I servizi alle pmi di October (e la nuova era del fintech)

Laura Magna
Laura Magna
1.12.2020
Tempo di lettura: 3'
Intervista a Sergio Zocchi, ad per l'Italia della piattaforma paneuropea di business lending, sul futuro di un settore che è destinato a cambiare per sempre la finanza tradizionale, migliorandola

Il fintech ha erogato circa due miliardi di euro all'economia reale italiana e pian piano può chiudere il gap di credito alle imprese, lasciato a terra dalle banche nel decennio del credit crunch

La collaborazione tra banche e piattaforme è sempre più uno standard. Il che equivale a una consacrazione delle startup innovative nell'arena della finanza tradizionale

L'esempio di October, capace di concedere una moratoria di tre mesi nell'immediatezza del lockdown (prima delle misure governative). E di erogare prestiti valutando la solvibilità del richiedente in pochi minuti, con uno strumento che ora mette a disposizione delle banche

È un'onda che cresce quella del fintech e che potrà, a tendere, colmare il gap lasciato a terra dalle banche in termini di credit crunch. Sergio Zocchi, ad per l'Italia di October, piattaforma paneuropea di business lending descrive a We Wealth l'accelerazione di sistema compiuta nel 2020 e le iniziative a favore delle pmi del gruppo di cui è alla guida.
“October non ha mai cessato di prestare alle imprese anche nei periodi più duri della pandemia”, dice Zocchi. “Il primo intervento lo abbiamo rivolto a tutti i nostri 800 clienti, muovendoci in anticipo persino sulle decisioni dei governi nei mercati in cui operiamo, ovvero Francia, Spagna, Olanda e Germania oltre all'Italia. Abbiamo attivato in 24 ore una moratoria di tre mesi su tutti i prestiti con il placet dei 20mila prestatori privati e di tutti istituzionali che hanno votato a favore dell'iniziativa. Senza che fossero neppure arrivate richieste da parte delle imprese”, racconta Zocchi.

Un'iniziativa di sistema, a supporto del sistema. Il secondo passo è stato quello di sviluppare prodotti ad hoc per far fronte all'emergenza economica. “In primavera e proprio partendo dall'Italia, dove la legge consente l'accesso agli strumenti di garanzia alla pari con le banche, abbiamo lanciato instant lending, poi esteso a Francia e Olanda”. La soluzione, grazie all'analisi predittiva del rischio di credito, ha permesso una valutazione completamente automatica delle richieste di finanziamento di importo tra 30 e 250 mila euro e coperte dalla garanzia statale, generando nel corso dell'estate un aumento delle richieste quasi del 500% anno su anno. “E la cosa era del tutto prevedibile: per la ripresa economica, è fondamentale che gli imprenditori siano messi nelle condizioni di finanziarsi velocemente focalizzando tempo ed energie sul core business”.
Ma non basta. October ha continuato a lavorare per garantire un abbondante liquidità e ha stretto a settembre un accordo con Intesa Sanpaolo che ha messo 200 milioni di euro a disposizione delle imprese attraverso la piattaforma. La collaborazione si è concretizzata nella strutturazione di un'operazione di cartolarizzazione dei prestiti erogati alle imprese da October, che ha visto Intesa nel duplice ruolo di arranger e senior investor.
“L'obiettivo è diventare partner delle imprese italiane e vogliamo assurgere a questo ruolo attraverso la sinergia che può sprigionarsi dalla collaborazione tra gli operatori bancari a cui forniamo la tecnologia necessaria per accelerare e semplificare l'accesso al credito. In logica di collaborazione, convogliamo risorse finanziarie provenienti da diversi canali in maniera efficace sulle pmi. Le risorse a disposizione ci sono sempre state ma spesso la lentezza negli impieghi ha impedito che transitassero all'economia reale. Noi gestiamo le risorse proprie o di terzi e le impieghiamo in maniera immediata ed efficace”.
Il Covid ha dato una forte spinta alla collaborazione tra banche e fintech su cui in Italia eravamo in ritardo. “Alle banche è stato richiesto un cambio di passo a cui non erano pronte – spiega Zocchi – i sistemi informativi sono stati messi alla prova in maniera decisiva e questo ha fatto sì che progetti di rinnovamento e innovazione siano stati decisamente accelerati. Nel frattempo i clienti si sono abituati a questa esperienza d'uso e ora la esigono. Insomma non si torna più indietro”. Non si torna indietro ma anzi si procede a passi da gigante: la stessa October ha appena annunciato un ulteriore progetto che rende la collaborazione con la finanza tradizionale uno standard. “Parliamo del programma October Connect, con cui mettiamo a disposizione delle banche l'infrastruttura tecnologica che usiamo da cinque anni per erogare credito alle imprese. A vantaggio delle banche sì, ma anche del sistema delle imprese”.
A oggi più di due miliardi di euro di risorse sono transitate attraverso operatori fintech nel 2020, con una crescita del 100% anno su anno. I numeri sono ancora piccoli in relazione al fabbisogno complessivo di credito delle imprese italiana, ma una crescita fortissima, destinata a proseguire. “Mentre le banche storicamente hanno ridotto l'esposizione sottoforma di credito in termini di decine di miliardi nel corso dell'ultimo decennio, il fintech compensa, per ora solo in parte. Ma credo che il gap possa rapidamente colmarsi anche attraverso il contributo di modalità agili alle stesse banche che renderà l'erogazione meno rischiosa oltre che più precisa”.

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