Startup in Borsa? Alternativa nelle fasi iniziali di crescita aziendale

Andrea Messuti
Andrea Messuti, Maria Flora Cafiero
15.2.2022
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La Borsa può rappresentare un'alternativa per la raccolta del capitale nelle fasi iniziali della crescita aziendale. Ecco le ragioni che possono spingere una startup a quotarsi e le opportunità offerte dagli attuali sistemi di negoziazione
Le startup costituite nella forma di società per azioni possono quotarsi in Borsa. In particolare, Borsa Italiana regolamenta e gestisce Euronext growth Milan, un sistema multilaterale di negoziazione dedicato alle pmi italiane che abbiano un alto potenziale di crescita, che consente l'accesso in Borsa attraverso un percorso semplificato e con minori vincoli rispetto all'iter ordinario di quotazione.

Euronext growth Milan dispone anche di un segmento professionale dedicato alle società che non abbiano ancora avviato, o abbiano avviato da meno di un anno, la fase di commercializzazione dei loro prodotti o servizi. Tale segmento può risultare particolarmente vantaggioso per le startup che siano ancora in una fase inziale o sperimentale del proprio progetto di business, in quanto permette di raccogliere capitali prima di poter dimostrare la propria capacità di generare profitti.

A differenza di quanto previsto per la quotazione su mercati regolamentati, ai fini della quotazione su Euronext growth Milan non sono richiesti requisiti minimi di capitalizzazione per le società che intendano quotarsi, le quali tuttavia saranno tenute al rispetto di specifichi obblighi previsti dal regolamento emittenti di questo segmento. In particolare, l'emittente dovrà garantire una soglia minima di flottante pari al 10% del capitale sociale nonché implementare specifiche misure di corporate governance. Inoltre, ai fini della quotazione si richiede altresì che, in sede di ammissione, gli strumenti finanziari oggetto di offerta siano sottoscritti da almeno 5 investitori istituzionali, salvo in caso di quotazione sul segmento professionale, essendo quest'ultimo riservato esclusivamente a investitori professionali.
Nonostante il segmento Euronext growth Milan rappresenti un'interessante prospettiva per le startup italiane intenzionate a raccogliere capitali sul mercato, a 13 anni dalla sua introduzione è possibile riscontrare che, se paragonato a sistemi di negoziazione istituiti in altri paesi (primo tra tutti il Nasdaq negli Usa), il numero di startup che decidono di richiedere l'ammissione dei propri strumenti finanziari alla negoziazione su tale segmento risulti ancora al di sotto delle potenzialità di mercato.

Nella prassi, infatti, le startup avviano un processo quotazione nel caso in cui siano già state oggetto di diversi round di investimento, in modo da consentire l'exit (anche solo parziale) degli investitori iniziali e la raccolta di ulteriori capitali di rischio. Viceversa, la quotazione può rappresentare anche un metodo alternativo di raccolta di capitale nelle fasi early-stage, diventando uno strumento in concorrenza con gli investimenti promossi da business angel e venture capitalist.

Sono molteplici le ragioni che possono spingere una startup a quotarsi sull'Euronext growth Milan. In primo luogo, la quotazione in Borsa permette ai soci fondatori della startup di reperire capitali sul mercato in via alternativa rispetto a un investimento diretto senza essere eccessivamente vincolati in termini di exit e di corporate governance nei confronti degli investitori.
Inoltre, la quotazione permette anche di rafforzare la posizione della startup nei rapporti con i terzi, quali enti creditori o partner commerciali, i quali potranno fare affidamento sulla presenza di consulenti specializzati tra gli advisor della società, quale l'Euronext growth advisor, una figura obbligatoria che segue l'emittente durante tutto il periodo in cui la società mantenga strumenti finanziari negoziati in Borsa. Tale circostanza permette una crescita più sostenuta della startup in termini di produzione e/o fatturato.

(Articolo scritto in collaborazione con Maria Flora Cafiero, di Lca Studio Legale)
Andrea Messuti
Andrea Messuti, Maria Flora Cafiero
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È avvocato e partner di Lca Studio Legale, dove coordina il team di Emerging companies &
venture capital. È specializzato in operazioni di M&A e venture capital e in operazioni sui mercati
dei capitali nazionali o stranieri (con particolare riferimento alle Ipo nei settori tech e life science).
Assiste clienti italiani e internazionali operanti in diversi settori industriali e tecnologici.

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