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Lady Diana, la preziosa croce Attallah in asta | WeWealth

Lady Diana, la preziosa croce Attallah in asta

Teresa Scarale
Teresa Scarale
30.12.2022
Tempo di lettura: 3'
Il grosso ciondolo in oro diamanti e ametista – dal vago sapore di rockstar – fu creato negli anni '20 dal gioielliere della Corona, Garrard. Indossato in diverse occasioni dalla principessa, fu forse uno dei suoi gioielli preferiti, fra quelli che segnarono la svolta del suo stile è in arrivo sul mercato

Sotheby's Londra inaugurerà il nuovo anno con la sua speciale vendita annuale dedicata ai tesori della nobiltà, Royal and Noble Sale, stavolta dal 6 al 18 gennaio 2023. Fra gli aristocratici pleasure asset selezionati (mobili, ceramiche, argenterie, posaterie, cristallerie, oggetti decorativi…) brilla un pendaglio gioiello che la Principessa Diana indossò più volte nel corso della sua vita, la prima volta 35 anni fa. Si tratta della cosiddetta “croce di Attallah”, dal nome del suo ex proprietario, il defunto Naim Attallah CBE (Commander of the Order of the British Empire), al tempo amministratore delegato della casa orafa Asprey & Garrard. Il pendente, una croce che misura circa 136 x 95 mm, è in oro, argento, diamanti tondi e ametiste quadrate; si colloca in una forchetta di stima fra le 80.000 e le 120.000 sterline. Il peso complessivo dei brillanti si aggira intorno ai 5,25 carati.


Il gioiello in realtà non apparteneva a Lady D., ma le era dato in prestito quando lo chiedeva: «La principessa Diana e mio padre erano amici. Ricordo che lei veniva spesso a trovarlo nello storico negozio Garrard di Regent Street, dove si trovava il suo ufficio, e in diverse occasioni gli chiedeva in prestito il ciondolo: lo amava davvero», fa sapere Ramsay Attallah, attuale proprietario della croce di ametiste. In effetti, l’ex moglie dell’attuale re di Inghilterra poteva annoverare Garrard fra i suoi fornitori di lunga data, avendo scelto proprio da quella gioielleria il suo anello di fidanzamento nel 1981.

 

La croce di Attallah, un gioiello “ribelle” 

Come sottolineato da Kristian Spofforth, head of jewellery di Sotheby's Londra, la croce viola è «un pezzo audace (…). In un certo senso, questo insolito ciondolo simboleggia la crescente sicurezza della principessa nelle sue scelte sartoriali e di gioielleria, in quel particolare momento della sua vita, negli anni ‘80». Fu infatti nella seconda metà di quel decennio che iniziò a imporsi all’opinione pubblica anche per le sue scelte stilistiche sempre più audaci, allontanandosi dai look decisamente più zuccherosi che aveva prediletto fino ad allora.

 

La croce di Attallah fu parte di quella evoluzione: la principessa la indossava soprattutto in occasioni private, ma fu durante un gala di beneficenza tenutosi il 27 ottobre 1987 che la indossò per la prima volta, appesa a una lunga collana di perle, su un abito in velluto bicolore (nero e vinaccia), di ispirazione elisabettiana, creazione di Catherine Walker (dettaglio in foto di apertura). Quasi un tocco da rock (o pop) star, negli anni in cui Madonna furoreggiava. Secondo quanto dichiarato dai proprietari, dopo Lady D. nessuno più la indossò.

Una concomitanza di elementi che dovrebbero infervorare la competizione fra collezionisti per aggiudicarsi il monile. «I gioielli posseduti o indossati dalla defunta principessa Diana si trovano molto raramente sul mercato, specie pezzi come la croce di Attallah, così colorata, audace e particolare», aggiunge il capo dipartimento gioielli della casa d’aste.

 

Oltre all’anello di fidanzamento e alla croce di ametiste, Lady D. indossò nel corso degli anni più volte gioielli provenienti dalla celebre casa di gioielli, anche successivamente al divorzio dal principe Carlo. Anzi. Durante la sua ultima apparizione pubblica – nel 1997 – l’ex principessa del Galles indossò proprio una collana Garrard in diamanti e perle, divenuta nota come la collana del Lago dei Cigni poiché l’occasione era quella di una rappresentazione del balletto alla Royal Opera House. 

La Royal and Noble è una delle aste più amate e attese di Sotheby’s Londra. L’edizione 2023 include anche un suggestivo gruppo di oggetti provenienti da un deposito murato durante la seconda guerra mondiale in una magione del Worcestershire, riscoperto durante alcuni lavori di ristrutturazione. Dallo stesso immobile provengono rari e sontuosi tessuti ecclesiastici, risalenti a oltre 500 anni fa e rinvenuti nelle cantine della cappella palatina: sete vivaci, velluti e damaschi riccamente lavorati.

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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