Pensioni future troppo basse? Creati il tuo ricco “tesoretto” integrativo

Maria Ferrari
6.2.2023
Tempo di lettura: 3'
“Le pensioni future non saranno sufficienti a mantenere lo stesso stile di vita da lavoratore: è indispensabile crearsi un cassetto personale” spiega il private banker Emanuele Chillè. Ecco come fare

Le pensioni future non saranno sufficienti a mantenere lo stesso stile di vita da lavoratore

Diventa fondamentale crearsi una pensione integrativa che vada a compensare il differenziale di reddito da lavoro

Collocare il Tfr nei fondi pensione ha numerosi benefici

Mentre i francesi contestano la riforma delle pensioni targata Macron che alza l’età pensionabile da 62 a 64 anni, in Italia si continua a discutere di come modificare la legge Fornero per renderla più equa, anche se la sostenibilità del sistema è sempre più a rischio dato che secondo l’Inps nel 2050 per ogni italiano al lavoro ce ne sarà uno in pensione. Ecco perché diventa fondamentale, soprattutto per i più giovani, crearsi una pensione integrativa che vada a compensare i “buchi” di quella erogata dagli enti previdenziali. 


Come compensare i “buchi” delle pensioni obbligatorie

“Ormai non si può più prescindere dalla previdenza integrativa” sottolinea Emanuele Chillè, private banker di Sanpaolo Invest a Bergamo ed esperto di pensioni iscritto all’Associazione Analisti Previdenziali Italiani (Asapi), “perché le pensioni future non saranno sufficienti a mantenere lo stesso stile di vita da lavoratore ed è perciò indispensabile crearsi un cassetto personale che nessuno può toccare”. Una riserva ad personam in contrapposizione al sistema a ripartizione dei regimi previdenziali pubblici per cui i contributi ricevuti in un determinato periodo sono utilizzati interamente per erogare i trattamenti pensionistici dello stesso anno.


I molti vantaggi della pensione integrativa

Già questo è un primo vantaggio, ma ce ne sono tanti altri. A partire dalla tassazione. Quella del Trattamento di fine rapporto (Tfr) nel proprio fondo pensione, infatti, va da un minimo del 9% a un massimo del 15%. Davvero poco se confrontata con l’aliquota che sconta il Tfr lasciato in azienda: dal 23% al 43% in base al reddito degli ultimi 5 anni del dipendente. 

Inoltre, in caso di versamento mensile volontario da parte del lavoratore si recupera subito circa il 35% della somma versata dalle tasse da pagare in dichiarazione dei redditi. 


I benefici di collocare il Tfr nei fondi pensione

Ma collocare il Tfr nei fondi pensione ha anche  altri benefici. Le somme versate, infatti, non rientrano nell’Isee; sono impignorabili e insequestrabili; i rendimenti del fondo di previdenza complementare vengono tassati forfettariamente al 20%. 

Inoltre, non è prevista la tassazione sugli investimenti dello 0,2% e non si paga tassa di successione, mentre il beneficiario può essere anche una persona al di fuori dell’asse ereditario. “Il versamento può essere fatto anche a nome di un minorenne” continua Chillé “mentre il beneficio fiscale va in capo al genitore o al nonno che lo ha effettuato (se fiscalmente a carico). Un bel regalo che l’intestatario si ritroverà quando sarà grande”.

Ma il terzo pilastro previdenziale avrà anche qualche difetto? “Sarò di parte, naturalmente, ma l’unico che vedo è il vincolo della durata” conclude Chillé. 

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