Uk: dietrofront sul taglio dell’aliquota per i più ricchi

Nicola Dimitri
3.10.2022
Tempo di lettura: 3'
La proposta del governo Uk di tagliare le tasse per i più ricchi, in un momento in cui occorre incamerare gettito per far fronte all'aumento dei prezzi dell'energia, non è stata apprezzata

La ricchezza totale in Gran Bretagna è cresciuta notevolmente negli ultimi anni, passando da 10,4 miliardi di sterline a 14,6 miliardi di sterline

La proposta di ridurre dal 45% al 40% l'aliquota sui redditi più alti non è stata apprezzata

Il governo Uk fa marcia indietro sulla proposta di tagliare l'aliquota sui redditi più elevati 

Lo stato attuale di profonda crisi, istituzionale, geopolitica, energetica ed economica, ha inciso in modo radicale sulla sensibilità dei cittadini verso le misure di politica interna adottate dagli Stati di cui questi sono parte. 

In momenti come questi, infatti, i cittadini – giornalmente sollecitati da diverse prospettive di pericoli e rischi, tanto relativi alla sicurezza e salute quanto alla possibilità di diminuire la loro capacità economica – sono molto più attenti nel valutare possibili nuove normative idonee ad incidere negativamente sul portafogli. 

Non desta pertanto stupore apprendere che ha fatto molto discutere la proposta – al momento ritirata – del governo Uk di tagliare le tasse per coloro che ricadono nell’ultimo scaglione dei redditi, e dunque detengono una ricchezza maggiore. 

In un momento come quello attuale, infatti, in cui ogni Stato è impegnato nel tentativo di incamerare gettito per far fronte all’aumento dei prezzi di energia e beni di prima necessità, questa proposta si è rivelata fortemente impopolare.

L’inversione a U del governo Uk 

Per evitare polemiche e contenere il possibile malcontento a soli pochi giorni dal suo insediamento, il primo ministro del Regno Unito, Liz Truss, ha deciso di abbandonare la proposta di tagliare le tasse dei redditi più alti, così come precedentemente sostenuta dal ministro delle Finanze Kwasi Kwarteng, il quale aveva avanzato la possibilità di ridurre l’aliquota del 45% prevista per i contribuenti più abbienti.

La proposta di tagliare le tasse per i più ricchi ha dato vita a conseguenze, per certi versi, inaspettate: tanto perché perfino i più abbienti, alla luce del periodo in corso, si sono dimostrati refrattari all'idea di contribuire di meno alle finanze dello Stato, quanto perché la decisione di ridurre l'aliquota del 45% non ha fatto bene ai mercati. La proposta di tagliare le tasse per i ricchi, contenuta nel pacchetto di misure soprannominato "piano per la crescita" ha mandato la sterlina ai minimi storici, costringendo la Banca d'Inghilterra a un intervento drastico per evitare un crollo dei titoli di Stato. 

La riduzione dal 45% al 40% dell'aliquota massima delle imposte pagate sui redditi superiori a 150.000 sterline è stata considerata particolarmente sconveniente dal punto di vista politico, dato che i britannici stanno affrontando una crisi del costo della vita. Nei giorni seguenti alla proposta, la sterlina ha toccato i minimi storici e i titoli di Stato britannici hanno iniziato a cedere a un ritmo preoccupante.

La ricchezza in Uk

Secondo un recente studio pubblicato dalla London School of Economics, la ricchezza totale in Gran Bretagna è cresciuta negli ultimi anni, passando da 10,4 miliardi di sterline a 14,6 miliardi di sterline.

Ad essere aumentata è anche la ricchezza media delle famiglie, che sarebbe passata da 402.100 a 564.300 mila sterline. 

Non stupisce, in questo senso, che ad aver conosciuto un netto miglioramento è anche la ricchezza detenuta dagli Hnwi: dal 2018 in poi, la quota di tutta la ricchezza detenuta dal 10% più ricco delle famiglie inglesi è aumentata passando dal 44% al 47%.

Sempre secondo lo studio in commento (dal titolo Official statistics underestimate wealth inequality in Britain) gli uomini hanno in genere livelli di ricchezza più elevati, detenendo in media quasi il 40% di ricchezza in più rispetto alle donne, inoltre la ricchezza si concentra tra gli individui più anziani. Ciò è dovuto in parte al fatto che le persone prossime alla pensione hanno avuto più tempo per accantonare risparmi e più di altre generazioni hanno beneficiato di politiche governative particolarmente favorevoli dal punto di vista fiscale (istruzione universitaria gratuita, agevolazioni fiscali per il risparmio pensionistico e sulle plusvalenze immobiliari).

Persino nel periodo del Covid la ricchezza di coloro che erano già ricchi è aumentata: come sottolinea lo studio della London School, la crescita del mercato azionario registrato nel periodo pandemico ha avvantaggiato in modo sproporzionato le famiglie più ricche.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

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