Ultra ricchi poco generosi: beneficenza al 23% del totale

Teresa Scarale
Teresa Scarale
11.2.2022
Tempo di lettura: '
I più “tirchi” sono gli uhnwi dell'Asia, a dispetto delle loro fortune in ascesa. Ma anche gli altri non brillano per generosità rispetto alla globalità delle donazioni. I più generosi sono in generale coloro che si sono fatti da sé
Nel 2020, quindi in piena pandemia, gli abitanti del pianeta Terra hanno dato in beneficenza complessivi 750 miliardi di dollari. Gli ultra ricchi, 175 miliardi, per un ammontare medio personale di 590.000 dollari. Ovvero il 23% del totale. I non ultra ricchi hanno invece donato circa 313 miliardi, mentre le istituzioni e le fonazioni pubbliche 264 miliardi. I dati sono dell'ultimo report Uhnw Philantropy 2022 di Wealth-X.
I cosiddetti ultra high net worth individuals, ovvero quegli individui con un patrimonio personale netto di almeno 30 milioni di dollari, sono meno di 300.000 e rappresentano l'1,1% della popolazione globale dei milionari. Restringendo il totale ai soli individui (escludendo dunque il settore pubblico e le fondazioni), la quota di donazioni degli uhnwi sale al 36%.

La tendenza alle attività filantropiche è però in aumento da dieci anni a questa parte; sia per l'aumento del numero dei ricchi, che della ricchezza. Le donazioni degli uhnwi sono cresciute a un ritmo del 4,1%, mentre quelle dei non ultra ricchi sono aumentate del 2,9%. Quelle delle istituzioni pubbliche invece hanno accelerato dell'1,5%. Dalla crisi del 2008 è aumentata la disuguaglianza sociale, la povertà dei più poveri, l'attività degli enti benefici. Sono emersi allo stesso tempo nuovi veicoli di investimento cosiddetti a impatto per veicolare in maniera efficiente i fondi elargiti a fini filantropici.

Suddividendo geograficamente le donazioni per il 2020, si evince che i più generosi sono stati i nordamericani: se Paperon de' Paperoni non era un esempio di generosità, i suoi “colleghi” connazionali si sono prodigati infatti donando 85 miliardi di dollari. Con gli ultra ricchi del Canada la beneficenza arriva a 91 miliardi (51,6% del totale). Numeri che riflettono la solida ricchezza di quelle aree geografiche e la loro lunga tradizione delle donazioni. Seconda arriva l'Europa, con quasi il 30% della torta (51,7 miliardi di dollari). La forza dei sistemi di stato sociale nel Vecchio Continente in un certo senso disincentiva le donazioni private, a differenza che negli Usa, dove la mancanza di veri ammortizzatori sociali chiama interventi suppletivi. Gli europei restano comunque più generosi degli uhnwi asiatici, anche se questi ultimi sono più numerosi. Gli ultra ricchi d'Asia contano solo per il 12% delle donazioni totali (21,5 miliardi).

Tratti comuni e differenze

Ma cos'hanno in comune i donatori più abbienti del mondo? Sono uomini (nove su dieci) e hanno più di 60 anni. In nord America mediamente 68 anni, 60 in Asia. Il 40% dei benefattori Usa ha più di 70 anni, percentuale che scende di 10 volte in Cina. In particolare, i ricchi che hanno la propria fondazione privata con cui fanno beneficenza tendono a essere più anziani degli altri. In generale, i più generosi sono coloro che si sono fatti da sé, i self-made man, soprattutto in Usa (75% del totale uhnwi) e Asia (74%). In Euopa la percentuale cala un po' (66%). Il settore di provenienza dei filantropi è soprattutto quello di banche e finanza. Il campo prediletto di destinazione dei fondi è quello dell'istruzione.
Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, garganica, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell'arte e del lusso. In We Wealth dalla sua fondazione
La redazione vi consiglia altri articoli

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti