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Quanto costa assicurare casa dalle calamità naturali | WeWealth

Quanto costa assicurare casa dalle calamità naturali

Alberto Battaglia
3.11.2023
Tempo di lettura: 5'
L'offerta online di copertura contro le catastrofi naturali è molto scarsa. Chi abita in una zona ad alto rischio paga molto di più, sempre che la compagnia accetti di assicurarlo

Abbiamo effettuato 7 preventivi online, ma solo due offrivano a Milano una copertura opzionale sulle calamità naturali

Secondo l'Eiopa, solo il 3% delle case in Italia è assicurata contro tutti i maggiori rischi climatici

Per combattere la selezione avversa che scoraggia una distribuzione omogenea delle polizze e livellare le iniquità del mercato solo lo Stato può intervenire

All'indomani di alluvioni e terremoti, riemerge puntualmente il dibattito sulle scarse coperture assicurative che gli italiani hanno predisposto per proteggersi dai disastri naturali. E' vero, la copertura assicurativa su questi eventi è bassa, ma anche la spinta delle compagnie per vendere polizze contro i rischi catastrofali non è delle più forti - sempre che sia possibile acquistarle dove servirebbe di più, come vedremo tra poco. In un mondo in cui quasi tutto si può acquistare online, le polizze sulla casa che prevedano la copertura dalle calamità naturali sono ancora un'eccezione. We Wealth ha controllato tutti i preventivi disponibili sui due maggiori aggregatori di polizze sulla casa online, per un totale di sette compagnie: Axieme, Genertel, Axa, Prima, Verti, Allianz Direct, Linear Unipol. 


Solo due compagnie prevedono la possibilità di estendere l'assicurazione base anche ai danni provocati da eventi catastrofali. Si tratta di Axieme, che copre il rischio dei soli terremoti, e di Genertel, che offre un'opzione estesa anche ad alluvioni e inondazioni. Le altre cinque compagnie che propongono polizze casa non offrono nemmeno la possibilità di coprirsi da questi eventi estremi, perlomeno sul canale online. E' un contratto che si preferisce negoziare di persona. Osservando come viene calcolato il prezzo delle altre due compagnie, non è difficile capire perché la trasparenza del preventivo web possa portare a galla verità un po' scomode.


In una prima simulazione, abbiamo chiesto un preventivo online per un appartamento al piano terra in una zona semi-centrale di Milano (150 metri quadri, 150mila euro assicurati). L'offerta con le coperture minime previste nell'offerta di Genertel parte da 300 euro all'anno. Se si aggiunge la copertura dai rischi catastrofali il conto sale a 408 euro, con un incremento del 36%. La polizza di Axieme, adeguata a livelli di copertura il più possibile comparabili all'offerta precedente, partirebbe da 431 euro e, se si aggiunge la copertura ai danni provocati dai soli terremoti (con scoperto del 10%) si aggiungerebbero altri 27 euro annui. Un aumento ben più contenuto. 

 

I calcoli cambiano parecchio, però, se si prova a fare un preventivo in una zona più sensibile a eventi estremi. Abbiamo fatto una seconda richiesta per una casa indipendente di pari metratura e valore, ubicata però a Sant'Agata sul Santerno, uno dei comuni più colpiti dalla recente alluvione nel Ravennate. La polizza Genertel parte da un prezzo base già innalzato a 492 euro, che verrebbe più che raddoppiato se si aggiunge la copertura su alluvioni e terremoti. Totale: 1.008 euro. Più eloquente ancora è la trasformazione osservata nel preventivo di Axieme: una volta inserita la provincia di Ravenna, la copertura dai terremoti sparisce del tutto come opzione acquistabile. E' uno di quei casi in cui la compagnia preferisce evitare di incamerare rischi troppo grandi, riducendo così le possibilità di copertura di chi ne avrebbe più bisogno. 

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Le origini di un'offerta incompleta

Le cause di queste apparenti iniquità sono frutto di naturali logiche di mercato, contro le quali solo un intervento normativo potrebbe livellare la situazione. “Se quella contro i rischi catastrofali, in particolare terremoto ed alluvione, fosse una polizza universalmente diffusa (magari anche grazie all’intervento del Legislatore), il prezzo potrebbe essere più “mutualistico” e quindi ancora più accessibile per tutti; oggi, invece, il pricing viene elaborato sulla base dell’effettivo rischio sismico o alluvionale, ha dichiarato a We Wealth Ivan Pivirotto, managing director di Wopta Assicurazioni. “Siccome le polizze di questo tipo tendono a vendere di più nelle zone a maggior rischio”, ha proseguito, “si raggiunge facilmente il cosiddetto “cumulo”, oltre il quale le imprese di assicurazione, nonostante il supporto di riassicuratori internazionali, tendono a bloccare o ridurre l’esposizione di rischio in determinate zone”. Inoltre, le recenti catastrofi alluvionali potrebbero ulteriormente ridurre l’appetito di rischio di compagnie e riassicuratori, con la conseguenza limite di non volere assumere più rischi di tale tipologia o incrementare di molto il costo, rendendolo, quindi, poco accessibile. 


Secondo il “Cruscotto sul gap di protezione assicurativa per le catastrofi naturali” dell'Eiopa, l'autorità di vigilanza europea sulle assicurazioni, l'Italia è il Paese con il peggior rapporto fra l'esposizione al rischio terremoti e abitazioni assicurate in tutta Europa. E solo il 3% delle case italiane risulta coperto dai maggiori rischi catastrofali. Il cruscotto dell'Eiopa indica che in Italia la disponibilità di polizze contro le catastrofi naturali è “media” e che il contratto viene tipicamente stipulato in modo “sartoriale”, soprattutto per assicurare le aziende. Introdurre semplicemente l'obbligo di polizza sulle catastrofi naturali, però, non basterebbe a renderla più economica o interessante per le compagnie, aveva affermato nel marzo 2021 Insurance Europe, l'associazione europea delle compagnie assicurative. 


Assieme ai premi incassati aumenterebbero anche le richieste di rimborso in quanto, con un obbligo di legge, diventerebbero assicurabili anche quelle abitazioni “che non sono tecnicamente e strutturalmente costruite in modo adeguato per resistere ai cambiamenti climatici”, ha scritto l'associazione. Anche la popolazione, però, non è particolarmente interessata a questo tipo di polizze. Un recente studio dell'Eiopa pubblicato lo scorso luglio, ha mostrato come la diffusa aspettativa che Stato sosterrà ex-post le popolazioni colpite dalle emergenze climatiche abbia contribuito a limitare la richiesta di assicurazioni contro le calamità naturali. Ed è così che domanda e offerta di queste polizze, finora, si sono incontrate a fatica preferendo, in molti casi, fare a meno l'una dell'altra. 


Articolo tratto dalla rivista We Wealth di ottobre 2023

Responsabile per l'area macroeonomica e assicurativa. Giornalista professionista, è laureato in Linguaggi dei media e diplomato in Giornalismo all'Università Cattolica

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