L'Ue può uscire dalla crisi? Le politiche fiscali da considerare

Nicola Dimitri
23.6.2021
Tempo di lettura: '
Secondo lo European Fiscal Board (EFB), che ha pubblicato un report con cui rilascia raccomandazioni in materia di politiche fiscali e di bilancio, il 2022 sarà caratterizzato da una forte crescita e da nuove opportunità di business

Come si apprende dal report pubblicato dallo European Fiscal Board, in uno scenario di crisi caratterizzato da profonde quanto generalizzate incertezze, orientare le politiche fiscali e di bilancio degli Stati membri per l’anno a venire, può essere di particolare importanza al fine di ottimizzare le prospettive di recupero

Per investire sulla crescita e sulla ripresa occorrerà prendere in considerazione fattori specifici e legati alla pandemia, che vanno a sommarsi a quelli tradizionali

Oltre ai rischi collegati all’andamento della domanda e dei consumi, sarà infatti necessario non sottovalutare l’andamento delle vaccinazioni e le conseguenze sull'economia generate dalla possibile insorgenza di nuove varianti del virus

A parere dello European Fiscal Board, la campagna vaccinale contro il Covid-19, unitamente alla pronta risposta politica garantita dalle Istituzioni aventi sede a Bruxelles e dai leader di governo degli Stati membri, ha permesso di fronteggiare efficacemente la pandemia. Sollecitando la ripresa economica dell'area euro.
Come emerge nel report Assessment of the fiscal stance appropriate for the euro area in 2022, dopo una contrazione economica che ha sfiorato quasi il 7% nel 2020, per il 2022 ci si aspetta un aumento della crescita (in media) al 4,4%.
A partire dalla seconda ondata, infatti, i consumi (anche grazie ai sostegni garantiti a livello domestico) hanno ripreso ad aumentare, gli scambi commerciali globali sono tuttora in crescita e, nel breve periodo, si prevedono ulteriori trend positivi per altri settori economici; in virtù dei piani nazionali di ripresa e resilienza al momento in fase di approvazione dalla Commissione europea.

Allo stesso tempo, sebbene la ripresa può dirsi iniziata pressoché in tutta l'area euro e le misure di lockdown sembrano omogeneamente diradarsi, non è detto che tutti i Paesi recupereranno dalla crisi allo stesso modo. Basti in proposito osservare che la variazione del Pil nel 2020 ha oscillato da una contrazione del 10,8% in Spagna a una crescita del 3,4% in Irlanda.

L'Efb fa notare che l'emergenza, infatti, potrà assumere tempi e forme diverse per ciascuno Stato membro a seconda di numerosi fattori, che riguardano tanto il fatto che ogni Stato risponde a differenti e pregresse criticità economiche quanto il fatto che ogni geografia basa la sua economia su fattori (per certi aspetti) diversi.
Per questa ragione, con l'attenuarsi della crisi sanitaria, sarà necessario attuare iniziative di sostegno mirate, che vadano oltre la mera contingenza.

Altrimenti detto, poiché il recupero degli Stati non sarà uniforme, occorrerà differenziare (caso per caso) le misure di sostegno fiscale, al fine di risolvere criticità economico-fiscali domestiche pregresse e lasciare più margine di manovra agli Stati nell'orientare la spesa, gli investimenti a sostegno della transizione digitale e green e le politiche contro la disoccupazione.
In questi termini, raccomanda l'Efb - il cui compito consiste nel migliorare il coordinamento delle politiche fiscali nazionali dell'Eurozona e contribuire al buon funzionamento dell'Unione economica e monetaria -, è il momento per sollecitare una riforma del quadro della governance economica dell'UE e garantire un maggiore equilibrio tra le politiche fiscali e monetarie; anche in ragione del fatto il Patto di Stabilità e crescita (lo strumento che consente di evitare disavanzi eccessivi nei bilanci degli Stati membri), attualmente disattivato per mezzo della cd. general escape clause, verrà ripristinato a partire dal 2023.

In effetti, benché la sospensione del Patto, da parte della Commissione a marzo 2020, è degna di nota in quanto permette agli Stati membri – in un momento di crisi – di non essere sottoposti agli stringenti controlli sulla politica fiscale e di bilancio, rischia di generare, nel lungo periodo, conseguenze asimmetriche a scapito dei Paesi economicamente più fragili e indebitati.

Senza dubbio, osserva l'Efb, la crisi pandemica ha generato cicatrici profonde in ogni Stato, tanto in ambito economico quanto sociale.

Allo stesso tempo, proprio l'emergenza, può creare nuove opportunità di progresso e di crescita.

Con l'aumento dei tassi di vaccinazione e con l'allentamento delle restrizioni, l'economia europea sarà trainata dai consumi privati, dagli investimenti e dalla crescente domanda di esportazioni. Con riferimento a quest'ultimo dato, la Commissione UE prevede che l'export di beni e servizi europei crescerà di circa il 6,5% nel 2022.

Redattore e coordinatore dell'area Fiscal & Legal di We Wealth. In precedenza ha lavorato nell'ambito del diritto tributario e della fiscalità internazionale presso primari studi legali

Cosa vorresti fare?

X
I Cookies aiutano a migliorare l'esperienza sul sito.
Utilizzando il nostro sito, accetti le condizioni.
Consenti