I dati relativi agli nft dicono che i crimini finanziari sono ancora una piccola percentuale rispetto al valore delle transazioni totali. Ma forte è l’impatto sulla reputazione del settore e sull’affidamento dei nuovi investitori. Come nel caso delle truffe e dei furti di nft

Secondo i dati analizzati nel report “Nft, Financial crimes” edizione 2022 di Elliptic i crimini finanziari rappresentano una piccola parte dell'attività di trading legata ai non fungible token (nft) ma hanno un forte impatto sulla credibilità dell’intero sistema. 

E così guardando nello specifico le truffe e i furti i dati dicono che oltre 100 milioni di dollari di nft sono stati pubblicamente segnalati come rubati attraverso schemi e raggiri tra il luglio 2021 e il luglio 2022, con un guadagno medio di 300.000 dollari per truffa. Si tratta di un dato ancora poco preoccupante rispetto al volume totale delle transazioni di nft che nel 2021 sono state pari a 17,7 miliardi di dollari contro gli 82 milioni di dollari del 2020. Ma il fenomeno criminale è in crescita. 

Nel mese di luglio 2022 si è registrato infatti il numero più alto di furti su base mensile. Sono stati rubati oltre 4.600 nft a dimostrazione di come le truffe non siano diminuite nonostante il calo di valore del mercato delle criptovalute del periodo. In precedenza, nel mese di maggio 2022, è stato registrato il più alto valore di nft rubati attraverso le truffe, con poco meno di 24 milioni di dollari. Tuttavia, è probabile che i numeri reali siano più alti, poiché i furti non vengono sempre denunciati pubblicamente. 

Le truffe sono prevalentemente perpetrate utilizzando i social media e la posta elettronica e possono spaziare dall'utilizzo di semplici link di phishing per carpire dati sensibili a veri e propri comportamenti di sostituzione di persona con i criminali che si fingono personale di supporto del mercato nft. I canali per le segnalazioni delle truffe hanno registrato oltre 75.000 messaggi sulle principali piattaforme nft dal luglio 2021. Di questi il 76% delle segnalazioni è stata inviata nel 2022.

L’nft di maggior valore mai rubato è il CryptoPunk #4324, che è stato venduto dai truffatori subito dopo il furto avvenuto il 13 novembre 2021 per 490.000 dollari. Il più grande furto singolo ai danni di una singola vittima ha comportato la perdita di 16 nft blue chip per un valore di 2,1 milioni di dollari il 28 dicembre 2021. Ancora, gli Asset #9650 e #5759 della collezione CloneX sono stati rubati due volte nell'arco di tre mesi, in due episodi di truffa non correlati, per un valore di circa 50.000 dollari in entrambe le occasioni. Collezioni importanti come Bored Apes, Mutant Apes, Azuki, Otherside e CloneX costituiscono la maggior parte del valore perso a causa delle truffe. Insieme, queste cinque collezioni rappresentano più di due terzi del valore nft rubato dal luglio 2021 in avanti.

Il fenomeno riguarda anche l’arte. L'arte digitale è in piena espansione con oltre tre milioni di nft scambiati e un valore totale di oltre 2 miliardi di dollari. Gli artisti si trovano a dover affrontare due grandi sfide: affrontare il problema di dimostrare l'autenticità delle loro opere digitali e impedire ai creatori di copie di utilizzare le loro immagini e spacciarle per proprie.

Si punta quindi a sensibilizzare le piattaforme di scambio degli nft e i marketplace che ancora non operano allo stesso modo o non hanno gli stessi standard o protocolli di due diligence. A loro si chiede di acquisire quella credibilità che, guardando all’arte ad esempio, hanno acquisito le migliori gallerie del mondo reale. Attraverso soluzioni efficaci di screening dei portafogli e di monitoraggio delle transazioni, i marketplace nft possono ridurre il rischio e la percezione del pericolo da parte degli utenti. 

Un primo segnale in questo senso è la funzione introdotta da diversi marketplace di “collezione verificata” - simile al segno di spunta blu di Twitter - per dimostrare l'autenticità della collezione. Basti considerare che il più grande marketplace di nft, OpenSea, ha dichiarato nel gennaio 2022 che oltre l'80% dei nft coniati con il suo strumento erano "opere plagiate, collezioni false e spam".

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Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

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