Startup, il brevetto? Una calamita per investitori. Come registrarlo

Rita Annunziata
6.11.2023
Tempo di lettura: 3'
Le startup titolari di brevetti e marchi hanno 10 volte più successo nel reperire finanziamenti. Ecco come funziona e quali sono i costi da sostenere

Solo il 29% delle startup europee ha depositato un marchio o un brevetto, con picchi del 42% per Finlandia e Francia e del 40% per Germania e Austria

Per avviare la procedura, bisogna assicurarsi di avere a disposizione la domanda contenente le informazioni bibliografiche, la descrizione del trovato e le rivendicazioni

Brevetti e marchi? Una calamita per gli investitori. Secondo un nuovo studio condotto dall’Ufficio europeo dei brevetti (Ueb) e dall’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo), le startup che possiedono queste due tipologie di diritti di proprietà intellettuale hanno 10 volte più successo nell’ottenere finanziamenti. Un vantaggio che risulta ancora più marcato per le titolari di marchi e brevetti europei, che possono contare su un tasso di reperimento delle risorse cinque volte superiore alle titolari di diritti di proprietà intellettuale nazionali. Eppure solo il 29% delle neo-aziende europee ha depositato un marchio o un brevetto, con picchi del 42% per Finlandia e Francia e del 40% per Germania e Austria. Ma come funziona e quali sono i costi da sostenere, in particolare nel caso del brevetto?


Come registrare un brevetto in Italia

In Italia è possibile richiedere un brevetto in tre modi: compilando e depositando la domanda online; compilando digitalmente e consegnando il modulo cartaceo allo sportello di una qualsiasi Camera di commercio, industria, agricoltura e artigianato; oppure compilando digitalmente e spedendo il modulo cartaceo alla Direzione generale per la tutela della proprietà industriale con sede a Roma. Per avviare la procedura, bisogna assicurarsi di avere a disposizione la domanda contenente le informazioni bibliografiche (come la data di deposito, i dati anagrafici del richiedente o il domicilio elettivo), la descrizione del trovato, le rivendicazioni e la versione in lingua inglese delle rivendicazioni per le invenzioni per cui non sia stata rivendicata la priorità in una precedente domanda (in caso contrario bisognerà sostenere un costo per i diritti di traduzione di 200 euro).


LE OPPORTUNITÀ PER TE. Come si registra un marchio? Come funziona la procedura di ricorso? Gli advisor selezionati da We Wealth possono aiutarti a trovare le risposte che cerchi. TROVA IL TUO ADVISOR


Quanto costa depositare un brevetto

Le tasse di deposito, come spiegato sul sito del ministero delle Imprese e del made in Italy, dipendono dalla tipologia di brevetto (per invenzione o per modello di utilità). Nel caso dei brevetti per invenzione, si parla di 50 euro per il deposito telematico e di una cifra compresa tra 120 euro e 600 euro per il deposito cartaceo (a seconda della quantità di pagine di cui si compone la domanda); inoltre, in caso di ulteriori rivendicazioni successive alla decima, bisognerà corrispondere una cifra pari a 45 euro per ognuna di esse. Per i brevetti per i modelli di utilità, i diritti di deposito risultano pari sempre a 50 euro se si opta per la procedura telematica mentre per il deposito cartaceo ammontano a 120 euro indipendentemente dal numero di pagine e di rivendicazioni. Per il deposito cartaceo, inoltre, alla Camera di commercio spetteranno 40 euro di diritti di segreteria. Dopo cinque anni dal deposito della domanda, i titolari di brevetto dovranno infine sostenere una tassa annuale relativa ai diritti di mantenimento in vita dello stesso, di importo crescente da 60 euro a 650 euro.


Brevetto europeo: come si deposita la domanda

C’è però anche una seconda strada. La Convenzione sul brevetto europeo, siglata a Monaco di Baviera nel 1973, consente infatti a ogni cittadino o residente di uno Stato membro di avvalersi di un’unica procedura europea per il rilascio di brevetto. In questo caso, la domanda deve contenere:

  • il modulo 1001 di richiesta di rilascio del brevetto europeo;
  • una descrizione dell’invenzione;
  • le rivendicazioni;
  • disegni (se presenti);
  • un abstract.

È possibile depositare la domanda online, gratuitamente, o consegnarla in forma cartacea di persona o inviarla per posta. Entro alcuni mesi, il depositante riceverà una comunicazione relativa alla ricezione della domanda da parte dell’European patent office (Epo) e un parere iniziale. Potrà dunque decidere se ritirare la domanda, qualora ritenga improbabile che venga accolta, o di portarla avanti richiedendo un esame sostanziale e pagando la tassa relativa. L’Epo valuterà dunque la domanda di brevetto e deciderà se accoglierla, respingerla o sollevare eventuali obiezioni, con la possibilità di invitare il depositante a un’udienza orale per discutere delle problematiche emerse nell’ambito della fase di esame. Passato il “test”, gli esaminatori emetteranno una decisione di concessione. Generalmente, la procedura di concessione dura dai due ai quattro anni. 


Brevetto unitario europeo: come funziona

Quanto ai costi, all’apertura della procedura sono dovute tasse di deposito e ricerca pari a 1.750 euro. Una volta approvata la richiesta, eventuali costi aggiuntivi (di traduzioni o tasse locali, per esempio) variano a seconda di dove e come si convalida il brevetto in uno dei 39 Stati membri. In questo senso, il brevetto europeo con effetto unitario riduce i costi, fornendo protezione in 17 paesi dell’Unione europea che hanno ratificato l’Accordo sul tribunale unificato dei brevetti. Operativo dal 1° giugno 2023, non si sostituisce ma si affianca alla tutela brevettuale esistente a livello nazionale e a livello europeo. I titolari di brevetto unitario pagano un’unica tassa di rinnovo all’Ueb, in un’unica valuta e seguendo un unico regime giuridico quanto a scadenze e modalità di pagamento.

Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente redattrice televisiva per Class Editori e ricercatrice per il Centro di Ricerca “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa. Si occupa di finanza al femminile, sostenibilità e imprese.

Cosa vorresti fare?