LIVE 🔴 « III° PRIVATE MARKET SUMMIT » Idee per capitali pazienti in un mondo che cambia EVENTO LIVE 🔴 PARTECIPA

Se gli Usa rallentano, il mercato dell'arte va in recessione? | WeWealth

Se gli Usa rallentano, il mercato dell'arte va in recessione?

Tempo di lettura: 3'
Alcune dichiarazioni rese dagli economisti internazionali lasciano presagire l’entrata in recessione degli Usa entro i prossimi 18 mesi. E guardando ai primi sei mesi dell’anno il mercato dell’arte ha già dato alcuni segnali di instabilità nelle principali economie occidentali che lasciano presagire un cambio di rotta rispetto all’ottimo 2022

Gli economisti prevedono che gli Usa entreranno in recessione entro i prossimi 18 mesi. Recessione che se andrà a colpire il principale attore del mercato dell’arte globale, inevitabilmente trascinerà anche le altre grandi piazze del settore in Europa, vista la stretta relazione esistente tra le economie occidentali. 


L’andamento generale del mercato dell’arte rilevato negli Usa e in Francia e Germania in questo primo semestre dell’anno, con qualche caduta e diverse incertezze, sembra prefigurare l’inizio di una fase in controtendenza rispetto ai risultati positivi degli ultimi anni. Lo scenario internazionale è ancora molto incerto ma l’inflazione e la crescita dei tassi di interesse sembrano creare le condizioni per un calo di valore del mercato dell’arte, che si caratterizza per essere incentrato su beni passionali e non di prima necessità. Già la prima parte dell’anno è stata contraddistinta per una minore valorizzazione delle opere offerte in asta sia in fase di stima sia in fase di aggiudicazione e per un crescente numero di opere andate invendute o ritirate. Siamo dunque in una fase interlocutoria che fa seguito a un 2022 in cui è stato registrato uno dei fatturati più alti di sempre (67,8 miliardi di dollari) grazie alle grandi collezioni private andate in asta di cui questo 2023 è un in gran parte orfano.


Negli Stati Uniti, le principali case d’asta hanno confermato nel periodo dal 1° gennaio al 15 maggio scorso gli ottimi risultati del 2022, come per Bonhams (24 milioni di dollari), e in alcuni casi li hanno superati, come per Sotheby’s + 37% e Phillips +4%. Tuttavia, si è registrato il calo delle vendite da parte di Christie’s, la principale case d’asta nel paese e a livello globale nel 2022, che ha contabilizzato negli Usa un -38,80% rispetto all’anno scorso e un fatturato sceso a 949.780.539 dollari dai 1.551.171 dollari del 2022. Quest'anno, il miglior risultato di Christie’s è stato per una tela di Jean-Michel Basquiat che ha incassato 67 milioni di dollari il 15 maggio 2023 (The Great Show (The Nile), 1983). Si è trattata però dell’unica opera battuta sopra la soglia dei 50 milioni di dollari nella prima parte del 2023 rispetto alle sei vendite sopra tale soglia registrate nel 2022 nello stesso periodo. 


In Europa, qualche segnale negativo arriva dalla Francia che rappresenta il primo mercato internazionale della regione e il quarto a livello globale. Qui la prima parte dell’anno si è caratterizzata per un generale calo di fatturato delle principali case d’asta con punte che hanno toccato il -68% di Artcurial, il -39% di Sotheby’s France e il -38% di Christie’s France. Le vendite del periodo sono quindi scese a 353 milioni di dollari rispetto ai circa 650 milioni di dollari del primo semestre 2022. Una delle poche collezioni andate in asta in questa prima parte dell’anno è stata quella dell’attore Alain Delon principalmente costituita da una raccolta di disegni iniziata negli anni ’60 che è stata battuta a Parigi da Bonhams Cornette de Saint Cyr per 8 milioni di dollari, diritti inclusi, rispetto alla stima di 5 milioni di dollari lo scorso 22 giugno. 


In Germania, la principale economia europea e quinto mercato dell’arte in asta dopo Usa, Cina, Regno Unito e Francia, sono state registrate alcune importanti aggiudicazioni di opere di artisti tedeschi con mercato internazionale in grado di trainare le vendite in asta fino a raggiungere i 147 milioni di dollari prima della fine del primo semestre 2023. Tuttavia, il risultato non raggiunge neanche la metà dei 379 milioni di dollari realizzati nell’intero anno 2022, che ha segnato il migliore risultato di sempre per il paese. 


Per gli altri principali mercati europei, infine, le vendite sono, seppur di poco, sotto la media dell’ultimo anno. In Italia, ad esempio, nella prima parte del 2023 sono stati realizzati 88 milioni di dollari rispetto ai 190 milioni di dollari per l’intero 2022, mentre in Svizzera le vendite sono state di 60 milioni dollari rispetto ai 154 milioni di dollari di tutto il 2022 (fonte dei dati Artprice by Artmarket). 





In copertina: Jean-Michel Basquiat, The Great Show (The Nile), 1983. Courtesy Christie's. 

Opinione personale dell’autore
Il presente articolo costituisce e riflette un’opinione e una valutazione personale esclusiva del suo Autore; esso non sostituisce e non si può ritenere equiparabile in alcun modo a una consulenza professionale sul tema oggetto dell'articolo.
WeWealth esercita sugli articoli presenti sul Sito un controllo esclusivamente formale; pertanto, WeWealth non garantisce in alcun modo la loro veridicità e/o accuratezza, e non potrà in alcun modo essere ritenuta responsabile delle opinioni e/o dei contenuti espressi negli articoli dagli Autori e/o delle conseguenze che potrebbero derivare dall’osservare le indicazioni ivi rappresentate.
Specializzato in diritto tributario presso la Business School de Il Sole 24 ore e poi in diritto e fiscalità dell’arte, dal 2004 è iscritto all’Albo degli Avvocati di Milano ed è abilitato alla difesa in Corte di Cassazione. La sua attività si incentra prevalentemente sulla consulenza giuridica e fiscale applicata all’impiego del capitale, agli investimenti e al business. E’ partner di Cavalluzzo Rizzi Caldart, studio boutique del centro di Milano. Dal 2019 collabora con We Wealth su temi legati ai beni da collezione e investimento.

Cosa vorresti fare?