In sella ai megatrend: l'ascesa degli etf tematici

Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri
29.4.2021
Tempo di lettura: 5'
Negli Usa è un vero e proprio boom: il patrimonio dei replicanti tematici ha raggiunto i 100 miliardi di dollari. In Europa le masse gestite sono più che raddoppiate in un anno, passando da 8,2 a 22,7 miliardi di euro. La corsa è trainata da nuove energie, ma anche smartworking ed e-commerce

Dalle energie alternative alla blockchain, gli etf tematici permettono agli investitori retail di catturare le opportunità generate dai trend di lungo periodo

Nel corso del 2020 gli etf tematici domiciliati in Europa hanno registrato una raccolta netta di 9,5 miliardi di euro (dati Morningstar)

Prima di investire in passivi tematici bisogna tenere in considerazione diversi aspetti, dal rischio di questi strumenti al tema della “purezza d’investimento”

Nel mare magnum degli exchange traded funds (etf), c'è una categoria in rapida ascesa, che sta riscuotendo un enorme successo tra gli investitori. Si tratta degli etf tematici, strumenti passivi che permettono a chi investe di esporsi a una grande varietà di trend e industrie, allargando notevolmente l'universo investibile. “Gli etf tematici hanno il grande merito di permettere a investitori anche retail di ampliare il proprio spettro di possibilità, garantendo una maggiore personalizzazione soprattutto sulla parte azionaria”, spiega a We Wealth Roberto Rossignoli, portfolio manager di Moneyfarm, evidenziando come lo sviluppo degli etf tematici abbia incentivato anche la nascita di case di produzione di etf indipendenti, “che possono aumentare la concorrenza e favorire l'offerta disponibile all'investitore retail”. “Come in ogni innovazione finanziaria, gli Stati Uniti mostrano una maggiore maturità su questo tema, e non stupisce vedere che le case che più stanno cavalcando l'onda degli etf tematici si sviluppano più da quel lato dell'atlantico” aggiunge Rossignoli citando alcuni esempi di “campioni dell'innovazione” oltreoceano come ARK, Globalxetfs, Amplify, Alps, che “stanno guadagnando terreno nei confronti degli operatori tradizionali”.
Lo scorso anno questo segmento è stato protagonista di un vero e proprio boom. Per dare alcuni numeri, una ricerca di GlobalX, ha rilevato che negli Stati Uniti, il patrimonio gestito dagli etf tematici a fine 2020 ha superato i 100 miliardi di dollari, con ritmi di crescita impressionanti. Volgendo lo sguardo al Vecchio Continente, stando ai dati di Morningstar, nel corso del 2020 gli etf tematici domiciliati in Europa hanno registrato una raccolta netta di 9,5 miliardi di euro. Sulla scia del rally azionario che ha caratterizzato la seconda parte dell'anno, gli Aum (asset under management) sono più che raddoppiati passando da 8,2 a 22,7 miliardi di euro. Una crescita straordinaria se si pensa che a inizio 2017 il patrimonio gestito da questa tipologia di fondi indicizzati era di circa due miliardi di euro. La corsa del comparto è stata supportata dalle performance di alcuni etf tematici, come il Global clean energy di iShares che ha guadagnato il 121% nel 2020. “Il Covid-19 ha di fatto accelerato molti trend che erano già in atto, tra cui il lavoro da remoto e gli acquisti online, ma anche una rinnovata consapevolezza riguardo al cambiamento climatico e la necessità di una maggiore resilienza energetica per costruire la società futura” commenta Valerio Baselli, senior editor Emea di Morningstar.

Tra i megatrend che hanno riscosso maggior successo in Europa, al primo posto c'è la transizione energetica. I dati Morningstar mostrano infatti come un terzo della raccolta netta degli etf tematici nel corso del 2020 (pari a 3,1 miliardi di euro) sia confluita in prodotti dedicati a questa tematica. “La volatilità dirompente sperimentata nei mercati petroliferi ha portato molti a cercare alternative e a rivalutare il rischio associato e il rendimento delle fonti energetiche pulite. Anche il risultato delle elezioni statunitensi e altri sviluppi politici a favore dell'ambiente a livello globale sono stati di supporto” sottolinea Baselli. Al secondo posto tra i trend più popolari c'è la connettività (in cui rientrano temi legati alla cybersecurity e il cloud computing). I replicanti focalizzati su questo tema hanno raccolto ben 2,5 miliardi nel corso dell'anno. Ma il 2020 ha visto anche lo sbarco in Europa di alcuni etf “curiosi”. Tra questi, ricorda Baselli, il Rize medical cannabis & life Sci etf e il Medical cannabis and wellness Ucits etf, entrambi esposti al settore della produzione e vendita di canapa per uso medico o il Credit Suisse Rockefeller ocean engagement fund e il Bnp Paribas Easy - Ecpi global Esg blue economy etf, due prodotti focalizzati sulle tematiche della “salute dell'oceano”. Su Borsa italiana si contano circa 80 etf tematici. “I temi coperti sono i più disparati, da quelli più tradizionali come energie alternative, robotica, cyber security a quelli più esotici come internet in cina, blockchain and battery value chain” spiega Rossignoli, evidenziando come il volume di questi fondi inizi a essere rilevante, “con il 50% degli etf con una dimensione superiore a 150 milioni, un livello più che sufficiente per garantire un'ottima liquidità agli investitori”. A livello di masse, i temi che dal punto di vista commerciale hanno riscosso più successo sono energia pulita, robotica e automazione, cybersecurity, digitalizzazione, e aziende legate alla fornitura e al trattamento dell'acqua a livello globale, osserva Rossignoli.

Tuttavia, avverte il portfolio manager di Moneyfarm, ci sono alcuni caveat che chi decide di investire in questi strumenti deve tenere in considerazione. In primis, essendo prodotti 100% azionari, non bisogna ignorarne il rischio. “L'offerta tematica obbligazionaria è ancora praticamente nulla, quindi bisogna cercare di usare gli etf tematici come integrali a un piano finanziario più completo”. Inoltre, poichè questi strumenti “spesso sono più concentrati e più volatili dell'indice globale” è consigliabile cautela. Infine “molti dei prodotti che vediamo ora avranno una vita abbastanza corta, quindi suggeriamo di prestare attenzione anche a questo aspetto” conclude Rossignoli, prendendo come esempio il proliferare degli smart beta in un primo momento e il consolidamento successivo. Da ultimo, è importante riflettere sul tema della “purezza d'investimento”, ovvero, quanto si va a investire effettivamente in aziende che abbracciano le diverse tematiche. “È un punto importante” precisa Baselli, evidenziando come in questo senso, tali strumenti siano infatti difficilmente analizzabili per diverse ragioni. “In primis - spiega Baselli - questi fondi replicano una vasta gamma di indici che, anche quelli appartenenti allo stesso tema, variano in termini di selezione e peso dei componenti. Sebbene le differenze nella metodologia possano sembrare poco significative, in realtà possono giocare un ruolo importante nelle performance nel lungo periodo. Inoltre, la metodologia dei benchmark replicati è fondamentale e può variare parecchio, anche tra fondi simili”. Per il senior editor di Morningstar, investendo in un determinato trend, si fanno in sostanza tre scommesse: che il tema scelto crescerà come previsto, che le società detenute nel fondo siano posizionate per trarre profitto dalla crescita di tale tema, e che la crescita degli utili si tradurrà in rendimenti azionari. “Non è scontato che queste tre condizioni vengano rispettate, soprattutto sul lungo periodo”.

(Articolo tratto dal magazine We Wealth di aprile 2021)

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