Prospettive di ripartenza per l'economia italiana: positive le stime del Fmi

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Nicola Dimitri
13.10.2021
Tempo di lettura: 3'
La ripresa globale continua a crescere anche se lo slancio per il 2022 sarà leggermente più debole rispetto al 2021

Le varianti del virus frenano un pieno ritorno alla normalità in quanto aumentano i rischi per la salute e conseguentemente le probabilità di nuove chiusure

Il balzo in avanti dell'economia italiana potrebbe accompagnarsi ad un aumento dell’inflazione e della disoccupazione

Nonostante la pandemia abbia provocato profonde linee di frattura all'interno del tessuto socioeconomico globale, in particolare nei territori in cui l'emergenza più severamente si è manifestata (e a ondate continua a farlo), la ripresa economica sembra ormai essersi avviata.
Il sempre più diffuso accesso ai vaccini, il sostegno tempestivo alle imprese e alle famiglie da parte delle istituzioni, hanno permesso al sistema economico di resistere alle impreviste contrazioni che l'hanno segnato.
In questi termini, pertanto, secondo il Fondo monetario internazionale, segnatamente nell'analisi rilasciata all'interno del report World Economic Outlook di ottobre 2021, l'economia globale crescerà del 5,9% nel 2021 e del 4,9% nel 2022.

La ripresa, però, non sarà uguale ovunque. Mentre il 60 percento della popolazione nelle economie avanzate è completamente vaccinato, circa il 96 percento della popolazione nei paesi a basso reddito rimane scoperto da ogni protezione.

Questo fattore, unitamente al fatto che nelle economie più fragili sono stati ritirati i sostegni alle imprese e alle famiglie, rischia – nel prossimo futuro – di approfondire il divario che separa i Paesi in via di sviluppo dalle economie tradizionalmente floride.

Altrimenti detto, ad avviso del Fmi le prospettive di crescita dei Paesi in via di sviluppo sono ulteriormente peggiorate.

Con riferimento alle Italia, benché gli stimoli introdotti dal legislatore per sostenere l'economia hanno appesantito i conti pubblici l'Fmi rilascia stime complessivamente positive. In particolare il Fondo monetario internazionale prevede  una crescita al 2021 pari al +5,8% al 2021, e nel 2022 stimata al 4,2%

 
Il balzo dell'economia italiana, però, si accompagnerà ad un aumento dell'inflazione e della disoccupazione. I prezzi potrebbero aumentare fino all'1,8 % nel 2022 mentre la percentuale di disoccupati, una volta che verranno interrotte le misure di tutela introdotte dal governo per sostenere i lavoratori e le imprese, potrebbe sfiorare l'11,6% nel 2022.

Per quanto concerne la disoccupazione, pertanto, si può affermare che l'Italia si posiziona male rispetto alla media europea, ove il tasso di disoccupazione si stima all'8%, ma si posiziona bene rispetto alla Spagna e alla Grecia ove il livello di inoccupati potrebbe raggiungere il 15%.

Diversa sorte invece sembra toccare altre grandi economie. Tranne la Francia – che similmente all'Italia, dovrebbe registrare un miglioramento delle stime di crescita del Pil -, le altre grandi potenze, come Usa e Germania, soffriranno più a lungo degli effetti che il Covid-19 ha riversato sull'economia.

Guardando fuori dall'Ue, gli Usa potrebbero registrare un aumento del debito al 133,3%, mentre, tra le potenze europee, la Germania nel 2021 potrebbe registrare un -6,8% di disavanzo con un debito al 72,5%.

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