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Il destino dei diamanti da collezione e lo zaffiro sovrano | WeWealth

Il destino dei diamanti da collezione e lo zaffiro sovrano

Leo Criaco
Leo Criaco
3.3.2023
Tempo di lettura: 3'
Nell’anno trascorso il mercato delle pietre preziose ha riscosso i frutti dell’anomalia da lockdown. Ma quegli effetti erano temporanei, e ora il settore si sta riassestando. Su sentieri non del tutto prevedibili

Finito il 2022, possiamo tirare le somme su un anno un po’ strano per i gioielli. Ci eravamo lasciati con un 2021 eccezionale per vari motivi, ed il 2022 era iniziato sotto i migliori auspici, confermando il trend di crescita del 2021. Però sapevamo che le cause del boom del 2021 erano temporanee, e ci aspettavamo verso la fine del 2022 un piccolo calo, che effettivamente ha colpito alcune categorie d’asta.

Il diamante bianco è ancora un asset forte?

In primis il diamante bianco. Come accennato in precedenti articoli, il bianco, dopo anni di una discesa che sembrava inesorabile (da circa il 2016), è stata forse la pietra preziosa che più ci ha guadagnato dagli anni del covid grazie a due fattori principali: 

1. La produzione in India era ferma per cause di forza maggiore, quindi meno pietre tagliate in circolazione. 

2. La quarantena ha portato ad un ulteriore boom dell’internet shopping, ed il diamante bianco è, per caratteristiche, pietra più facile da comprare online. A Gennaio 2022 il trend era ancora in salita, soprattutto per i diamanti “facili” – carature fra il 2 ed i 4 carati, con poche inclusioni invisibili ad occhio nudo, e colori non troppo elevati, ma ancora bianchi, come la G e la H, che un non addetto ai lavori non distingue da una E o una F, anche se costano decisamente meno. Verso giugno invece inizia il calo. Non siamo ai livelli pre-covid, ma penso che presto ci torneremo. Lo stesso discorso vale per quella che reputo gioielleria “commerciale” che è probabilmente scesa anche più del diamante bianco. Non in senso dispregiativo, semplicemente gioielli non particolarmente rari, che comunque possono avere valori elevati, grazie ai materiali usati. 

Ma non è la quantità che fa la differenza in asta. Dopo la seconda metà del 2022 i privati hanno deciso di concentrarsi sul raro, non necessariamente costoso, mettendo da parte così il gioiello commerciale, che stava godendo di un momento migliore rispetto agli anni passati grazie all’entusiasmo ed all’elevato cash flow del 2021. Quindi dove si stanno concentrando oggi i privati? Soprattutto americani, aspettando il ritorno col botto sul mercato della Cina. 

I diamanti colorati

Innanzitutto, i diamanti colorati. Padroni assoluti dei mercati di 4 o 5 anni fa, anche loro hanno subito un piccolo rallentamento, ma nel 2021 sono tornati prepotentemente sulla scena. Rosa e blu sempre a farla da padrone. Non è un caso che abbia messo il rosa davanti al blu. Tecnicamente un diamante blu è più raro, ma l’anno scorso da Sotheby’s Hong Kong abbiamo assistito a qualcosa di totalmente inaspettato ed imprevedibile. Un diamante rosa di 11.15 carati, Vivid Pink, con valore di mercato pre-asta, fra i 2 ed i 2,5 milioni di $ al carato, ha infranto ogni record andando a vendere ben oltre i 5m$ al carato stracciando i 4m$ che appartenevano al diamante blu. 


Il Vivid Pink di Sotheby's

Non c’è una logica dietro questo risultato – è il punto di forza delle aste mettere in competizione i collezionisti per portare a casa i gioielli o le gemme più rare. Personalmente penso che il rosa stia godendo di un momento migliore perché è un colore che in Asia preferiscono, ma anche il blu ha goduto di un ottimo 2022. Per quanto riguarda le altre pietre preziose di colore, il 2022 è stato un ottimo anno per alcune di loro. Abbiamo visto che i privati sono molto meno tolleranti delle inclusioni, il che può essere un problema per gli smeraldi. 

Gli smeraldi

Lo smeraldo commerciale ha avuto pertanto un calo – gli smeraldi bluff, di grande dimensione ma inclusi (ricchi di impurità, ndr), sono molto difficili da vendere oggi, nonostante in passato siano stati acquistati a prezzi decisamente elevati. Di contrasto però smeraldi colombiani puliti, e con un bel colore, sono ricercatissimi sul mercato. Ovviamente il rubino Birmano resta la pietra di colore più forte sul mercato attuale, sempre più difficile da trovare e sempre più richiesto, grazie al quale godono di ottima salute anche i suoi cugini africani, vietnamiti e soprattutto tailandesi. Ma il re del mercato nel 2022 è stato lo zaffiro. Crescita esponenziale dei Ceylon che ormai vendono quasi a prezzi da birmani. Sono spesso gli zaffiri dal colore più bello, ed il prezzo “contenuto” li fanno preferire a Birmani e Kashmir, Kashmir che finalmente ha ripreso a salire dopo gli anni d’oro del 2016 e 17. Ma il record spetta al Birmano – una bellissima gemma 20 carati, Birmana non scaldata, a Sotheby’s Ginevra ha venduto per quasi 140.000$ al carato, un record. Aiutata sicuramente dalla montatura anni 30 di Cartier, oltre che alla qualità eccelsa della pietra. 


Lo zaffiro di Sotheby's

Le grandi firme

A proposito di Cartier, ovviamente anche per le grandi firme il 2022 è stato un ottimo anno. Anche qui dobbiamo però dividere il commerciale dal raro. I collezionisti sono affamatissimi di gioielli Deco Cartier, Van Cleef, Boucheron e altre grandi case francesi. Un’iconica spilla “Palma” di Cartier ha chiuso l’ultima asta di Christie’s a NYC superando il milione di dollari, raddoppiando la stima iniziale. 


Gli anni 60-70 sono dominati da Bulgari ed Harry Winston, mentre il contemporaneo ovviamente da Viren Bhagat, ma soprattutto JAR. Uno dei suoi gioielli più iconici, il bracciale “brunch under the snow”, giugno scorso, è arrivato a sfiorare i 2 milioni di $ partendo da una stima iniziale di 400.000$. 


JAR, Brunch under the snow, Christie's


Diamanti e pietre preziose, prospettive per il 2023

Cosa ci aspettiamo quindi per il 2023? Come accennato, se la Cina dovesse tornare ad affacciarsi sul mercato, si potrebbe ripetere il 2021, o anche meglio. Sicuramente quello che è andato forte nel 2022 andrà forte nel 2023, perché si tratta di gioielli e gemme rarissimi. Per quanto riguarda il diamante bianco, personalmente non ho molte speranze. Il consiglio che do ai miei clienti è di vendere oggi, che non è ancora tornato ai livelli covid, che fra qualche anno. Abbiamo notato come negli ultimi anni siano salite tanto le semipreziose colorate come la Tormalina o lo Spinello, che possono essere considerati investimenti interessanti per il futuro. Infatti parte del successo attuale di Bulgari e Jar, è che loro hanno iniziato ad usarle 40 o 50 anni anni fa quando non le voleva nessuno. Poca gente lo sa ma oggi uno Spinello del Tajikistan o una Tormalina brasiliana possono vendere per centinaia di migliaia di euro. Non ci resta che stare a vedere.

Opinione personale dell’autore
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Trasferitosi a Londra nel 2006, Leo Criaco capita nel mondo dei gioielli quasi per caso, iniziando come garzone da Bentley&Skinner, gioiellieri storici di Mayfair, by Royal Appointment. L'inizio part-time diventa subito full-time: la gioielleria stava costruendo il famoso teschio di diamanti di Damien Hirst – “For the love of God” e aveva bisogno di extra security. Alla fine del progetto, il direttore gli propone di prendere il posto del suo apprendista. Inizia così la sua avventura nel mondo dei gioielli. Avventura per la seconda volta "benedetta" da Hirst: è proprio Leo infatti a selezionare i diamanti rosa per il secondo teschio, for Heaven’s sake: un anno e mezzo di lavoro. Dopo sette anni, per migliorare le conoscenze del mercato, Leo Criaco inizia a lavorare con un commerciante indipendente, grazie al quale entra in stretto contatto col mondo delle aste. Approda quindi da Christie’s Ginevra nel settembre del 2015, dove tuttora ricopre il ruolo di specialista, con un occhio di riguardo per il mercato italiano.

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