Successione: l'imprenditore con figli piccoli e un fratello disabile

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Guido de Vecchi, ad di Siref Fiduciaria, boutique di servizi fiduciari controllata da Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, illustra attraverso un esempio concreto il nuovo ruolo che queste strutture sono chiamate ad assumere in un mondo che cambia

Non si tratta più solo di necessità di riservatezza sulle proprie attività, chi si rivolge ad una fiduciaria ha bisogni sempre più articolati. “Il valore della riservatezza è divenuto nel tempo sempre più importante soprattutto oggi che, grazie all’evoluzione tecnologica, tutto è controllato e visibile. Oltre a questo i trend di mercato ci stanno spingendo verso i bisogni che attingono alla sfera non finanziaria, ossia il supporto nelle fasi di discontinuità familiare e aziendale come tutela di componenti familiari, tutela di minori, riservatezza nelle vendite e nell’amministrazione degli asset patrimoniali ed erogazione dilazionata nel tempo di patrimoni famigliari ad eredi”, spiega a We Wealth Guido de Vecchi, ad di Siref Fiduciaria, boutique di servizi fiduciari controllata da Fideuram - ISPB, con masse in amministrazione superiori a 12 miliardi di euro e oltre 60mila mandati attivi. Siref segue 30 trust con particolare attenzione alle famiglie imprenditoriali di derivazione internazionale occupandosi delle dinamiche transgenerazionali. 


Fiduciaria e private banking sono strutture antagoniste o complementari?  “Complementari. Siref ottimizza la gamma di servizi rivolti alla clientela hnwi e ultra-hnwi e costituisce una cassaforte del patrimonio familiare del cliente che viene gestito congiuntamente con il private banker. Il vantaggio per il banker è che fidelizza l’intero ramo familiare e gli asset del cliente. Grazie allo share of wallet, abbiamo una visione strategica d’insieme che permette di anticipare i bisogni di lungo periodo dei nostri fiducianti”. 


Quali sono i servizi più richiesti dagli imprenditori? Come una fiduciaria può ottimizzare il passaggio generazionale? Le richieste prevalenti sono la necessità di riservatezza sul patrimonio finanziario o su partecipazioni aziendali, la tutela del rispetto di accordi tra soci o tra controparti nelle operazioni di M&A, fino alla gestione dei piani di passaggio di testimone in ambito familiare. I servizi rivolti alla pianificazione del passaggio generazionale sono diversi: trust tradizionali, trust finanziari semplificati a costi ridotti, supporto nei patti di famiglia, amministrazione di polizze vita sotto copertura fiduciaria per garantirne massima riservatezza di contraente e beneficiario. 


Un esempio concreto di quale può essere una soluzione fiduciaria ad un caso complesso di passaggio generazionale? “Un caso di cui ci siamo occupati è quello di un cliente socio nell’azienda storica di famiglia, sposato con figli giovani e un fratello disabile. A seguito di una malattia con un’incerta prospettiva di vita, questo imprenditore vuole assicurare un futuro sereno ai suoi cari. L’obiettivo è di non adottare soluzioni irreversibili ma occuparsi dei propri investimenti e della gestione dell’azienda senza pregiudicare la possibilità che i figli possano raccogliere il testimone un domani. Per questo ha sottoscritto una polizza vita sotto mandato fiduciario e istituito un trust, beneficiario di tale polizza in caso di morte del disponente. Se avviene quando i figli non sono autonomi, la liquidità originaria con i rendimenti confluiranno nel trust che la impiegherà secondo un’agenda di pagamenti per far fronte all’istruzione dei figli, al mantenimento del tenore di vita e alle spese per le scelte di vita da maggiorenni e anche per garantire le cure del parente fragile e un reddito alla moglie. Quanto all’impresa di famiglia, il cliente dispone per testamento che le quote siano devolute al trust con l’indicazione che dovrà proseguire in continuità con le scelte imprenditoriali del disponente, inclusi il management desiderato e la formazione manageriale dei figli per proseguire l’attività di famiglia. In caso di miglioramento delle prospettive di vita, al cliente basterà cambiare il beneficiario della polizza e rivalutare l’investimento nella polizza o in altri strumenti secondo le sue scelte con la consulenza dell’intermediario finanziario di fiducia e modificare il testamento non indicando più il trust come destinatario dell’azienda”.


(Articolo tratto dal magazine We Wealth di gennaio 2023)

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