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Servono portafogli agili, in equilibrio tra inflazione e crescita | WeWealth

Servono portafogli agili, in equilibrio tra inflazione e crescita

Pieremilio Gadda
Pieremilio Gadda
20.2.2023
Tempo di lettura: 5'
Nel 2023 avranno la meglio gli investitori capaci di reagire velocemente ai cambiamenti sul fronte macroeconomico. Le Strategie vincenti, secondo Alessandro Aspesi, country head di Pgim Investments

Sia lā€™inflazione che i tassi rimarranno un poā€™ piuĢ€ alti e piuĢ€ a lungo, rispetto allo scenario vissuto nellā€™ultimo ventennio.

Vale la pena prendere in considerare una maggiore esposizione ad asset reali: lā€™immobiliare, attraverso i Reit, le infrastrutture, i titoli agganciati allā€™inflazione.

SaraĢ€ un anno a geometria variabile sui mercati. Senza una chiara direzione da seguire. Anzi, con improvvisi cambi di rotta, dettati dallā€™evoluzione del quadro macroeconomico, che chiameraĢ€ veloci rotazioni di portafoglio: dal reddito fisso alla componente azionaria. Ma anche allā€™interno delle singole classi di attivo, con scatti in avanti nella propensione al rischio, seguiti da manovre di ripiego, in aree piuĢ€ difensive. E viceversa.


La buona notizia eĢ€ che lā€™uscita dalla crisi del 2022, che ha travolto simultaneamente Borse e bond, con perdite a doppia cifra, non pare essere in discussione: gran parte degli analisti prevede performance positive a fine anno. Ma gli investitori devono prepararsi a un percorso piuttosto accidentato, mentre marciano verso quel traguardo. Senza dimenticare incursioni negli asset alternativi. In cerca di quella de-correlazione che eĢ€ venuta clamorosamente a mancare lo scorso anno. I gestori riusciranno a interpretare correttamente i tempi e le strategie, in un contesto cosiĢ€ intricato?


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ā€œNon si puoĢ€ essere bravi a fare tutto: si va verso una specializzazione delle competenze che permetta di leggere in profonditaĢ€ le dinamiche di ogni mercato, con indipendenza di pensieroā€, dice Alessandro Aspesi, country head di Pgim Investments, societaĢ€ di gestione del risparmio con masse pari a 1.200 miliardi di dollari a livello globale, riconducibili a quattro boutique affiliate: Pgim fixed income (reddito fisso), Pgim real estate (immobiliare), Jennison Associates (gestore azionario fondamentale) e Pgim Quantitative Solutions (soluzioni azionarie e multi-asset basate su strategie quantitative). 


Oggi lā€™attenzione di molti investitori eĢ€ concentrata sui mercati obbligazionari, che dopo anni di vacche magre sono tornati a offrire rendimenti interessanti, a valle della risalita dei tassi volta a irregimentare lā€™inflazione. Non eĢ€ certo, peroĢ€, quale saraĢ€ lā€™impatto sulla crescita. ā€œLa Federal Reserve eĢ€ stata chiara: pur di riportare la dinamica dei prezzi sotto controllo, eĢ€ disposta ad accettare il rischio di un rallentamento. Se vuole mantenere la propria credibilitaĢ€, non staccheraĢ€ presto la spina della stretta monetaria. Soprattutto in presenza di una crescita piuĢ€ solida del previsto. La politica restrittiva potrebbe durare piuĢ€ a lungo di quanto molti pensinoā€.

 

Tassi piĆ¹ alti, come investire

 

Che impatto avrebbe sui mercati obbligazionari?

Nel mondo delle obbligazioni high yield, eĢ€ possibile un allargamento degli spread. Nel primo trimestre, chi vuole mantenere un approccio cauto, dovrebbe privilegiare la

componente investment grade, di buona qualitaĢ€, e solo in un secondo momento considerare segmenti piuĢ€ a rischio. Gli investitori con un obiettivo di ritorno a lungo termine possono giaĢ€ posizionarsi anche sui bond ad alto rendimento e sul debito dei mercati emergenti, dove possono trovare ritorni a scadenza molto interessanti, sopra il 7 o lā€™8%. Nel breve, peroĢ€, dovranno tollerare un poā€™ di volatilitaĢ€.


EĢ€ un ragionamento che vale a livello globale, indistintamente?

No, ci sono differenze significative tra le diverse regioni: lā€™high yield eĢ€ piuĢ€ interessante negli Usa rispetto al mercato europeo, che eĢ€ piuĢ€ vulnerabile ai rischi di una fase recessiva e di un possibile peggioramento della crisi energetica. Dā€™altro canto, le valutazioni delle obbligazioni investment grade sono piuĢ€ attraenti nel Vecchio continente, in particolare sulla parte medio-lunga della curva.

 

La strategie per investire in Borsa


EĢ€ presto per ritornare sui mercati azionari?

In ogni momento ci sono potenziali opportunitaĢ€ da cogliere. Mediamente, peroĢ€, adesso, i gestori sono piuĢ€ cauti sullā€™equity, proprio percheĢ la volontaĢ€ ferrea delle banche centrali di raffreddare lā€™economia avraĢ€ un impatto sulla traiettoria degli utili. Le aspettative per il 2023 sono di una crescita dei profitti inferiori al trend (8%). Statisticamente, questo contesto dovrebbe favorire i titoli in grado di offrire una crescita duratura: il mondo growth e le aziende che hanno pricing power, mantengono, cioeĢ€, una buona capacitaĢ€ di determinazione dei prezzi. Questo avverraĢ€ probabilmente nella seconda metaĢ€ dellā€™anno, quando, dopo la pausa nella risalita dei tassi, si torneraĢ€ a parlare di unā€™inversione di tendenza, verso manovre piuĢ€ espansive.


Nel 2022, i titoli growth sono stati duramente penalizzati dalla risalita dei tassi. EĢ€ giaĢ€ cambiato il vento?

EĢ€ vero, si eĢ€ registrata una netta compressione delle valutazioni. Ma unā€™analisi piuĢ€ accurata rivela che questo dato eĢ€ largamente attribuibile a un calo del prezzo e non a un deterioramento degli utili. Lā€™aumento dei tassi di interesse ha accresciuto il tasso di sconto utilizzato per determinare il valore attuale di utili futuri, ma la crescita sottostante dei profitti rimane relativamente stabile. In un contesto in cui la crescita aggregata eĢ€ suscettibile di essere rivista al ribasso, le poche aziende che possono registrare un aumento duraturo dei ricavi e dei profitti tendono ad acquistare maggiore attrattivitaĢ€ per gli investitori. Lā€™ideale sarebbe affiancare ai growth compounder aziende che tendono a crescere in modo stabile, con una dinamica degli utili solida e forte pricing power un insieme di ā€œemerging growerā€, aziende innovatrici che stanno emergendo e vedono crescere gli utili piuĢ€ rapidamente, nellā€™ordine del 20% su base annua. Sono quelle che sono state colpite piuĢ€ duramente nel 2022. Questo tema trova un punto di convergenza anche sui trend secolari: le imprese in forte crescita, che propongono prodotti e servizi differenzianti, in grado di creare un valore concreto per la societaĢ€, dovrebbero continuare a registrare ottime performance nel lungo termine.

 

I megatrend su cui investire, guardando al futuro

 

Quali sono i megatrend favoriti?

Pensiamo ai veicoli elettrici: il settore dei trasporti saraĢ€ il prossimo a essere caratterizzato da una rivoluzione totale, in particolare per quanto riguarda lā€™automobile. Finalmente si registrano significative curve di adozione in Europa e, contemporaneamente, il comparto eĢ€ sostenuto da robusti incentivi fiscali negli Stati Uniti. Le opportunitaĢ€ non si limitano ai veicoli elettrici, ma comprendono le batterie, le relative catene di approvvigionamento e le infrastrutture per la produzione di energia elettrica.


Un altro tema di ampio respiro per chi puoĢ€ permettersi di guardare lontano?

Ne cito due: il fintech e il lusso. Da un lato, ci sono le piattaforme che integrano lā€™innovazione tecnologica nei servizi finanziari: offrono soluzioni molto interessanti, specialmente nei mercati emergenti, dove le aziende e i privati continuano a chiedere un accesso piuĢ€ conveniente a servizi bancari, come i micro finanziamenti e le carte di pagamento. Dallā€™altro lato, ci sono i grandi brand della moda, che continuano a registrare ottime performance, nonostante le incertezze dei mercati e il rallentamento economico. La domanda, in questo settore, eĢ€ anelastica, risulta meno vulnerabile allā€™impatto dellā€™inflazione sui consumi. E ora puoĢ€ trovare una rinnovata spinta sul fronte cinese, dopo quasi tre anni di durissimo lockdown.


La riapertura della Cina, peroĢ€, ritarderaĢ€ il raffreddamento dei prezzi.

Sia lā€™inflazione che i tassi rimarranno un poā€™ piuĢ€ alti e piuĢ€ a lungo, rispetto allo scenario vissuto nellā€™ultimo ventennio. Vale la pena prendere in considerare una maggiore esposizione ad asset reali: lā€™immobiliare, attraverso i Reit (real estate investment trust, societaĢ€ immobiliari quotate ndr), le infrastrutture, i titoli agganciati allā€™inflazione.


I repentini cambi di scenario compromettono la capacitaĢ€ predittiva degli analisti. Cosa significa per gli investitori?

In ambito multi-asset, per esempio, bisogna abbracciare un approccio piuĢ€ dinamico ed essere piuĢ€ reattivi. E poi conviene allargare il perimetro della diversificazione, inserendo nei portafogli classi di attivo alternative, in grado di leggere il mercato con lenti diverse da quelle tradizionali. Penso a strategie global macro. Anche qui, peroĢ€, servono competenze, percheĢ i global macro non sono tutti uguali.


Quali sono le strategie piuĢ€ interessanti, oggi?

Da una parte, ci sono i fondi che lavorano sullā€™analisi fondamentale. Dallā€™altra, i global macro sistematici, basati su strategie quantitative. Si puoĢ€ distinguere, inoltre, tra i ā€œtrend followingā€ ā€“ identificano un tema, partendo da alcuni dati, e si posizionano in modo deciso ā€“ e i ā€œnon trend followingā€, che sono, per loro natura, piuĢ€ stabili. Questi ultimi potrebbero leggere meglio i mercati nel 2023. Competenze specialistiche e velocitaĢ€ di reazione, saranno le carte vincenti.

Direttore del magazine We wealth direttore editoriale della redazione di We Wealth. Nato a Brescia, giornalista professionista, ĆØ laureato in Relazioni Internazionali presso lā€™UniversitĆ  Cattolica di Milano. Nel passato ha coordinato la redazione di Forbes Italia e Collabora anche con lā€™Economia del Corriere della Sera e Milano Finanza.

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