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Deanocciola, gli artigiani industriali della Tuscia | WeWealth

Gli artigiani industriali della nocciola della Tuscia

Laura Magna
Laura Magna
23.8.2023
Tempo di lettura: 7'
Nel viterbese c’è il maggior distretto produttivo italiano della cornylus avellana cultiva, nocciola tonda con basso contenuto di grassi. E tra le molte imprese fornitrici della Ferrero, Deanocciola spicca per aver sviluppato un business di nicchia, nella trasformazione, interamente bio e che anticipa le domande alimentari emergenti. Ecco come funziona, da tre generazioni, l’azienda della famiglia de Angelis, che ebbe inizio da un noccioleto più di un secolo fa…

Un territorio incontaminato, al confine tra Umbria, Lazio e Toscana che è uno dei più grande noccioleto d’Europa e il più grande d’Italia. È la Tuscia viterbese, dove la cornylus avellana cultiva, una nocciola tonda con basso contenuto di grassi, è coltivata intensamente in terreni di origine vulcanica. Da questa estesa regione le nocciole vengono esportate in tutto il mondo: d’altronde il Lazio è la prima regione italiana per produzione del frutto, con 45.967 tonnellate annue, di cui 45.000 concentrate proprio nella provincia di Viterbo. E la maggior parte dei produttori sono fornitori della Ferrero: dalla Tuscia Viterbese arrivano le nocciole che vengono usate per fare la Nutella. Non Deanocciole, che ha fatto una scelta diversa, quella di produrre creme spalmabili interamente biologiche, specializzandosi in una nicchia che spazia dal vegan, alle intolleranze alimentari, all’iperproteico. E ha chiuso il 2022 con un fatturato di 12,4 milioni di euro, segnando una crescita costante dal 2006, con l’export conta per oltre il 70% del valore totale delle vendite. 

Una tradizione di famiglia iniziata a inizio 1900

“La nostra è una lunga tradizione di famiglia che inizia nei primi anni del secolo scorso con la coltivazione di un piccolo noccioleto alle falde dei Monti Cimini e va avanti fino ai nostri giorni con la fondazione dell’azienda e la creazione del marchio Deanocciola, diventato un vero e proprio punto di riferimento per il mercato vegan e bio”, dice a We Wealth Manuela de Angelis, direttore generale e terza generazione della famiglia proprietaria, alla guida dell’azienda insieme ai fratelli Rachele, responsabile amministrazione e Massimiliano, responsabile produzione. “Lavorare con cura le materie prime nel rispetto dell’ambiente e della tradizione offrendo un prodotto di ottima qualità è l'obbiettivo che ci prefiggiamo ogni giorno”. 

Negli anni Denocciola è diventato un trasformatore e oggi non ha più noccioleti di proprietà. Ma questo non ha allentato il legame con il territorio che non solo è necessario alla stessa esistenza del business, ma è il luogo da dove tutto è iniziato. E la materia prima è ovviamente locale, così come i 35 dipendenti dell’azienda. “Mio nonno aveva un piccolo noccioleto e un’azienda di sgusciatura - dice Manuela – mio padre ha deciso di investire poi nel biologico e nei prodotti trasformati a base di nocciola (pasta, granella, creme) per avere un valore aggiunto. Così abbiamo iniziato a specializzarci nel private label. Ed è venuto naturale fare R&S sulle formulazioni: abbiamo avviato una linea con focus sulle intolleranze e sulle allergie alimentari. Da appena un paio d’anni abbiamo deciso anche di puntare sul nostro marchio, aprendo un e-commerce che gestiamo internamente”. 


Quattro linee produttive per innovare nelle creme alla nocciola

L’impianto di produzione si divide in quattro differenti linee, come ci spiega il responsabile commerciale Federico Guitarrini. “Una linea senza latte, dove produciamo creme spalmabili a base di nocciola, mandorla o altre creme che posso essere utilizzate per farciture di biscotti/snack e semilavorati, senza la presenza di latte – racconta Guitarrini – una seconda linea con latte, dove troviamo principalmente la più classica delle creme a base di nocciola, cacao e latte e produciamo anche creme al pistacchio”. E ancora, la linea delle paste pure, ovvero a base 100% di frutta secca. “In questo impianto produciamo e confezioniamo le paste pure di frutta a guscio: anacardo, mandorla pelata, mandorla naturale tostata, nocciola tostata, pistacchio – continua Guitarrini – e infine la linea semi oleosi e arachidi, che si trova in uno stabilimento totalmente separato per evitare le cross-contamination dovute agli allergeni. In questo impianto abbiamo due produzioni principali: arachidi e sesamo. Dalle arachidi produciamo il burro di arachidi in tutte le sue sfumature. Dal 100% senza nessun altro ingrediente al burro d’arachidi (American style) con aggiunta di zucchero, olio di girasole e sale. Tutto rigorosamente senza olio di palma. Per quanto riguarda i semi oleosi, ogni giorno produciamo tantissime quantità di tahin in 4 versioni: tahin bianco da sesamo decorticato, tahin integrale da sesamo naturale tostato, tahin semi-integrale facendo un mix del 50% e 50% tra bianco ed integrale e il tahin nero derivato da sesamo nero. Oltre a queste lavorazioni facciamo anche paste di semi di girasole o semi di zucca. Fino ad arrivare alla lavorazione anche di creme di semi di canapa”. La scelta industriale di posizionarsi in questa nicchia bio e vegan a inizio anni 2000 ha consentito di anticipare di molti anni le future esigenze di migliaia di consumatori e fa di Deanocciola oggi un’azienda di innovatori. 


Innovare per distinguersi

“Abbiamo sempre cercato l’innovazione proprio per distinguerci dagli altri – conferma de Angelis - Abbiamo puntato su un prodotto personalizzato e teniamo internamente un reparto R&D molto attivo e curioso. Siamo sempre alla ricerca di nuovi ingredienti o particolari materie prime. Molto attenti alla scelta dei fornitori che devono essere certificati e garantire la qualità. Un fattore molto importante è di fatto quello di possedere molte certificazioni, le quali ci permettono di lavorare con i principali player della gdo in Europa. Le nostre certificazioni più importanti sono: Brc – Ifs – Biologica – Kosher Rainforest. E di recente ci siamo registrati Fda per il commercio Usa”. 

Certificazioni che, nella visione della manager, sono un modo per stare al passo con il mercato. Ma l’innovazione investe soprattutto il prodotto. “Il reparto di Ricerca e Sviluppo – aggiunge Guitarrini - elabora continuamente ricette e prodotti in linea con i trend del momento. Ad esempio, creme con aggiunta di proteine per i più sportivi, creme senza zuccheri aggiunti, utilizzo di zuccheri particolari come lo zucchero dei fiori di cocco o l’utilizzo di dattero in polvere (usato come dolcificante naturale). Ultimamente stiamo sviluppando creme al caffè e al cappuccino”. Ma se l’innovazione di prodotto è spinta, il processo produttivo segue sempre la medesima direzione, come spiega ancora Guitarrini. “Acquistiamo materia prima e la processiamo fino a trasformarla in pasta pura. Una volta ottenuta la pasta quest’ultima va in cisterna e viene utilizzata dalle linee di produzione per fare i differenti impasti delle creme. Gli impasti vengono fatti aggiungendo i vari ingredienti quali: cacao, zuccheri, oli, emulsionanti. Successivamente l’impasto viene raffinato e poi confezionato in vasetti. I vasi possono essere dai 200g ai 700g. Ogni cliente può personalizzare la propria etichetta e il proprio vaso, nella scelta del colore del tappo o della forma del vaso. Un nostro punto di forza è infatti la nostra abilità di accontentare il cliente in tutto e per tutto. La nostra flessibilità ci rende ottimi partner soprattutto per le start-up oltre che alla grande distribuzione organizzata”.

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Giornalista professionista dal 2002, una laurea in Scienze della Comunicazione con una tesi sull'intelligenza artificiale e un master della Luiss in Giornalismo e Comunicazione di Impresa. Scrivo di macroeconomia, mercato italiano e globale, investimenti e risparmio gestito, storie di aziende. Ho lavorato per Il Mattino di Napoli; RaiNews24 e la Reuters a Roma; poi Borsa&Finanza, il Mondo e Plus24 a Milano. Oggi mi occupo del coordinamento del Magazine We Wealth (e di quello di tre figli tra infanzia e adolescenza). Collaboro anche con MF Milano Finanza.

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