5 aziende (+1) che garantiscono il miglior work-life balance

Rita Annunziata
26.10.2021
Tempo di lettura: 5'
We Wealth, col supporto di Great place to work, ha identificato cinque aziende (più una) che offrono oggi ottimi esempi di politiche a favore del work-life balance. Supportando i lavoratori anche nella sfera privata

Emilia Apetino: “Un buon work-life-balance è guidato soprattutto dalla capacità di gestire al meglio non solo le attività delle due aree, ma anche il carico mentale (urgenze, responsabilità, paure, ansie) che ogni sfera porta con sé”

La Matrice di Eisenhower è una strategia che consente di incasellare le proprie attività quotidiane in quattro quadranti: dalle attività urgenti e importanti a quelle da eliminare dalla propria to do list

Equilibrare la sfera lavorativa e quella privata rappresenta spesso una sfida. Che nelle parole di Emilia Apetino, international consultant di Great place to work (società di consulenza specializzata nell'analisi del clima aziendale, nel suo miglioramento e nell'employer branding), non significa esclusivamente “suddividere in egual misura le ore da dedicare a una o a un'altra attività”. Ma soprattutto gestire al meglio anche “il carico mentale che ogni sfera porta con sé”. Tra urgenze, responsabilità, paura e ansie. We Wealth, con il supporto di Great place to work, ha identificato 5 aziende (più una) che offrono oggi ottimi esempi di politiche a fa...
In questo contesto, aggiunge, affinché un'azienda possa garantire un miglior work-life balance è necessario offrire ai collaboratori fiducia e supporto. “Come confermano le ricerche che conduciamo da oltre 40 anni in Italia e nel mondo coinvolgendo più di 60mila persone ogni anno, un clima di fiducia è anche più produttivo e performante”, spiega Apetino. “Facendo riferimento al supporto, invece, stiamo parlando di comportamenti del management che supportino coi fatti la possibilità di un vero work-life balance”, aggiunge. Non si tratta solo fornire gli strumenti utili allo smart working, precisa, ma di dare supporto ai propri collaboratori nel gestire in autonomia le proprie attività quotidiane.

“Parlando ai lavoratori, invece, mi verrebbe un po' provocatoriamente da suggerire di fare la scelta giusta e trovare l'azienda che davvero rispecchia i propri valori e la propria cultura lavorativa. Ma in termini concreti aiuta molto provare a dedicare giusti tempi e spazi all'attività lavorativa per far sì che il carico mentale del lavoro influenzi il meno possibile la sfera privata”, osserva l'esperta, ricordando che non si tratta di una sfida semplice, specie quando “il disordine mentale fatica a distinguere le cose urgenti e quelle importanti”. “Per questo io suggerisco sempre uno strumento, la Matrice di Eisenhower, per la gestione delle priorità e delle urgenze. Fondamentalmente, si tratta di una strategia che consente di incasellare le proprie attività quotidiane in quattro quadranti: attività urgenti e importanti, da fare subito; attività urgenti ma non importanti, che sarebbe meglio, se possibile delegare; attività non urgenti ma importanti, da programmare in un secondo momento e le attività né urgenti né importanti, che forse sarebbe meglio eliminare dalla propria to do list”.

Tra gli esempi di aziende che puntano a supportare i lavoratori oltre la sfera lavorativa, garantendo un supporto concreto di fronte ai problemi della quotidianità e facilitando un migliore work-life balance, Apetino cita Abbvie (azienda biofarmaceutica globale indipendente, quotata in Borsa, nata nel 2013 dalla scissione societaria con Abbott e con un sito produttivo a Campoverde di Aprilia, in provincia di Latina, ndr) “che intende rispondere alle diverse esigenze delle persone attraverso un programma di prevenzione personalizzato, specifico per età, sesso e livello di attività fisica”. Ma ricorda anche il programma “Employee and family solution” di Biogen, che offre a titolo completamente gratuito servizi di supporto psicologico, legale-finanziario e familiare. “Anche Cisco Sysyem sostiene le persone con l'Employees assistant program, un servizio di consulenza riservato ai dipendenti, ai loro coniugi/partner, alle persone a carico e a tutti i membri della famiglia per supportare le persone su diversi temi legati al lavoro e alla vita privata con consulenze telefoniche, help line o incontri”, continua Apetino.

Una pratica che ha un occhio di attenzione al mondo femminile è quella di Mellin e Nutricia (Danone Company) che ha creato in azienda un'apposita sala per le mamme che hanno necessità di allattare i propri bambini. SAS Italia, invece, pensa alle donne e agli uomini con la politica di “Marito in affitto” che fornisce un servizio che consente ai propri collaboratori di risparmiare il tempo necessario per l'esecuzione di tutte le incombenze che caratterizzano la vita privata come il giardinaggio, l'imbiancatura, la pulizia e la manutenzione ordinaria-straordinaria. “Preventivi e valutazione delle attività sono gratuiti, mentre l'erogazione del servizio è a carico del collaboratore”, spiega Apetino. Chiude il cerchio Zeta service con un “Maggiordomo aziendale” che in condivisione con tutti i dipendenti si occupa di evadere le commissioni postali, le necessità individuali di lavanderia e stireria, gestire la manutenzione della propria auto personale con meccanico o gommista, andare in farmacia o lavare l'auto.

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