Private equity, come i gestori manipolano i Nav

Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani
2.9.2022
Tempo di lettura: 3'
I gestori di fondi di private equity con una reputazione non proprio eccellente sopravvalutano i valori dei loro fondi

I gestori di fondi di private equity dalle performance peggiori manipolano i Nav dei loro fondi. È quanto è emerso dallo studio "Private Equity Fund Valuation Management During Fundraising", a firma Brian Baik, professore della Harvard Business School. Secondo il paper, alcuni gp durante le campagne di fundrasing per compensare la loro cattiva reputazione gonfiano i nav per rendere i loro fondi più attraenti.   

La manipolazione del nav

 

"Lo studio fornisce la prova che i fondi gestiti da GP con scarsa reputazione mostrano multipli di valutazione gonfiati e performance finanziarie gonfiate dei loro investimenti durante la raccolta di fondi, il che è coerente con l'ipotesi di manipolazione" si legge nel documento. Le società di private equity possono infatti utilizzare diverse tecniche di valutazione per determinare il valore del fondo. Tra queste la più frequente è il metodo dei multipli sull’ebitda o le vendite. Poiché la maggior parte di questi investimenti è costituita da società private che non hanno prezzi di mercato pubblicamente disponibili, i fondi possono applicare multipli più elevati, facendo apparire agli investitori le aziende in portafoglio migliori di quanto non siano in realtà. In particolare i gestori, ricorrerebbero a un principio di contabilità legale chiamato "earnings management", per il quale i manager possono accelerare il riconoscimento dei ricavi o ritardare alcune spese in modo da poter registrare utili più elevati.

 

I risultati dello studio

 

Per verificare la sua ipotesi l’autore dello studio ha separato il campione tra manager da quelli a bassa reputazione e da quelli ad alta reputazione. In generale, Baik ha definito un gestore di fondi a bassa reputazione come un gestore con una storia di risultati inferiori, un numero inferiore di fondi in gestione e minori asset in gestione. Per tutte le aziende del campione, Baik ha verificato se i multipli e i guadagni delle società in portafoglio aumentavano durante il periodo di raccolta fondi. Secondo il rapporto, per i fondi con gestori a bassa reputazione si è osservato un aumento dei multipli di valutazione proprio prima dei periodi di raccolta fondi e una brusca inversione nel periodo successivo.  Anche gli utili delle società nel portafoglio dei gestori con cattiva reputazione seguivano la stessa traiettoria dei multipli.

 

Investitori ingannati

 

Secondo Baik, i gestori che non godono di un'ottima reputazione si sono affidati a queste tattiche di manipolazione per ottenere il sostegno degli investitori. Senza di esse, gli investitori non assegnerebbero il loro capitale a questi gestori. "Senza manipolazione, le valutazioni sarebbero così basse che un potenziale LP non investirebbe mai nel fondo" ha dichiarato Baik a Institutional Investor.

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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