Redditi da pensione Francia-Italia: quale tassazione?

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Nicola Dimitri
8.7.2022
Tempo di lettura: 3'
Nel caso di pensionati residenti in Francia, è necessario fare riferimento all'articolo 18, della convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e la Francia

Ai fini Irpef per i non residenti le pensioni e gli assegni si considerano prodotti nel territorio dello Stato se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti

Le pensioni pagate in relazione a un impiego privato sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del percettore, ferme alcune eccezioni

L’Agenzia delle entrate ha recentemente pubblicato un documento, Principio di diritto n. 2/2022, con il quale ha reso chiarimenti in merito ai profili di tassazione dei redditi di pensione erogati a soggetti residenti in Francia.

Più in particolare, l’Agenzia, a partire dal dato normativo di cui all’art. 49, comma 2, lettera a), del Testo unico delle imposte sui redditi, a mente del quale costituiscono redditi di lavoro dipendente e sono, quindi, imponibili ai fini Irpef “le pensioni di ogni genere e gli assegni ad esse equiparate”, ha affermato che ai fini dell'applicazione dell'Irpef nei confronti dei soggetti non residenti le pensioni e gli assegni ad esse assimilabili si considerano prodotti nel territorio dello Stato se corrisposti dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti.

Pertanto, le pensioni sono attratte a tassazione in Italia per il solo fatto di essere erogate dallo Stato, da soggetti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso di soggetti non residenti.

Tuttavia, come osserva l’Agenzia, la normativa interna deve essere coordinata con i Trattati internazionali.

In questi termini, nel caso di pensionati residenti in Francia occorre fare riferimento all'articolo 18, della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e la Francia.

Ciò comporta che, in forza della Convenzione suddetta, le pensioni pagate in relazione ad un impiego privato sono imponibili soltanto nello Stato di residenza del percettore, fatta eccezione per le pensioni e le altre somme pagate in applicazione della legislazione sulla sicurezza sociale di uno Stato, le quali sono imponibili in detto Stato.

E invero, continua l’Agenzia, con riferimento all'applicazione della normativa convenzionale in questione, si fa presente che, in forza di un accordo tra Francia e Italia, le pensioni erogate a residenti francesi dallo Stato o da alti soggetti residenti o, ancora, da stabili organizzazioni sul territorio di non residenti, sono imponibili in Italia ai fini Irpef solo se rientrano in un determinato elenco delle prestazioni pensionistiche comprese nei regimi di sicurezza sociale previsti dalle legislazioni nazionali francese e italiana.

In conclusione, nel caso di pensionati residenti in Francia, è necessario fare riferimento all'articolo 18, della convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l'Italia e la Francia. 

Inoltre, poiché dopo la ratifica della convenzione, tra Francia e Italia è intervenuto un Accordo amichevole, con il quale i due Stati hanno definito l'interpretazione da dare all'espressione “sicurezza sociale” (concordando un elenco di prestazioni pensionistiche da considerarsi ricomprese nei regimi di sicurezza sociale previsti dalle rispettive legislazioni nazionali), qualora le pensioni erogate rientrino nella suddetta elencazione, le stesse saranno imponibili in Italia ai fini Irpef.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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