Il Qt rischia di rendere i Treasury un "porto meno sicuro"

Alberto Battaglia
12.9.2022
Tempo di lettura: 3'
Dal 15 settembre la Fed lascerà scadere fino a 60 miliardi di dollari in Treasury Usa senza reinvestirli: per BofA potrebbe creare problemi grossi

Secondo Ralph Axel di Bank of America, secondo il quale “il calo della liquidità e della resilienza del mercato dei Treasury rappresenta probabilmente una delle maggiori minacce alla stabilità finanziaria globale, potenzialmente peggiore della bolla immobiliare del 2004-2007”

A spingere verso l'alto i rendimenti del titolo “rifugio” per eccellenza non sono solo i rialzi dei tassi d'interesse, ma anche un'altra importante decisione della Federal Reserve: quella di ridurre il suo bilancio da da quasi 9mila miliardi di dollari, in gran parte costituito da Buoni del Tesoro Usa. Questa decisione, secondo alcuni analisti, potrebbe presto sfuggire di mano e creare le condizioni di un nuovo, forte aumento dei rendimenti dei Treasury – il che implicherebbe una perdita di valore del titolo per gli attuali sottoscrittori.


Atteso da mesi e recentemente messo in pratica dalla Fed, il cosiddetto Quantitative tightening (Qt) è l'esatto opposto del Quantitative easing (Qe). Attraverso il Qt si riduce la moneta circolante tramite il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza fra quelli che la Fed aveva acquistato e messo a bilancio. Quando questo avviene, il denaro viene restituito dal debitore (banche, famiglie, imprese) al creditore (la Fed) e in seguito non viene più rimesso in circolo. La Fed, dunque, smette di essere un compratore di titoli di Stato americani, lasciando che siano gli investitori privati a colmare gradualmente questo "vuoto". Se, però, il mercato comprerà meno Treasury del previsto i rendimenti saliranno e, affermano alcuni analisti, questo potrebbe diventare un problema.

I dati sul Quantitative tightening

Dai massimi dello scorso aprile, a quota 8.965 miliardi di dollari, gli asset totali della banca centrale americana si sono già ridotti a 8.822 miliardi (dato aggiornato al 6 settembre). Il Qt della Fed è iniziato già a giugno, anche se il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza era stato limitato a 30 miliardi. A partire dal 15 settembre, però, il ritmo raddoppierà fino a 60 miliardi di Treasuries e 35 miliardi dollari in obbligazioni mortgage-backed in scadenza, che saranno lasciate “maturare” senza il reinvestimento delle somme ricevute in nuovi titoli.


Nel suo complesso il mercato dei Treasury vale 25mila miliardi di dollari. La speranza della Fed è che il mancato reinvestimento dei titoli in scadenza, unito alla riduzione della necessità di finanziamento del governo federale non eserciti una pressione eccessiva sui rendimenti dei Buoni del Tesoro Usa. Non è di questo avviso Ralph Axel di Bank of America, secondo il quale “il calo della liquidità e della resilienza del mercato dei Treasury rappresenta probabilmente una delle maggiori minacce alla stabilità finanziaria globale, potenzialmente peggiore della bolla immobiliare del 2004-2007”.


Secondo Axel, “l'interruzione del funzionamento del mercato del Tesoro potrebbe essere peggiore” in quanto, “è il mercato finanziario più importante al mondo: i tassi dei Treasury sono un punto di riferimento fondamentale per la valutazione di quasi tutte le altre attività finanziarie”. Di conseguenza, eventuali problemi di liquidità nel mercato dei Buoni del Tesoro Usa, non solo rendebbero questo "porto" decisamente meno "sicuro" di un tempo, ma avrebbero effetti di più ampia portata economica.


Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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