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Le 10 migliori startup italiane in cui lavorare (4 in finanza) | WeWealth

Le 10 migliori startup italiane in cui lavorare (4 in finanza)

Rita Annunziata
6.10.2023
Tempo di lettura: 3'
Hanno continuato ad affrontare le sfide del presente, senza smettere di innovare e attrarre talenti e (talvolta) investimenti: 10 startup da tenere d’occhio se si è in cerca di lavoro secondo LinkedIn

LinkedIn ha individuato 10 startup da tenere d’occhio se si è in cerca di lavoro o di una nuova opportunità professionale

Al primo posto Chora Media, società fondata nel 2020 e specializzata nella produzione di podcast e contenuti nativi social

Quali sono le aziende emergenti da tenere d’occhio, se si è in cerca di lavoro? A rispondere a questa domanda arriva LinkedIn, con l’ultima classifica annuale sulle migliori startup italiane. 10 realtà che hanno continuato ad affrontare le sfide del presente, senza smettere di innovare e attrarre talenti e (talvolta) investimenti, in un anno caratterizzato da inflazione persistente, esuberi, stretta creditizia. Dimostrando come le fasi di incertezza possano essere portatrici anche di nuove opportunità.


Per stilare il ranking sono stati esaminati quattro fattori: la crescita della forza lavoro, l’interesse nei loro confronti delle persone in cerca di impiego, le interazioni degli utenti con queste aziende e i loro dipendenti e infine la loro capacità di attrarre talenti dalle aziende incluse nella classifica LinkedIn top companies. Diversamente dalla precedente edizione dell’indagine, sono stati modificati i requisiti di idoneità, abbassando il tetto relativo all’anno di fondazione a cinque anni in modo da estendere l’analisi a un maggior numero di aziende che si trovano nelle prime fasi di crescita. Un primo aspetto che salta all’occhio, scorrendo la classifica, è la predominanza di startup che operano nell’ambito finanziario, che occupano ben quattro delle prime dieci posizioni. Il settore dei servizi per il benessere psicologico e quello dei servizi per le aziende basati su intelligenza artificiale e machine learning raddoppiano invece la loro presenza in classifica rispetto allo scorso anno. Ma la vera novità, in termini settoriali, guadagna la prima posizione.


Si tratta di Chora Media, società specializzata nello storytelling attraverso un’unione di diversi formati, a partire dai podcast. Fondata nel 2020 da Guido Brera, Mario Gianani, Roberto Zanco e Mario Calabresi (che la dirige), lo scorso anno ha acquisito Will Media con un’operazione da 5,2 milioni di euro, dando vita al primo polo italiano dell’informazione nativa digitale in audio e video. Al secondo posto Unobravo, startup di psicologia online con sede a Casalnuovo di Napoli; sbarcata sul mercato a sua volta nell’anno dello scoppio della crisi pandemica, oggi conta su 120 dipendenti in Italia. Chiude il podio Banca AideXa, fintech nata da un’idea di Roberto Nicastro e Federico Sforza (due ex banchieri di UniCredit) con l’obiettivo di velocizzare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e le partite Iva italiane.


Andando avanti troviamo in quarta posizione Starting Finance, community italiana di giovani appassionati all’economia e alla finanza. Attraverso la propria app, le masterclass che organizza e i contenuti multipiattaforma che produce, si legge infatti nell’approfondimento di LinkedIn, si pone “l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al mondo economico-finanziario”. Fondata nel 2018, le qualifiche più rappresentate sono quelle di redattore, project manager e analista degli investimenti. Serenis, in quinta posizione, è invece una startup tecnologica che offre percorsi di psicoterapia, coaching e supporto psicologico in videochiamata utilizzando i dati e gli strumenti digitali per migliorare l’efficacia delle terapie. C’è poi Vedrai, che fornisce soluzioni di intelligenza artificiale a sostegno dei processi decisionali delle aziende; lo scorso anno ha acquisito tra l’altro Indigo.ai, azienda specializzata nella progettazione di assistenti virtuali.


Al settimo posto della classifica LinkedIn troviamo Smartpricing, società fondata nel 2020 che mette a disposizione delle imprese del settore dell’ospitalità un software per calcolare in tempo reale il prezzo più profittevole e pubblicarlo automaticamente su tutti i canali di vendita. Tornando al settore finanziario, all’ottavo posto c’è Scalapay, unicorno fintech del “buy now, pay later”, servizio che consente ai clienti di acquistare nei negozi online e in store, ricevere i prodotti e dilazionare i pagamenti in più rate senza interessi. Up2You, in nona posizione, è invece una startup greentech che fornisce alle aziende strumenti digitali per misurare, ridurre e compensare le emissioni, ma anche per coinvolgere i dipendenti nelle attività legate alla sostenibilità. Chiude la classifica Fiscozen, tech company che offre ai liberi professionisti italiani una piattaforma per la gestione online delle partite Iva, dalla fatturazione alla previdenza, fino alla dichiarazione dei redditi e alla consulenza fiscale individuale.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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