Servono nuove idee per battere i mercati

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
12.5.2022
Tempo di lettura: 5'
Inflazione e tassi in aumento chiamano gli investitori ad adottare un approccio più sofisticato, sia nella componente azionaria che nel reddito fisso. “Servono soluzioni innovative – dice Giovanni De Mare, country head of Italy di AllianceBernstein - ma senza snaturare le logiche di costruzione del portafoglio”

Catturare alfa in un ambiente inflazionistico, con tassi in rialzo e politiche monetarie restrittive è la sfida dei prossimi mesi e anni. Bisogna allargare lo sguardo il più possibile. Per esempio verso i titoli high yield di qualità

Per Giovanni De Mare, gli investimenti tematici dovrebbero avere un peso marginale nei portafogli.

L’inflazione che s’arrampica e le banche centrali in manovra. La crisi energetica c’è chi evoca gli anni ’70 e la guerra in Ucraina. La pandemia che torna a mordere qua e là, oggi a Shanghai, domani chissà.

È uno scenario complicato. Chi esce dai mercati si condanna a capitalizzare le perdite subite in questo primo scorcio del 2022. Chi rimane, non sa dove trovare protezione. E cerca nuovi punti di riferimento.


“La prima cosa da fare è restare coerenti al piano stabilito con il proprio consulente finanziario. Se è stato disegnato su un certo orizzonte temporale, in funzione di determinati obiettivi e questi non sono cambiati, non bisogna mettere in discussione l’impianto. Il rischio, altrimenti, è di compromettere il risultato finale dell’investimento”, ricorda Giovanni De Mare, country head per l’Italia di AllianceBernstein, tra i primi 50 asset manager al mondo, con masse pari a 779 miliardi di dollari a livello globale (dati a fine dicembre 2021). “E poi bisogna guardare ai mercati con un approccio nuovo, più sofisticato”, dice De Mare. “Se le Borse soffrono, non significa che tutto l’equity sia un sentiero minato”.

Le strategia azionaria

 

Come proteggere la componente azionaria del portafoglio?

Ci sono due strade: la prima è affidarsi a gestori attivi che possano rivedere l’asset allocation tattica, ruotando il portafoglio in termine di stile, ad esempio dal growth al value, per renderlo più adatto a uno scenario in evoluzione: oggi i settori energia, healthcare e utility sono da privilegiare, perché performano meglio in un contesto di tassi in rialzo.


La tecnologia invece tende a essere penalizzata...

Alcune aree del tech hanno sicuramente sofferto. Ma oggi non si può prescindere dall’innovazione. Se è vero che alcuni temi, come i big data, il cloud computing e l’intelligenza artificiale sono particolarmente interessanti in un’ottica di lungo periodo, tatticamente è opportuno guardare anche alla tecnologia applicata, ad esempio, alla cura della salute e ai beni di consumo. Oltre alla rotazione di portafoglio, poi, c’è un’altra strada.


Quale?

Optare per soluzioni più sofisticate, che permettano di rimanere nell’azionario, ma riducendo l’esposizione al mercato. Abbinando posizioni rialziste e di copertura, attraverso l’uso di derivati sull’indice S&P500, ad esempio, si può ridurre il beta (cioè il rischio di ribasso e la volatilità ndr) di oltre la metà. La nostra soluzione azionaria flessibile di punta è stata in grado di catturare il 50% della crescita dei listini in fase di rialzo, riducendo i ribassi storicamente di circa due terzi. Questa combinazione di partecipazione ai mercati al rialzo e di protezione nelle fasi di discesa ha consentito di avere solo tre anni di ritorni negativi in 21 anni di storia.

La strategia obbligazionaria

 

Gli investitori italiani sono da sempre grandi cacciatori di cedole. Dove possono trovare gratificazione oggi? Catturare alfa in un ambiente inflazionistico, con tassi in rialzo e politiche monetarie restrittive è la sfida dei prossimi mesi e anni. Bisogna allargare lo sguardo il più possibile. I titoli high yield (ad alto rendimento ndr), per esempio, potrebbero rivelarsi una scelta molto interessante tra qualche tempo: i fondamentali sono migliori rispetto al recente passato. I default hanno già fato un po’ di pulizia. Molte aziende stanno uscendo dall’onda lunga del covid con bilanci più solidi e un cuscinetto di yield robusto, che può attutire gli effetti del rallentamento dell’economia. Ci aspettiamo che i tassi di fallimento rimangano molto bassi, nei prossimi 12 mesi.


Meglio privilegiare l’America o l’Europa?

Nel Vecchio continente, l’high yield è più esposto alle dinamiche del commercio internazionale e della de-globalizzazione. Quello americano è favorito, in questa fase, anche perché lì il settore energetico è meglio rappresentato ed ha una domanda interna di beni di consumo e discrezionali più robusta.


Qual è l’approccio corretto per investire in questo segmento, che ha comunque un profilo di rischio elevato? 

Oggi per generare reddito ottenendo un profilo bilanciato tra rischio e rendimento, occorre adottare un approccio barbell, che, nell’ambito di una strategia multisettoriale, poggi su elementi contrapposti. Da una parte, grande attenzione alla qualità, per stabilizzare il portafoglio. Dall’altra, ricerca di valore nella componente high yield, attraverso una selezione accurata delle singole emissioni, che rende possibile ottenere un portafoglio in grado di offrire rendimenti vicini al 6%.

Le strategie sui mercati emergenti


I tassi in rialzo sono una cattiva notizia per gli emergenti.

Si può comunque trovare valore, anche in questo scenario, ma è meglio privilegiare gestori multi-asset che possano valutare le diverse opzioni disponibili in ogni singoli mercati, tra debito e capitale di rischio.

Ci sono Paesi che possono essere attraenti nella componente bond, ma non sul piano azionario e viceversa. Nell'ambito della nostra allocazione azionaria, le nostre maggiori esposizioni rimangono nei paesi dell'Asia settentrionale come la Corea del Sud e Taiwan – investendo in società come Taiwan Semiconductor e Samsung – che hanno entrambe beneficiato di un forte rimbalzo della domanda mondiale dei consumatori. Al di fuori dell'Asia settentrionale, le opportunità azionarie in India e Brasile sembrano essere interessanti, poiché i prezzi delle materie prime più forti forniscono un vantaggio per i settori dei metalli e del petrolio e del gas all'interno di questi paesi. In termini di posizionamento del reddito fisso, la nostra esposizione si attesta intorno al 25% del portafoglio. Continuiamo a favorire le opportunità in America Latina e Medio Oriente e rimaniamo orientati verso parti del mercato a più alto rendimento come l'Argentina. All'interno del debito dei mercati emergenti, manteniamo la nostra preferenza per il debito sovrano e societario in valuta forte poiché riteniamo che le valutazioni di molti nomi in questo spazio offrano il potenziale per rendimenti aggiustati per il rischio estremamente interessanti.


La strategia sugli investimenti sostenibili


La sostenibilità è un tema pervasivo. Ma non è facile capire quali operatori sono autenticamente impegnati in un percorso di integrazione sistematico dei fattori ambientali e sociali nei processi decisionali. Qual è il vostro approccio? 

Tra i player americani, siamo stati pionieri. Spesso adottando un approccio controcorrente nell’ambito delle società US. La storia di questi anni dimostra che avevamo ragione noi. Da novembre 2011, siamo firmatari dei Principi per l'investimento responsabile (Pri) e oggi il 100% dei nostri fondi azionari, obbligazionari e multi-asset disponibili in Europa è classificato art.8 o art.9 ai fini della Sfdr (la direttiva che nel marzo 2021 ha introdotto criteri di trasparenza nel perimetro dei fondi d’investimento sostenibile ndr). Inoltre, abbiamo una partnership strategica con The Earth Institute della Columbia University: il prestigioso Istituto della terra affianca i nostri gestori con percorsi formativi dedicati alla valutazione dei rischi climatici che possono influenzare le decisioni sulle aziende da inserire in portafoglio. La punta di diamante della nostra gamma in Europa è costituita dai comparti sostenibili tematici, che includono soluzioni azionarie globali, regionali e strategie obbligazionarie, allineate agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. In questo ambito privilegiamo cioè le aziende che con il loro operato contribuiscono positivamente al raggiungimento dei 17 Sustainable development goal (Sdg). Lo facciamo anche investendo nei sustainability linked bond, come quelli emessi da Enel, per citare un esempio: si tratta di titoli obbligazionari con un esplicito obiettivo di sostenibilità, per esempio un certo taglio di emissioni di CO2 entro un determinato periodo di tempo. Se l’emittente non rispetta gli impegni, scatta una penale in termini di interessi da corrispondere ai detentori del bond.


La sensazione è che molti consulenti, così come gli investitori finali, non abbiano ancora interiorizzato a pieno le tematiche sulla sostenibilità applicata agli investimenti. 

Il nostro impegno di informazione e formazione continua: al Salone del Risparmio, ad esempio, portiamo La rivoluzione del 2030: le sfide del cambiamento, una conferenza alla quale parteciperà, insieme a me, Andrea Moccia, geologo e divulgatore scientifico, fondatore di Geopop. L’obiettivo è parlare di sostenibilità in modo semplice e diretto, portando sul tavolo una serie di argomenti che i consulenti finanziari potranno poi fare propri nelle conversazioni con i loro clienti.


I mercati privati


Qual è il vostro posizionamento sui mercati privati, che sono un altro trend emergente nell’industria?
Il 18 marzo AllianceBernstein ha annunciato l’acquisizione di Carval Investors, un gestore di investimenti alternativi con 14,3 miliardi di dollari in gestione a livello globale e un focus su credito opportunistico e distressed, infrastrutture, energia rinnovabile e trasporti. Questa operazione, che è soggetta alle consuete condizioni normative e di finalizzazione, espande a quasi 50 miliardi di dollari di patrimonio in gestione la nostra forza sui mercati privati.


Le nuove frontiere dell’innovazione sono nei tematici?

Non c’è dubbio che certi prodotti offrano uno storytelling potente. Ma gli investimenti tematici dovrebbero avere un peso marginale, altrimenti rischiano di snaturare le logiche di costruzione del portafoglio. Noi cerchiamo di fare innovazione in modo diverso, ad esempio reinterpretando alcune classiche soluzioni di asset allocation alla luce delle nuove esigenze degli investitori.


Un esempio?

Si può investire in bond high yield attraverso strategie a basso impatto ambientale, come quella income che abbiamo lanciato di recente. Questo è un modo innovativo di guardare ai mercati obbligazionari ad alto rendimento, con un approccio più sofisticato.

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, è laureato in Relazioni Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con l’Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti