Per gli eredi pretermessi sussiste responsabilità fiscale?

Nicola Dimitri
1.4.2022
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Ai fini dell'acquisto della qualità di erede è necessaria l'accettazione del chiamato mediante una dichiarazione di volontà oppure un comportamento obiettivo di acquiescenza

Per assumere la qualità di erede non è sufficiente la mera chiamata all'eredità, né la denuncia di successione trattandosi, quest'ultimo, di un atto di natura meramente fiscale

In mancanza di prova dell'avvenuta accettazione dell'eredità i pretermessi non possono considerarsi soggetti passivi d'imposta

La cartella di pagamento, vale a dire il provvedimento attraverso il quale il fisco riscuote le imposte, non può essere notificata agli eredi pretermessi, in quanto essi non rispondono dei debiti tributari del de cuius.
Questo è il principio ricavabile, tra le altre cose, dalla recente pronuncia emessa dalla Corte di Cassazione n. 9186 del 22 marzo 2022, avente ad oggetto il ricorso promosso da alcuni eredi avverso il padre deceduto (che aveva lasciato ogni bene alla convivente), sostenendo che l'essere stati da questo pretermessi li esonerava da qualunque responsabilità fiscale.
È bene specificare che è pretermesso l'erede che viene reso estraneo all'eredità in quanto escluso dalla successione per volere del testatore.

La Cassazione ha perciò ritenuto che l'erede pretermesso, quale soggetto estraneo alle vicende testamentarie, non può essere destinatario di alcuna pretesa fiscale rivolta al testatore, né può essere considerato, conseguentemente, legittimato passivamente a rispondere per il debito tributario del de cuius.

Ai fini dell'acquisto della qualità di erede non è di per sé sufficiente, neanche nella successione legittima, la delazione dell'eredità che segue l'apertura della successione, essendo necessaria l'accettazione del chiamato mediante una dichiarazione di volontà oppure un comportamento obiettivo di acquiescenza.

E, in ogni caso, osservano i giudici di legittimità, in mancanza di prova dell'avvenuta accettazione dell'eredità i contribuenti pretermessi non possono considerarsi presuntivamente soggetti passivi d'imposta.

Più nel dettaglio, la pronuncia, richiamando un consolidato orientamento giurisprudenziale, mette in evidenza che ai fini della assunzione della qualità di erede non è sufficiente la mera chiamata all'eredità, né la denuncia di successione. Trattandosi (la denuncia) di un atto di natura meramente fiscale.
La qualità di erede, invece, consegue solo all'accettazione dell'eredità, espressa o tacita, la cui ricorrenza rappresenta un elemento costitutivo del diritto azionato nei confronti del soggetto evocato in giudizio quale successore del de cuius. Avente rilevanza anche dal punto di vista fiscale, rispetto ai debiti tributari pendenti e alle somme dovute al fisco e non corrisposte dal soggetto defunto.

Motivo per cui irregolare doveva essere ritenuta la notifica della cartella di pagamento Ici corrisposta agli eredi pretermessi e riconducibile al de cuius.

Infatti, l'art. 754 c.c. dispone che solo gli eredi sono tenuti verso i creditori al pagamento dei debiti e pesi ereditari personalmente in proporzione alla propria quota.
Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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