Elisabetta Fabri, la Signora dell'hôtellerie all'italiana

Rita Annunziata
1.6.2021
Tempo di lettura: 5'
Elisabetta Fabri, presidente e amministratore delegato di Starhotels, racconta la sua storia di successo. Che vede sempre più donne ai vertici, anche nell'hôtellerie

Diplomatasi all’Ecole Hôtelière de Lausanne, ha ottenuto un bachelor in business administration alla John Cabot University di Roma

Al via “Un futuro da star per 10 donne manager”, iniziativa finalizzata alla crescita professionale di 10 talenti femminili italiani

Correvano gli anni '80 quando suo padre Ferruccio Fabri, ingegnere e noto costruttore fiorentino, decise di fare il proprio ingresso nell'hôtellerie dando vita a una catena alberghiera a conduzione familiare con strutture a quattro stelle nel cuore delle principali città italiane. Un'intuizione vincente, su ispirazione dei grandi gruppi americani, in un periodo in cui il turismo iniziava ad affermarsi come uno dei settori trainanti dell'economia tricolore. “Respirando fin da ragazza l'affascinante vita d'albergo”, racconta Elisabetta, è cresciuta in lei “una forte passione per l'accoglienza” che l'ha spinta a indirizzare i propri studi in tal senso diplomandosi all'Ecole Hôtelière de Lausanne e ottenendo un bachelor in business administration alla John Cabot University di Roma. Una formazione cui è seguito un lungo apprendistato, che le ha consentito di sviluppare una “conoscenza approfondita della gestione alberghiera”. Preparandola ad assumere le redini di un'impresa, Starhotels di cui è attualmente presidente e amministratore delegato, che oggi si dirige verso la terza generazione.
Il 1992 segnò infatti per lei il primo atto da imprenditrice, con la fondazione della Starhotels International e l'acquisto del The Michelangelo a New York, nel cuore di Manhattan. A partire dal 2000 ha poi coperto la carica di amministratore delegato e vice presidente di Starhotels, di cui è diventata presidente 11 anni più tardi. Fabri ha anche saputo superare con successo una delicata vicenda di governance interna che per molti anni l'ha tenuta impegnata e che era culminata con una causa intentata dal fratello, Francis Edward, respinta dalla Corte d'appello di Milano. “Ho avuto la fortuna di crescere in una realtà che da sempre ha dato ampio spazio al ruolo femminile”, ricorda l'imprenditrice. “Con questo non nego spesso ho notato l'esigua presenza di donne in un mondo che ancora risulta prevalentemente maschile ma credo che la forza, non solo mia ma delle donne in generale, stia in una leadership guidata dalle nostre capacità distintive: multitasking, pragmatismo, empatia e orientamento al risultato. La sensibilità femminile, la professionalità e l'entusiasmo, insieme alla predisposizione a cercare soluzioni innovative e creative, sono valori che trovo giochino molto a nostro favore. E non solo nel mondo dell'ospitalità”, osserva.

Secondo Fabri, quando si parla di imprese, una migliore gestione si nutre infatti proprio di diversità. Ma, anche alla luce della sua esperienza personale, riconosce quanto sia delicato l'equilibrio che una donna deve trovare per conciliare carriera e incombenze familiari. Un aspetto che ha iniziato ad affrontare anche all'interno del proprio business. “Le donne costituiscono in generale il 56% delle risorse dell'azienda e in hotel e il 30% dei general manager. Sul totale dei dipendenti, ben 69 professioniste occupano posizioni manageriali. Questo perché crediamo fortemente che ciò possa portare un valore aggiunto alla visione e alla governance del gruppo”, spiega. Per nutrire ulteriormente questa propensione aziendale, aggiunge, è nato anche il progetto “Un futuro da star per 10 donne manager”. Un'iniziativa finalizzata alla crescita professionale di 10 talenti femminili italiani (siano essi risorse interne o nuove figure) che saranno accompagnati in un percorso di carriera di 3-5 anni che culminerà con il raggiungimento di posizioni chiave di responsabilità e prestigio all'interno delle strutture d'azienda, in Italia e all'estero.
“È un'ulteriore conferma della convinzione del gruppo e del suo management che una presenza femminile qualificata porti grande valore aggiunto alla visione e alla governance aziendale. Credo in un'organizzazione in cui ciò che conta è prima di tutto l'impegno, la professionalità e l'entusiasmo. La donna è motore di innovazione e trova sempre soluzioni creative pur di raggiungere il proprio obiettivo”, spiega Fabri, ricordando tra l'altro come l'hôtellerie sia caratterizzata da ambiti “molto diversi dalle mille sfumature” per i quali caratteristiche femminili come attenzione al dettaglio, empatia, sensibilità, pazienza, accoglienza e collaborazione sono elementi fondamentali ai fini del raggiungimento del risultato. “Desidero che Starhotels diventi la prima azienda alberghiera italiana a impegnarsi concretamente nel fornire a giovani donne la possibilità di esprimere al meglio le loro potenzialità e a raggiungere posizioni di rilievo con la stessa remunerazione dei colleghi uomini”, ammette l'imprenditrice. Volgendo lo sguardo infine sull'ultimo anno.

“Il covid-19, che ha obbligato alla condivisione degli impegni familiari, potrebbe aver dato la spinta necessaria all'adozione di un nuovo modello, in cui la complementarietà dei ruoli tra uomo e donna è imprescindibile”, spiega. Una crisi che ha avuto un impatto notevole anche sul business dell'azienda, ma che sembra lasciar intravedere uno spiraglio di luce. “In queste ultime settimane nelle città d'arte come Firenze e Venezia iniziamo a vedere i primi segnali di ripartenza con un turismo prevalentemente italiano, grazie anche alla riapertura delle principali attrazioni turistiche e alla conferma di alcuni eventi importanti come Pitti Uomo o la Biennale. Ci aspettiamo un graduale ritorno dei viaggiatori europei e inglesi, a partire da giugno in poi, in seguito all'allentamento delle restrizioni di viaggio. Mentre per il turismo proveniente dagli Stati Uniti e dagli altri paesi extra-europei la ripresa sarà più lenta nel corso dell'anno”.
Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

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