Cina: pronta a sbloccare 600 miliardi di dollari con l’Ai

Rita Annunziata
10.6.2022
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Un’analisi di McKinsey svela in che modo Pechino potrà sbloccare fino a 600 miliardi di dollari all’anno con l’intelligenza artificiale. E i settori più promettenti

L’adozione dell’intelligenza artificiale appare particolarmente elevata nel settore finanziario, in quello retail e nell’high tech, che insieme rappresentano oltre un terzo del mercato cinese dell’intelligenza artificiale

In quattro settori l’Ai potrebbe sbloccare fino a 600 miliardi di dollari di valore economico all’anno. Una cifra considerevole se si considera che il prodotto interno lordo di Shanghai ha sfiorato i 680 miliardi di dollari nel 2021

Nell’ultimo decennio la Cina ha dato un contributo significativo allo sviluppo dell’intelligenza artificiale (Ai) a livello globale. Al punto che, secondo gli ultimi dati della Stanford University, si colloca oggi tra i primi tre paesi al mondo per vivacità in tal senso. Sul fronte della ricerca e sviluppo, per esempio, la Terra del Dragone ha prodotto circa un terzo sia degli articoli su riviste dedicate all’Ai sia delle citazioni in tutto il mondo. Inoltre, ha raccolto quasi un quinto degli investimenti privati globali nell’Ai solo lo scorso anno, attirando 17 miliardi di dollari. Una nuova analisi di McKinsey spiega in che modo Pechino potrà sbloccare in questo modo fino a 600 miliardi di dollari all’anno. E quali sono i settori più promettenti.


L’adozione dell’intelligenza artificiale appare particolarmente elevata oggi nel settore finanziario, in quello retail e nell’high tech, che insieme rappresentano oltre un terzo del mercato dell’Ai del Paese. Ma nel prossimo decennio, secondo la società internazionale di consulenza manageriale, ci sono enormi opportunità per la crescita dell’Ai in quattro nuovi settori: automotive, trasporti e logistica; manifatturiero; software aziendali; sanità e scienza della vita. Comparti in cui l’Ai potrebbe sbloccare fino a 600 miliardi di dollari di valore economico all’anno. Una cifra considerevole se si considera che il prodotto interno lordo di Shanghai (la città più popolosa della Cina con quasi 28 milioni di abitanti) ha sfiorato i 680 miliardi di dollari nel 2021.

Il settore dell’automotive, dei trasporti e della logistica dovrebbe contribuire per circa il 64% all’opportunità da 600 miliardi di dollari di cui parla McKinsey. Per il manifatturiero si parla del 19%, per i software aziendali del 13% e per l’healthcare e le scienze della vita del 4%. Il mercato automobilistico cinese, in particolare, risulta essere il più grande al mondo. Basti pensare che il numero di veicoli in uso supera anche quello degli Stati Uniti. Un mercato che, secondo McKinsey, offre un fertile panorama di opportunità allo sviluppo dell’Ai. Infatti, i ricercatori rilevano come contribuirà per più di 380 miliardi di dollari allo sviluppo economico del Paese.


Segue il manifatturiero, con la Cina che sta trasformando la propria reputazione da centro di produzione a basso costo di giocattoli e vestiti a leader nella produzione di processori, chip e altre componenti di fascia alta. Stando all’analisi, l’Ai potrebbe facilitare questo passaggio e generare valore economico per 115 miliardi di dollari. La maggior parte (100 miliardi di dollari) proverrà probabilmente da innovazioni nella progettazione dei processi attraverso l’uso delle varie applicazioni di intelligenza artificiale, come la robotica per le catene di montaggio. Le soluzioni di intelligenza artificiale fornite invece dal settore dei software aziendali potrebbero sbloccare altri 80 miliardi di dollari in termini di valore economico. Mentre per sanità e scienze della vita si parla di 25 miliardi di dollari in tre aree specifiche: una più rapida scoperta di farmaci, l’ottimizzazione degli studi clinici e il supporto alle decisioni cliniche.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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