Carmignac: un consiglio (pratico) alle donne che investono

Rita Annunziata
28.9.2022
Tempo di lettura: 3'
Esiste un divario di genere nella gestione del denaro? O è solo una questione di stereotipi? Ne parliamo con Maxime Carmignac, managing director presso Carmignac Uk branch

Le donne tendono a essere più focalizzate sul lungo periodo, vantano una maggiore propensione alla finanza sostenibile e una minore propensione al rischio

Carmignac: “La mancanza di fiducia spinge le donne a investire più avanti nel tempo, quando accumuleranno le risorse necessarie. Ma bisognerebbe agire nel senso opposto”

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La variabile di genere interviene anche nella gestione del denaro: le donne tendono a essere più focalizzate sul lungo periodo, vantano una maggiore propensione alla finanza sostenibile e una minore propensione al rischio. Ma soprattutto, diversamente dagli uomini, riflettono principalmente sul perché di un investimento piuttosto che sul come investire. Ne parliamo con Maxime Carmignac, managing director presso Carmignac Uk branch, che anticipa a We Wealth i temi del suo intervento in occasione del nuovo forum digitale dal titolo Il Fattore S e le nuove leve dell’universo Esg in programma il prossimo 30 settembre. 


“Oggi si parla molto del divario di genere nel mondo del lavoro, ma non si parla abbastanza di come questa variabile interviene nella gestione del denaro e, in particolare, di come emancipare le donne da un punto di vista finanziario”, osserva Carmignac. “Esiste innanzitutto una differenza in termini di aspirazioni, tra la componente maschile e quella femminile della popolazione. In generale, le donne tendono a essere più focalizzate sul lungo periodo e si interessano maggiormente alle tematiche sostenibili. Ma, soprattutto, si chiedono perché investire: per poter comprare una casa in campagna al momento del pensionamento o per pagare le tasse scolastiche dei propri nipoti, per esempio. Gli uomini, invece, si concentrano sul come”.


Per Carmignac, tuttavia, la vera domanda sta nel momento giusto in cui investire. E la risposta, dichiara, è molto semplice: il più presto possibile. “C’è una mancanza di fiducia che spinge le donne a pensare di investire più avanti nel tempo, quando accumuleranno le risorse necessarie. Ma bisognerebbe agire nel verso opposto: investire subito per capitalizzare l’investimento”.



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Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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