Fondo patrimoniale: quando è esclusa l'esecuzione forzata?

foto digitale - Nicola Dimitri
Nicola Dimitri
23.8.2021
Tempo di lettura: 3'
Solo se vi è inerenza tra l'obbligazione contratta e il bisogno della famiglia sarà giustificata l'esecuzione forzata sui beni facenti parte il fondo patrimoniale

Non ogni fonte di reddito percepito dal coniuge deve considerarsi destinata al mantenimento della famiglia

Il soggetto che gode di una pluralità di fonti di reddito può decidere di disporne liberamente, destinandone parte al fondo patrimoniale e parte per finalità di lucro personali e per il soddisfacimento di spese voluttuarie

Con l'ordinanza n. 15741/2021 la Corte di Cassazione, intervenendo in tema di fondo patrimoniale, si sofferma sul concetto di bisogno familiare e, conseguentemente, fa chiarezza sul fatto che i beni ricompresi all'interno del fondo patrimoniale non sono di per sé suscettibili di esecuzione forzata nel momento in cui il debito contratto dal coniuge non è inerente al soddisfacimento delle esigenze familiari.
Nel caso oggetto di decisione, la Suprema Corte ha affermato che non tutte le attività poste in essere da uno dei coniugi sono da considerarsi direttamente volte ad aumentare la ricchezza familiare e, quindi, tese a consolidare il fondo patrimoniale: possono, in effetti, esserci delle attività o delle prestazioni riconducibili sì al coniuge ma dallo stesso poste in essere per mere esigenze voluttuarie o speculative; non inerenti il più ampio dovere di mantenimento della famiglia.
Ebbene, ritiene la Corte di Cassazione, nel momento in cui si dimostra che l'obbligazione conclusa dal coniuge non è correlata o inerente al dovere dello stesso di contribuire al mantenimento della famiglia, i beni ricompresi nel fondo patrimoniale non potranno essere suscettibili di esecuzione forzata.

Come prevede l'art. 170 cc. il creditore non può soddisfare le sue pretese sui beni vincolati nel fondo patrimoniale se è a conoscenza che i debiti del coniuge/creditore sono stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia; altrimenti detto, solo nella misura in cui il debito è sorto per soddisfare i bisogni della famiglia, il creditore potrà rifarsi sul fondo patrimoniale.
In questi termini, la Corte di Cassazione mette in evidenzia che i bisogni familiari sono tali quando vi è una diretta correlazione tra il fatto generatore dell'obbligazione e i bisogni della famiglia per cui la stessa obbligazione è stata conclusa: è in relazione a questo aspetto che è possibile desumere se una determinata obbligazione (anche tributaria) o un debito sia, o meno, da considerarsi inerente alla realizzazione delle aspettative e dei bisogni della famiglia; ed è sempre in relazione a questo aspetto che è possibile ammettere l'esecuzione forzata sul fondo patrimoniale.

Nel concetto di bisogno della famiglia non può perciò essere fatto rientrare ogni vincolo – potenzialmente – idoneo ad arricchire il nucleo familiare: il creditore, altrimenti, potrebbe indistintamente e in ogni caso soddisfare le sue pretese sul fondo patrimoniale e, quindi, sui beni all'interno dello stesso vincolati.

Sulla base di queste premesse, che richiedono – per giustificare l'esecuzione forzata sul fondo patrimoniale - un'inerenza diretta tra obbligazione contratta e bisogni familiari, dall'ordinanza della Corte è possibile sviluppare alcune considerazioni: non ogni attività posta in essere dal coniuge è per forza di cose idonea ad arricchire la famiglia e quindi inerente i bisogni familiari; il coniuge che ha provveduto a costituire un fondo patrimoniale rimane comunque libero di godere e disporre dei redditi che ha prodotto, dunque di destinarli a finalità diverse rispetto ai bisogni familiari; il creditore può agire sul fondo patrimoniale se vi è un'inerenza tra l'obbligazione per la quale agisce e i bisogni familiari che hanno indotto il coniuge a concluderla.

Tanto considerato, il coniuge/contribuente che dispone di una pluralità di fonti di reddito (nel caso di specie, partecipazioni societarie) ha la possibilità di dimostrare – anche servendosi di presunzioni semplici – che l'obbligazione è stata conclusa per il mantenimento del fondo patrimoniale o, al contrario, per scopi di lucro personali o per spese voluttuarie.

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti