In chiaroscuro gli Etf sulle infrastrutture

Laura Magna
Laura Magna
20.9.2022
Tempo di lettura: 3'
In chiaroscuro gli Etf sulle infrastrutture Le performance dei fondi passivi che replicano gli indici azionari con focus sulle grandi opere globali mostrano rendimenti molto differenziati con costi molto bassi. Potrebbe essere un buon momento per entrare

Anche il mondo dei fondi indice ha iniziato a guardare con interesse all’immobiliare. I vantaggi di prendere posizione sul mercato del real estate attraverso un Etf sono evidenti: un fondo indice consente di prendere posizione diversificando il portafoglio dal punto di vista geografico e settoriale, con basse soglie di accesso – impossibile se si investe direttamente sul mattone - e con costi di gestione ridotti rispetto ai fondi attivi. Alla grande diversificazione non corrisponde il farsi carico delle incombenze fiscali e amministrative che sarebbero presenti in caso di investimenti diretti. Anche accedendo a segmenti (ospedali, scuole, grandi immobili commerciali) altrimenti off limits per il retail. 


Pro e contro degli Etf immobiliari

Tra gli svantaggi, vale la pena rilevare la volatilità dei prodotti di cui parliamo, e la forte correlazione con i mercati azionari. We Wealth ha analizzato una specifica categoria di Mornigstar, ovvero quella che investe in infrastrutture. Il miglior fondo della categoria, da inizio anno è l'Xtrackers S&P Global Infrastructure swap ucits etf e investe, appunto, in titoli azionari con focus sulle infrastrutture globali. I dividendi sono reinvestiti nel fondo e l’indice di spesa complessiva è pari allo 0,60% annuo. Il fondo effettua la replica sintetica della performance dell’indice sottostante con uno swap e gestisce un patrimonio di 390 milioni di euro. 

I primi della categoria

L’Etf è attivo da più di 5 anni con domicilio fiscale in Lussemburgo. Ha reso da inizio anno quasi il 9% e a un anno il 17,45%. iShares entra in questa classifica con tre fondi, il Global Infrastructure, che mira a replicare l'andamento di un indice composto da società internazionali del settore delle infrastrutture sia nelle nazioni sviluppate che emergenti (+4,39% il rendimento da inizio anno e 16% quello a un anno); l’Em Infrastructure etf (negativo da inizio anno e positivo per il 4,46% a un anno) che replica l’S&P Emerging Markets Infrastructure, composto da titoli azionari infrastrutturali che vanno dai settori dei trasporti, all’energetico, ai servizi: business basati nei mercati emergenti o che generano i loro profitto da operazioni con i mercati emergenti. Infine, l'iShares Developed markets property yield etf, che replica l'indice Ftse Epra/Nareit developed dividend, con focus su reit e società immobiliari dei paesi sviluppati.

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