Asset allocation: l'inizio della fine è ancora lontano

Teresa Scarale
Teresa Scarale
9.5.2018
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Il mondo dell'asset allocation può tornare ai fondamentali. “L'inizio della fine” del ciclo economico attuale non è poi così vicino.

Benjamin Melman di Rothschild Asset Management fa il punto sull'attuale fase del ciclo economico.

L'asset manager spiega le scelte sottostanti alla composizione odierna del loro portafoglio

Il mondo dell'asset allocation può tornare ai fondamentali. “L'inizio della fine” del ciclo economico attuale non è poi così vicino. Questo almeno è quello che pensa Benjamin Melman, capo dell'asset allocation e del debito sovrano in Edmond de Rothschild Asset Management. Il gestore infatti, nelle sue ultime indicazioni strategiche di asset managment sottolinea che ci sarebbe evidenza in merito alla continuazione del ciclo economico attuale. I recenti trend parrebbero più mini cicli all'interno del ciclo attuale, che cicli in sé.

Melman aggiunge poi che il rischio di un'escalation del protezionismo sino americano è ancora lontana. Anzi. Sarebbe proprio questo il tempo per l'avvio di colloqui negoziali fra Usa, Cina, e Unione Europea. Oltre che fra Canada e Messico per la Nafta (North America Free Trade Agreement). Ciò apre delle opportunità agli investimenti. In questo contesto di non totale sicurezza circa gli accordi che verranno raggiunti, c'è ancora spazio per della speculazione su un eventuale accordo.

Le obbligazioni del Tesoro Usa sono sotto pressione, con i rendimenti al 3% e l'inflazione al 2%. L'effetto sul mercato europeo è però tiepido. La crescita del Vecchio Continente sta rallentando e persino la Bce crede sia una situazione temporanea. Nonostante questo, la banca del Vecchio Continente non vuole correre rischi e sta ammorbidendo la sua politica monetaria. La correlazione è invece maggiore per quanto riguarda le economie emergenti.

I tassi Usa a lungo dovrebbero continuare a salire. I treasury offrono adesso rendimenti soddisfacenti, limitando così i rischi di perdita di capitale nel tempo. Questi ultimi stanno offrendo un potenziale di diversificazione interessante, nel caso le condizioni di mercato dovessero peggiorare. Per questo motivo, il peso del comparto obbligazionario nel fondo è rimasto neutrale, dopo un periodo di sottopeso. D'altro canto, la quota di obbligazioni europee è ancora limitata, a causa dei loro scarsi rendimenti. I fondamentali societari restano solidi, e Benjamin preferisce restare neutrale nel mercato del credito.

Tuttavia si ritiene che il debito finanziario subordinato offrirà ancora rendimenti importanti.

Infine, il dollaro Usa ha avuto un andamento erratico fino a oggi, e il suo scambio non è connesso ai fondamentali tradizionali. L'inflazione Usa sta tornando a livelli normali. L'Europa sta rallentando. Anche questo confermerebbe il ritorno ai fondamentali. Per concludere, Melman afferma che il fondo Rothschild resta cautamente esposto nei confronti del dollaro.
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione

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