Covid, è Hermes la signora più resistente del lusso

Teresa Scarale
Teresa Scarale
29.5.2020
Tempo di lettura: 2'
La pandemia Covid ha confermato la resilienza di Hermes. La società simbolo del lusso contiene le perdite grazie al mercato asiatico
Dando un'occhiata alle trimestrali del lusso, si vede che Hermes International ha registrato un calo del fatturato del primo trimestre, in linea con l'impatto della pandemia.
La società delle borse Birkin e Kelly, ha contabilizzato un fatturato di 1,51 miliardi di euro (1,64 miliardi di dollari) nel primo trimestre, un calo rispetto agli 1,61 miliardi di euro dell'anno precedente. Il risultato supera tuttavia la stima di consenso degli analisti contattati da FactSet, che avevano previsto vendite per 1,45 miliardi di euro. Si tratta di una conferma per la società, che è considerata una delle aziende più resilienti del settore dei beni di lusso.

Hermes non teme Covid-19


È raro infatti che Hermes generi un fatturato in calo. Ciononostante, le vendite hanno retto molto meglio rispetto a quelle del gruppo Lvmh Moet Hennessy Louis Vuitton e di Kering. Questi ultimi infatti nel primo trimestre hanno registrato perdite a doppia cifra dovute all'impatto della pandemia. Messi a confronto, i ricavi del primo trimestre di Hermes hanno perso l'8% su base organica. Lvmh invece ha registrato un calo del fatturato organico del 17%. Gli analisti sottolineano che la divisione di moda e pelletteria del colosso del lusso ha perso solo il 10% circa, il che significa che la sua performance non è molto lontana da quella di Hermes.

Secondo gli analisti, tuttavia, Hermes ha battuto la previsione di calo del 13% grazie alla performance in Asia-Pacifico, nonostante la regione sia stata fortemente colpita dall'impatto del virus all'inizio del trimestre.

I negozi della Cina continentale sono stati riaperti dopo la revoca delle misure di lockdown nel Paese, con un conseguente aumento delle attività. Hermes ha infine mantenuto gli investimenti strategici, al fine di poter riavviare le operazioni e, parallelamente, mantenere sotto controllo i costi.
Caporedattore della sezione Pleasure Asset di We Wealth. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline economiche e sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia e mercati dell’arte. È in We Wealth dalla sua fondazione

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