrati ed editoria su questi ed altri argomenti che vengono divulgati attraverso associazioni come ad esempio il FAI (Fondo Ambiente Italiano). Tutto il nostro team è in qualche modo legato al mondo del design, dell’architettura e dell’interior, da qui è nata la voglia, la necessità e il desiderio di organizzare qualcosa che esaltasse attraverso delle esperienze dal vivo tutto questo patrimonio artistico e culturale stratificato nella storia, mescolando epoche e stili differenti. Quindi l’idea del Lake Como Design Festival nasce sulla base della Mission di Wonderlake di fare cultura


Marco Paganini, Inside n°4, 2014.
Esposto presso l'esposizione collettiva ERRANTI al Palazzo del Broletto


Quest’anno avete scelto come tema dell’esposizione quello del “Neo-nomadismo”, mi piacerebbe sapere qualcosa di più in proposito 

L’argomento di quest’anno è il “Neo-nomadismo”: esso nasce dalla ricerca di un tema che possa essere il più attuale possibile. L’anno scorso il tema centrale era quello della “riedizione”, come tutti sappiamo infatti molte aziende rieditano pezzi dei grandi maestri o di progetti trovati nei cassetti degli archivi, il nostro scopo e quello di avere uno sguardo attuale sui nostri tempi. Il Neo-nomadismo ci è sembrato molto contemporaneo perché rispecchia diversi aspetti della nostra società come: il nomadismo digitale (la tecnologia oggi ci consente infatti di poter essere “ovunque”), c’è poi il tema del cambiamento climatico che porta a un nomadismo legato alla migrazione e ancora il nomadismo connesso alle guerre, insomma mai come in questo momento ci è parsa una tematica azzeccata. In un certo modo stiamo già anticipando quello che sarà il tema della prossima edizione, il “Bio Design” legato alla natura con la visione dell’oggetto prodotto a km zero, il prossimo anno festeggeremo a Como il millenario della nascita di Plinio il Vecchio autore del “Naturalis Historia” una vasta enciclopedia che tratta di antropologia, botanica, zoologia e altre materie, ci è dunque sembrato interessante trovare un collegamento tematico. Abbiamo inoltre in calendario un programma di residenze d’artista, sempre con l’obbiettivo della produzione a km zero, lavorando con i materiali che verranno reperiti in loco. A livello comunicativo ed editoriale per questa edizione del festival abbiamo deciso di procedere in modo diverso, invece di stampare il classico catalogo pre esposizione, è stata prevista una pubblicazione dal taglio più editoriale e meno da catalogo. Durante l’esposizione abbiamo attuato un attento lavoro di shooting fotografici, in vista della pubblicazione che si farà strumento di narrazione dell’intero festival tramite immagini e parole. 



Draga and Aurel_CORA vintage armchair. Photo©Federica Lissoni.
Esposto presso Galerie Philia


Com’è stata l’esperienza con Catawiki? Il mondo delle aste nell’ambito del design contemporaneo è appena all’inizio e vorrei sapere il tuo feedback 

Questo è il secondo anno in cui collaboriamo con Catawiki, piattaforma di aste online specializzata nell’ambito del design. Posso già dirti che l’esperienza è stata positiva, abbiamo ospitato un’esposizione di opere scelte di giovani designer emergenti a Villa Casartelli che sono andate all’asta strettamente per il periodo della durata del festival. A fianco ad ogni opera era apposto un QR code che portava direttamente alla relativa pagina dell’asta sulla piattaforma di Catawiki in modo da agevolare il fruitore nell’acquisto, questo ci ha fatto notare l’importanza di poter vedere dal vivo un’opera prima di comprarla. Catawiki sta puntando molto sul design italiano, e possiamo dire che quella delle aste di design contemporaneo sia un’idea inedita, a differenza dell’arte contemporanea, del modernariato ecc. infatti, nel campo del design non si sente ancora molto parlare di aste. La strategia è quella di partire con una base d’asta dai prezzi più accessibili rispetto alle grandi case come Sotheby’s o Christie’s, si tratta quindi di aste più “democratiche”. Catawiki ha grandissima capacità comunicativa ed è una piattaforma mainstream che si rivolge a un pubblico ampio. La maggior parte dei compratori hanno fatto parte del pubblico che ha partecipato al Lake Como Design Festival, vedere un oggetto dal vivo e avere l’opportunità in tempo reale di fare un’offerta funziona. 



Gerlach & Heilig_Fragments of Mining Series.
Esposto presso Movimento Club a Villa Gallia


Cosa puoi dirci sulla partecipazione di designer e artisti stranieri? 

A noi interessa l’internazionalità e fin dalla prima edizione abbiamo avuto parecchi stranieri. Crediamo nello scambio culturale, soprattutto in una città di provincia come quella di Como è molto interessante pensare di esporre il lavoro di un newyorkese creando quindi l’opportunità di portare un italiano a New York. Questa è un po’ la nostra filosofia, la parola “internazionalità” rientra al 100% nella nostra Mission. La cosa bella è che i designer stranieri partecipano attivamente al festival presenziando e questo crea una reale possibilità di scambio, aggregazione e un’occasione di incontro. 



Lake Como Design Festival, Tour Como Razionalista, Casa del Fascio, foto Enrico Cano


Ho notato molti nomi noti fra i partecipanti ma vedo che riservate anche uno spazio per i giovani emergenti, credi sia importante promuovere le nuove generazioni? 

Crediamo e puntiamo molto sui giovani e proprio per questo motivo abbiamo deciso di pensare al progetto delle “residenze d’artista” nell’ambito della prossima edizione. Stiamo ancora valutando i dettagli ma posso dirti che le residenze saranno su invito e attraverso Open Call, gli artisti potranno lavorare in periodi differenti dell’anno con l’obbiettivo di arrivare a settembre esponendo il risultato. Vi aspettiamo alla prossima edizione nel settembre 2023.



Foro Studio, Piscuni. Esposto presso il Museo delle Scienze Casartelli

Opinione personale dell’autore
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Nicole Valenti è una designer. Altoatesina, si laurea in decorazione con specializzazione in design e arti multimediali all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove vive. Contestualmente, si diploma in grafica alla scuola Internazionale di Comics della stessa città. Subito dopo la laurea, insegna nella sua accademia per la cattedra di decorazione. Nel 2018 fonda lo studio NIVA design, fra le cui eccellenze produttive figura la maniglia, reinterpretata traendo ispirazione da un immaginario vivido, non estraneo al mondo onirico. Attualmente Nicole collabora tramite il suo studio con artisti e designer internazionali come pure con gallerie di collectible design, sempre sperimentando e ricercando nuove modalità espressive.

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