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Mario Nigro a Milano, il reticolo ritmato dell'astrattismo | WeWealth

Il reticolo ritmato dell’astrattismo. Mario Nigro a Milano

Tempo di lettura: 3'
È in corso nella città meneghina, a Palazzo Reale e al Museo del Novecento, una grande mostra antologica che offre al pubblico una visione ampia della poetica affascinante del pittore che fondò – con altri – il gruppo artistico moderno, G.A.M., per poi aderire al movimento arte concreta di Gillo Dorfles. Sul mercato, le valutazioni appaiono ancora interessanti

Milano celebra Mario Nigro (1917, Pistoia – 1992, Livorno) con una grande mostra antologica: “Mario Nigro. Opere 1947-1992” a Palazzo Reale e Museo del Novecento, in collaborazione con l’Archivio Mario Nigro, a cura di Antonella Soldaini e Elena Tettamanti. Evento che conferisce un riconoscimento importante all’artista, con in mostra oltre centoquaranta opere, che ripercorrono la sua carriera dal 1947 fino al 1992, tra dipinti, lavori tridimensionali, su carta e una vasta selezione di documenti. L’esposizione comprende anche opere esposte alle Biennali di Venezia del 1964, 1968, 1978, 1982, 1986 e alla X Quadriennale di Roma del 1973.


1      Mario Nigro. Opere 1947-1992, installation view at Palazzo Reale, Milano, 2023. Photo Bruno Bani, Milano © Archivio Mario Nigro, Milano

Mario Nigro, dal gruppo artistico moderno al movimento arte concreta

Mario Nigro nel 1945 fonda insieme a Voltolino Fontani, Mario Ferretti, Guido Favati, Giancarlo Cocchia, Jean Mario Berti, Ferdinando Chevrier e altri pittori livornesi il gruppo artistico moderno (G.A.M.). La sua ricerca artistica è inizialmente orientata verso i grandi maestri della pittura italiana, come Sironi e De Chirico, virando poi verso l'astrazione con il suo iconico astrattismo geometrico espresso da forme reticolari. Nel 1949 aderisce al Movimento Arte Concreta (MAC) di Gillo Dorfles, movimento artistico desideroso di dare impulso all’arte non figurativa, in particolare all’astrattismo prevalentemente geometrico. L'opera di Nigro sconfina così nel campo dell'arte optical e a partire da metà anni Sessanta in quella “minimal”, mostrando tangenze anche con una disciplina come l'architettura, tanto che in gergo alcune sue produzioni degli anni Cinquanta sono denominate “grattacieli”. Infatti, La mostra si sofferma su i diversi momenti del linguaggio artistico di Nigro: da una attitudine sperimentale a partire dagli anni Quaranta a un deciso orientamento verso le strutture compositive astratte e geometriche influenzato dai maestri dell’astrattismo internazionale, come Klee e Kandinsky. Da sempre le sue opere suggeriscono un orizzonte narrativo ricorrente basato sul “ritmo”, le “forme” e il “tempo”, frutto di una visione in cui la conoscenza della musica e del sapere scientifico hanno un'influenza determinante.

Il percorso espositivo, da Palazzo Reale al Museo del Novecento

A Palazzo Reale Il percorso segna i diversi momenti stilistici dell’artista. Si sviluppa attraverso otto sale del piano nobile di Palazzo Reale che ripercorrono l’attività di Nigro con dipinti e lavori tridimensionali realizzati a partire dalla seconda metà degli anni Quaranta: opere testimoni di un linguaggio artistico sperimentale e di un deciso orientamento verso le strutture compositive astratte e geometriche. Mentre nello Spazio Archivi del Museo del Novecento è possibile approfondire la conoscenza di lavori su carta e una vasta selezione di documenti. Tra i materiali di documentazione sono presenti alcuni mai esposti in precedenza e provenienti dall'Archivio Mario Nigro: appunti, lettere, brochure, cataloghi e inviti, testi dell’artista relativi al ciclo “spazio totale”, alcuni scatti di fotografi, tra cui Aurelio Amendola, Nataly Maier, Maria Mulas e Ugo Mulas. L’opera su carta emerge come un luogo centrale e ricorrente del suo percorso multiforme, di cui si può considerare laboratorio di pensiero, incubatrice d’idee e officina d’immagine. La sequenza di opere su carta, che si lega idealmente a quanto presentato nella mostra a Palazzo Reale, permette di seguire i diversi cicli pittorici dell’opera dell’artista. 

Mario Nigro nel mercato dell'arte: quotazioni e passaggi in asta

All’interno del mercato dell’arte le opere di Mario Nigro sono passate in asta 971 volte e nell’anno 2022 ha avuto un fatturato di 100.333 euro. All’interno della classifica mondiale nella classifica degli artisti più venduti all'asta si qualifica al 5.177 posto. All’interno delle battute d’asta le opere pittoriche sono le più vendute e il primo mercato di vendita è l’Italia. Dalle ricerche risulta che il primo lotto registrato all’asta risale al 1989 da Nuova Brerarte, con l’opera Speranze di un amore, mentre l’opera più recente è Ettore e Andromaca, passato all’asta nel 2023. Le opere di Mario Nigro sono presenti in diverse collezione nazionali e internazionali, fra queste si ricordano: GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Torino, Banca d’Italia, Roma, Collezioni d'arte della Fondazione Cariplo, Milano, Collezione Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia - Piazza Scala, Milano, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, Pistoia, , MART Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto, GNAM Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma, Peggy Guggenheim Collection, Venezia, Museo di arte Contemporanea all'aperto, Morterone, Kunst Museum Winterthur,Winterthur, Sprengel Museum Hannover, Hannover, Museum Ritter. Sammlung Marli Hoppe-Ritter, Waldenbuch. Le principali gallerie italiane che promuovono l’opera di Mario Nigro sono: A arte Invernizzi, Lorenzelli Arte e Dep Art Gallery.


Foto apertura: 

Mario Nigro. Opere 1947-1992, installation view at Palazzo Reale, Milano, 2023. Photo Bruno Bani, Milano © Archivio Mario Nigro, Milano

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Margherita Strada si è formata come storica dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica Del Sacro Cuore di Milano. Ha lavorato nell’arte contemporanea in Italia e all’estero. Nel 2015 inizia la sua collaborazione con Cortesi Gallery nella sede di Lugano come Gallery assistant e successivamente nel 2017 diventa Exhibition coordinator, PR e Social Media Manager nella sede di Milano. Presso Cortesi Gallery segue e produce diverse mostre e progetti editoriali. Nel 2019 inizia la sua collaborazione come curatrice interna e coordinatrice editoriale presso BUILDING Gallery di Moshe Tabibnia. Per BUILDING segue e produce diverse mostre. Nel 2020 lavora per la società Testa per Testa, fondata da Gemma De Angelis Testa, per promuovere e produrre mostre dedicate ad Armando Testa, padre della pubblicità italiana e artista internazionale. Nel 2020 è Assistant Collector Manger della Collezione di Gemma De Angelis Testa. Nel 2022 è partner/associata di Vera Canevazzi Art Consulting come Art Consultant e PR e Social Media Manager.

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