L'irresistibile fascino degli alternative asset

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Thorsten Heymann, global head of strategy di Allianz GI, spiega perché questo investimento è destinato a crescere in un contesto di bassi tassi di interesse e di ricerca di rendimenti
I grandi investitori istituzionali istituzionali scoprono le virtù degli “alternative”. Allianz Global Investors con oltre 700 professionisti degli investimenti in 25 uffici in tutto il mondo è tra i principali investment manager con approccio attivo, come enfatizzato dal brand "Active is"
utilizzato dalla società. E, negli ultimi anni, ha visto crescere a 62 miliardi l'ammontare di investimenti alternativi nel proprio portafoglio globale (in tutto 524 miliardi). We Wealth ha intervistato Thorsten Heymann, global head of strategy Allianz Global Investors.

L'intervista


Allianz GI detiene un ampio portafoglio di alternative asset (62 miliardi di euro) costruito in pochi anni. Quali motivi vi hanno spinto ad accrescere questo genere di investimenti?


I clienti cercano in misura crescente rendimenti alternativi, non correlati. Noi crediamo che questo sia un trend di lungo termine e destinato a continuare. Come parte del nostro posizionamento denominato “Active is” aiutiamo i nostri clienti ad accedere a queste strategie per raggiungere i loro obiettivi di investimento complessivi.

Negli investimenti alternativi essere un manager attivo potrebbe fare la differenza; in relazione al DNA “Active is” dell'active management di Allianz GI potrebbe spiegare il reale significato di questo approccio?


“Active” è la parola più importante del nostro vocabolario. Non descrive solo come gestiamo i portafogli in Allianz Global Investors. Definisce il nostro intero approccio al business, dall'entusiasmo e spirito imprenditoriale dei nostri collaboratori, alla nostra valutazione autocritica dei risultati. “Active” è il modo in cui creiamo e condividiamo valore insieme ai nostri clienti. Crediamo nel trovare le migliori soluzioni ad alto valore aggiunto, al di là del puro guadagno economico. Adottiamo un approccio di investimento nel lungo termine avvalendoci di innovative competenze di investimento e risorse globali. Il nostro obiettivo è assicurare un'esperienza migliore ai nostri clienti, in qualsiasi paese e qualunque siano le loro necessità di investimento.

Dove vanno le vostre preferenze: real estate, private equity, private debt, infrastrutture? Che quota dei vostri investimenti è collocata in Italia? Quali le aree geografiche preferite?


In generale e grazie al nostro modello globale, possiamo offrire le nostre capacità di investimento a tutti i nostri clienti, indipendentemente da ogni confine geografico. Oltre alla nostra crescente offerta di investimenti alternativi liquidi, le infrastrutture illiquide sono state sicuramente un'area chiave negli ultimi anni in cui siamo cresciuti praticamente da zero a 27 miliardi di euro (tra Infrastructure Debt e Equity/ Renewables, incluso l'apporto di Allianz Capital Partners). Attualmente le nostre attività sono focalizzate sull'Europa e le Americhe, con alcune attività nei mercati emergenti. Questo include anche l'investimento in infrastrutture in Italia.

Ritenete che la percentuale di alternative asset nei vostri portafogli sia destinata a crescere ulteriormente?


Certamente. Gli asset alternativi costituiscono un'area di crescita strategica per la nostra società e ci aspettiamo di aumentare gli asset in quest'area, sia basandoci sulle nostre attuali capacità ma anche attraverso ulteriore espansione delle nostre strategie (come ad esempio con il recente lancio dell'emerging markets private debt).

Le ricerche sugli alternative asset (anche quelle incluse nel vostro sito web) associano simili investimenti all'intenzione di diversificare il portafoglio, sfruttare l'illiquidity premium, ottenere una performance significativa con un basso grado di volatilità.


Nell'attuale situazione di turbolenza e volatilità dei mercati, gli investimenti alternativi e private non hanno anche il vantaggio di attutire i picchi di volatilità che si manifestano, invece, nei mercati “pubblici”?


In qualche misura potrebbero essere considerati investimenti anticlicici, nel senso che risentono meno delle oscillazioni dei prezzi soprattutto quando queste sono guidate da input geopolitici (brexit, Italy government, eccetera)?


Quando guardiamo agli investimenti alternativi particolarmente illiquidi, gli investitori sostanzialmente confondono i rischi di mercato, come le fluttuazioni dei prezzi, con i rischi di lungo termine, come quelli politici e normativi. Tuttavia, è possibile per gli investitori mitigare questi rischi assicurandosi che comprendano il rischio di un paese e il rischio politico di un progetto e imponendo forti covenants all'interno dei contratti a esso associati. Rientra nella due diligence che un investment team deve fare.
In un portafoglio a reddito fisso investire nell'infrastructure debt può aumentare i rendimenti e diversificare i rischi. Mentre investire nell'infrastructure equity offre agli investitori una buona esposizione patrimoniale e una bassa correlazione ai mercati, in risposta ai bisogni di molti investitori.

Tra gli investitori istituzionali la penetrazione degli investimenti alternativi è significativa, ma potrebbe crescere ulteriormente se ci fossero strumenti ancora più capaci di misurare e gestire il rischio. Quali sono i principali ostacoli a questo sviluppo e come potrebbero essere superati?


Innanzitutto è corretto che molti investimenti alternativi siano riservati ai soli investitori istituzionali. In AllianzGI crediamo che l'investimento alternativo sia un asset class che continuerà a crescere in futuro, a fronte del perdurare di un contesto segnato da bassi tassi di interesse e dalla ricerca di rendimenti da parte dei clienti. Molti investimenti alternativi sono stati strutturati per mantenere basso il beta, in modo tale da agire meno in linea con il mercato e fornire diversificazione. Chiaramente, poiché il finanziamento delle infrastrutture da parte dei Governi rimane limitato dalla necessità di intervenire in altri settori come la sanità o altre voci di bilancio, gli investitori hanno bisogno e voglia di colmare il gap di investimenti necessario per mantenere le economie competitive ed anche di muoversi verso investimenti più eco-friendly e sostenibili.

Strumenti come condizioni normative e legali chiare e coerenti insieme a processi di pianificazione ben strutturati potrebbero accrescere e accelerare la volontà di molti di investire nei mercati sviluppati o sempre più in quelli emergenti. Per i manager delle infrastrutture è importante avere un'ampia gamma di opportunità di investimento così che i rischi della selezione dei progetti e della concentrazione di portafoglio rimangano diversificati.

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